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Pizzarotti: "Nel M5s ho visto molti yesman, ma pochi politici". Anzaldi (Pd): "Codice salva-Raggi"

Federico Pizzarotti (ansa)
Dem divisi sul nuovo regolamento di Grillo secondo cui l'avviso di garanzia "non implica gravità". Emiliano: "Giusta svolta"
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ROMA - Pizzarotti, sindaco di Parma, vede "yesman nel Movimento". Anzaldi (Pd), un escamotage "salva-Raggi". Sono questi i principali commenti all'ultima novità di Beppe Grillo che oggi sul suo blog ha annunciato un nuovo codice per gli eletti secondo cui l'avviso di garanzia non implica gravità. Un'iniziativa che divide i dem: per il governatore della Puglia, Michele Emiliano, infatti, si tratta di "una giusta svolta".

Pizzarotti: "Conferma di quanto detto". "Oggi, a distanza di ben sei mesi, è arrivata la conferma di quanto ho sempre fatto notare. Chi tace, piega la testa e non sa formulare un benché minimo pensiero critico è solo uno yesman. E oggi continuo a vedere molti yes man, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha commentato così, con una nota, il codice di comportamento per gli indagati del Movimento 5 Stel…
ROMA - Pizzarotti, sindaco di Parma, vede "yesman nel Movimento". Anzaldi (Pd), un escamotage "salva-Raggi". Sono questi i principali commenti all'ultima novità di Beppe Grillo che oggi sul suo blog ha annunciato un nuovo codice per gli eletti secondo cui l'avviso di garanzia non implica gravità. Un'iniziativa che divide i dem: per il governatore della Puglia, Michele Emiliano, infatti, si tratta di "una giusta svolta".

Pizzarotti: "Conferma di quanto detto". "Oggi, a distanza di ben sei mesi, è arrivata la conferma di quanto ho sempre fatto notare. Chi tace, piega la testa e non sa formulare un benché minimo pensiero critico è solo uno yesman. E oggi continuo a vedere molti yes man, ma pochi politici con una loro coerenza e una loro autonomia". Il sindaco di Parma Federico Pizzarotti ha commentato così, con una nota, il codice di comportamento per gli indagati del Movimento 5 Stelle: un regolamento che mancava al momento della sua sospensione.

"Quando il Movimento 5 Stelle mi aveva sospeso illegittimamente - ha scritto il sindaco di Parma ricordando la vicenda che lo ha riguardato - mancava un regolamento sulle sospensioni e uno sul codice di comportamento. Nelle controdeduzioni che mi erano state chieste lo feci notare: impossibile e illegittimo sospendermi se mancano i regolamenti per farlo. Da parte dei vertici silenzio assoluto, lo stesso da parte del direttorio, ora rottamato senza neppure una spiegazione".

La questione principale, secondo Pizzarotti rimane quello che ha più volte ripetuto nelle sue critiche alla gestione del Movimento: "Chi fa notare le incongruenze e i gravi errori di una forza politica non è un traditore, né un infiltrato, ma una persona che con onestà intellettuale dice le cose esattamente come stanno, proponendo giuste soluzioni e senza aver paura delle conseguenze di tenere la testa alta".

L'allontanamento di Pizzarotti dal M5s. Nel febbraio 2016, nel suo ruolo di sindaco, Pizzarotti è fra gli indagati per abuso d'ufficio in un'inchiesta sulle nomine al Teatro Regio. In seguito alla pubblicazione della notizia e al rifiuto di Pizzarotti d'inviare via email allo 'staff di Grillo' la documentazione relativa, il blog del leader 5 Stelle annuncia la sua sospensione dal Movimento. Ma il primo cittadino di Parma, in seguito all'archiviazione delle accuse, chiede di essere reintegrato senza tuttavia ottenere risposta. A questo punto annuncia di uscire dal M5s costituendo subito dopo coi suoi consiglieri anch'essi fuoriusciti il gruppo consiliare Effetto Parma.

Anzaldi (Pd): "Codice salva-Raggi". "Grillo vara codice Salva-Raggi come Berlusconi approvò legge Salva-Previti: no automatismi se indagata e iscritti tagliati fuori da decisioni". È quanto scrive su twitter il deputato del Partito democratico, Michele Anzaldi. Sulla stessa linea la vicesegretaria del Pd, Debora Serracchiani: "Dopo i guai giudiziari del M5s, Grillo scorda le manette e diventa garantista per convenienza. L'unica regola sopravvissuta: decidono Casaleggio & c".