Politica

Merlo: io e Verdelli stalkizzati in Rai. L'azienda: rispetto per i nostri giornalisti

La polemica. Dopo le dimissioni, l'ex consulente accusa. Lo scontro Mentana-Sibilia (M5S)

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ROMA - "Ci consideravano degli intrusi, hanno fatto di tutto perché ci dimettessimo: io e Verdelli siamo stati vittime di stalking corporativo, da parte di sindacato, cda e commissione di Vigilanza". Parla Francesco Merlo, editorialista di Repubblica e consulente Rai fino alle dimissioni dello scorso 2 dicembre. Nell'intervista a Lucia Annunziata, a In mezz'ora su Raitre, ne spiega le ragioni in un accorato sfogo che scatena reazioni e polemiche.
 
Il piano editoriale del direttore editoriale Verdelli, dimessosi il 3 gennaio, puntava secondo il giornalista a "riformare la Rai rimettendo la politica nella giusta dimensione: c'è stata una pressione corporativa violentissima e hanno fatto di tutto perché ci dimettessimo. Prima l'ho fatto io e poi Carlo Verdelli. C'è questa idea che se vieni da fuori non puoi parlare della televisione in Rai. Ora, è vero che ci sono delle specificità ma il giornalismo è uno solo". Da Merlo un atto d'accusa contro "il rapporto malato tra informazione e politica che in Rai ha la sua sintesi: la Rai è la sintesi hegeliana di tutti i giornali di partito ".

L'azienda replica con una nota: "I giornalisti Rai meritano il massimo rispetto per l'impegno e la professionalità che ogni giorno mettono nel lavoro". Intervengono anche il sindacato, l'Usigrai, che definisce le parole di Merlo "senza vergogna", e il consigliere Rai Franco Siddi: "L'ha voluta buttare in politica, ma non conosce l'azienda". Il giornalista, rispondendo alla Annunziata, aveva detto tra l'altro che "i giornalisti Rai sono dei gran lavoratori, che molti sono bravissimi e devono essere solo liberati ".


Il tweet di Sibilia. Ma il caso Verdelli-Merlo è stato anche al centro di uno scontro fra il direttore di La7, Enrico Mentana, e Carlo Sibilia del Movimento 5 stelle. L'attacco di Sibilia è indirizzato a tutti e tre i protagonisti della puntata: "Tre giornalisti falliti si autointerrogano sui motivi del loro fallimento. Pubblicamente. Senza che nessuno glielo abbia chiesto #inmezzora", ha scritto su Twitter il deputato M5s.

La risposta. E la replica del direttore di La7, con toni altrettanto duri, non si è fatta attendere su Facebook: "Quando gli indichi la luna, lo stupido vede solo la scia chimica", ha scritto Mentana, che nel corso della trasmissione era tornato sulla questione del tribunale del popolo del M5s sul giornalismo: "Se al posto di Grillo l'avesse fatto Renzi, Salvini o Berlusconi, avrei risposto allo stesso modo. Se si dice che il tg di cui ho la responsabilità fabbrica false notizie per blindare la posizione di chi comanda, essendo una doppia accusa falsa, rispondo, e lo avrei fatto allo stesso modo con chiunque, annunciando querela". "Bontà loro - aveva aggiunto - hanno detto che non mi riguardava. E così ho ritirato la cosa. Poi, rispetto agli altri tg, ognuno risponderà per sé. Io non sono il paladino dell'informazione italiana, io devo difendere il mio telegiornale. Poi fortunatamente Grillo ha spiegato che era solo una provocazione".






 
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