Speranza a Repubblica Tv: se non cambiano i voucher, voterò Sì al referendum della Cgil
di MONICA RUBINO
Il leader della minoranza dem ospite del videoforum: "Renzi leader sconfitto, serve nuova leadership nel partito"
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
ROMA - "Se il testo di legge" sui voucher "resta così com'è e se il referendum sui voucher viene approvato, io voto sì. Perchè tra lo status quo e l'abrogazione, meglio l'abrogazione. A norme vigenti sono per il sì, ma auspico un intervento del Parlamento".
Roberto Speranza condanna i voucher senz'appello nel corso del videoforum di Repubblica Tv e auspica una "svolta sociale" per il Pd. Per il leader della minoranza dem reintrodurre totalmente l'articolo 18 e tornare a una normativa precedente a quella del Jobs act "sarebbe complicato". Tuttavia "negli ultimi mesi- aggiunge- c'è stata un'impennata dei licenziamenti disciplinari. È del tutto evidente che qualcosa non ha funzionato. Il Pd deve immediatamente intervenire in Parlamento". Occorre, insomma, "una svolta sul sociale" non più rimandabile: "No a un partito amico…
ROMA - "Se il testo di legge" sui voucher "resta così com'è e se il referendum sui voucher viene approvato, io voto sì. Perchè tra lo status quo e l'abrogazione, meglio l'abrogazione. A norme vigenti sono per il sì, ma auspico un intervento del Parlamento".
Roberto Speranza condanna i voucher senz'appello nel corso del videoforum di Repubblica Tv e auspica una "svolta sociale" per il Pd. Per il leader della minoranza dem reintrodurre totalmente l'articolo 18 e tornare a una normativa precedente a quella del Jobs act "sarebbe complicato". Tuttavia "negli ultimi mesi- aggiunge- c'è stata un'impennata dei licenziamenti disciplinari. È del tutto evidente che qualcosa non ha funzionato. Il Pd deve immediatamente intervenire in Parlamento". Occorre, insomma, "una svolta sul sociale" non più rimandabile: "No a un partito amico dei potenti: io lo riporto fra gli operai", conclude riferendosi anche al suo personale "tour" da candidato alla segreteria dem partito il 28 dicembre da Monfalcone.
Pd, Speranza: "No a un partito amico dei potenti: lo riporto tra gli operai"
Entrando nel merito della crisi del partito, Speranza aggiunge: "Il Pd e il centrosinistra hanno bisogno di una nuova leadership. Renzi è un leader sconfitto, il suo è un partito-establishment, con lui siamo più deboli". Ma allontana lo spettro della scissione: "Non voglio creare una spaccatura - assicura - a quelli che alla Leopolda urlavano 'fuori fuori' io rispondo 'dentro dentro'. Voglio cambiare il Pd dall'interno".
A proposito di legge elettorale, Speranza sostiene che vada costruita con una convergenza larga: "Aver posto la fiducia sull'Italicum è stata una violenza- spiega - e non possiamo più permettercelo. Anzi dobbiamo costruire la nuova legge elettorale con una convergenza larga tra le forze politiche. Sarebbe un modo anche per provare a ricucire dopo lo strappo che c'è stato sulla riforma costituzionale". In proposito afferma di non aver perso le speranze di dialogare con il partito di Grillo: "Non mi rassegnerei alla incomunicabilità tra M5S e Pd. Dc e Pci si riconoscevano" e aggiunge: "Non convince che il primo e il secondo partito del paese vivano di delegittimazione quotidiana. Noi abbiamo votato Di Maio vicepresidente della Camera, lo è grazie al Pd perché nelle istituzioni ci si riconosce nelle differenze".
In merito, infine, al tentativo fallito dei Cinquestelle di allearsi con i liberaldemocratici europei commenta: "Nella scelta di grillo di aderire all'Alde c'era opportunismo ma anche la volotà di provare a rimettersi in un gioco istituzionale. Tenere un movimento dentro le istituzioni conviene a tutti. Non dobbiamo seguirli sul terreno della delegittimazione politica".