ROMA - "Massimo D'Alema dice che il Pd è seduto su una polveriera? Ma chi accende i fuochi sotto la sedia del partito?". Il ministro Graziano Delrio, a margine di un'iniziativa ad Ancona, replica ai cronisti alle parole dette dall'ex premier nell'intervista a Repubblica. "Per stare tranquilli - aggiunge il responsabile delle Infrastrutture - bisogna che tutti abbiano la coscienza di lavorare alla costruzione dell'unità, non alla divisione. Quindi la domanda da farsi è chi è che sta mettendo le polveri".
Delrio poi frena sull'ipotesi di dimissioni da segretario del Pd di Renzi per avviare subito il Congresso del partito: "Abbiamo un segretario che è Matteo Renzi, che ha convocato una riunione lunedì per poter discutere. Tutto il resto non credo sia all'ordine del giorno". E non pensa che il tema principale sia la data del voto per le politiche. "Credo che il tema di cui noi stiamo parlando oggi è fornire al Paese una legge elettorale adeguata per garantire la governabilità dopo la sentenza della corte. Intanto noi continuiamo a lavorare con il massimo dell'impegno".
#famostocongresso. Intanto sembra che non solo la minoranza, ma anche gli stessi renziani vogliano accelerare sul Congresso. Al punto da lanciare su Twitter l'hashtag: #famostocongresso. L'iniziativa è del senatore Stefano Esposito in risposta alla collega Alessia Morani, che cinguetta: "Ehi @matteorenzi ma perché non facciamo davvero il congresso? E vediamo con chi sta la nostra gente #congressosubito". Esposito, così, risponde con #famostocongresso, facendo il verso al tormentone romanista per convincere a fare lo stadio della Roma.
"Io l’ho già detto: se non si vota presto, il congresso del Pd si può fare subito senza aspettare giugno", replica poi il responsabile della Giustizia David Ermini. "Da mesi Renzi viene sottoposto ad attacchi arbitrari, quando è l’unico ad avere avuto il coraggio di dimettersi. Il Pd non ha alcuna paura della discussione. Si faccia dunque il congresso, dopo di che è lecito aspettarsi che tutti (nessuno escluso) rispettino con lealtà i risultati della discussione congressuale", dice a sua volta Andrea Romano.
"Mi auguro – dice Andrea Marcucci – che nel Pd si vada a convocare velocemente un congresso, per uscire dalle secche di un confronto troppo polemico e del tutto virtuale. Sono certo che Matteo Renzi sia il candidato più in sintonia con il nostro elettorato".
Delrio poi frena sull'ipotesi di dimissioni da segretario del Pd di Renzi per avviare subito il Congresso del partito: "Abbiamo un segretario che è Matteo Renzi, che ha convocato una riunione lunedì per poter discutere. Tutto il resto non credo sia all'ordine del giorno". E non pensa che il tema principale sia la data del voto per le politiche. "Credo che il tema di cui noi stiamo parlando oggi è fornire al Paese una legge elettorale adeguata per garantire la governabilità dopo la sentenza della corte. Intanto noi continuiamo a lavorare con il massimo dell'impegno".
#famostocongresso. Intanto sembra che non solo la minoranza, ma anche gli stessi renziani vogliano accelerare sul Congresso. Al punto da lanciare su Twitter l'hashtag: #famostocongresso. L'iniziativa è del senatore Stefano Esposito in risposta alla collega Alessia Morani, che cinguetta: "Ehi @matteorenzi ma perché non facciamo davvero il congresso? E vediamo con chi sta la nostra gente #congressosubito". Esposito, così, risponde con #famostocongresso, facendo il verso al tormentone romanista per convincere a fare lo stadio della Roma.
"Io l’ho già detto: se non si vota presto, il congresso del Pd si può fare subito senza aspettare giugno", replica poi il responsabile della Giustizia David Ermini. "Da mesi Renzi viene sottoposto ad attacchi arbitrari, quando è l’unico ad avere avuto il coraggio di dimettersi. Il Pd non ha alcuna paura della discussione. Si faccia dunque il congresso, dopo di che è lecito aspettarsi che tutti (nessuno escluso) rispettino con lealtà i risultati della discussione congressuale", dice a sua volta Andrea Romano.
"Mi auguro – dice Andrea Marcucci – che nel Pd si vada a convocare velocemente un congresso, per uscire dalle secche di un confronto troppo polemico e del tutto virtuale. Sono certo che Matteo Renzi sia il candidato più in sintonia con il nostro elettorato".