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Giunta Raggi, Grillo risponde al fact-checking di Repubblica. Ma rilancia le bufale: ecco perché

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In un post sul blog di Grillo, dal titolo “#FakePoint: 9 bufale di Repubblica sui successi di Virginia Raggi”, si tenta di fare una controverifica sul Checkpoint realizzato dal nostro giornale per misurare l’attendibilità dei risultati vantati dalla sindaca di Roma. Un contro-dossier che però non è esente da errori. Ecco allora il nostro (secondo) fact-checking: stavolta sul fakepoint proposto dal M5S
Il Fake-point dal Blog di Grillo Il Fact-checking di Rep sul Fake-point di Grillo
1) "La diminuzione della Tari era già prevista a partire dal 2015”: MEZZA BUFALA
Esisteva l’impegno di procedere a una progressiva riduzione della Tariffa sui rifiuti (Ta.Ri.), nella misura dell’1,5% l’anno, ma la conferma di tale impegno non era affatto scontata vista la situazione disastrosa in cui le precedenti amministrazioni hanno lasciato l’azienda. E va sottolineato che l’amministrazione Raggi ha innalzato il risparmio previsto in bolletta all’1,6%.
La “mezza bufala” è di Grillo. Il quale conferma quanto da noi sostenuto. Ovvero che la riduzione della Tari era stata avviata dalla giunta Marino.
2) I progetti finanziati con 18 mln del Bando Periferie sono ripresi dalle precedenti amministrazioni”: BUFALA
Considerando che sono stati presentati a fine agosto, a poco più di un mese dall’insediamento della nuova giunta, è chiaro che si è lavorato sui progetti con il più alto grado di avanzamento. Si tratta comunque di opere utili per la città e l’importante è saperle portare avanti: se così non fosse, andrebbero tralasciati anche altri interventi già avviati in passato come la Metro C o lo stadio della Roma. Portando alle estreme conseguenze questa bizzarra teoria, non dovremmo gioire neppure per l’aumento di visitatori del Colosseo, perché inaugurato dall’imperatore Tito! Inoltre, il Campidoglio viene accusato di non aver già avviato la riqualificazione delle periferie con quelle risorse, ma si tralascia di spiegare che l’esito del bando è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale solo a inizio anno e che quei fondi non sono stati ancora erogati dal Governo.
Altro che bufala, è esattamente quanto sostenuto nel fact-checking di Repubblica. Come pure risulta dal fedele virgolettato riportato dallo stesso Grillo all’inizio del punto 2)
3) 430 MLN PER il Tpl sono il corrispettivo del contratto di servizio Atac”: BUFALA
Sono i fondi previsti nel piano triennale degli investimenti 2017-2019, incluso nel Bilancio di previsione appena approvato. Il costo del contratto di servizio Atac, che non c’entra nulla, è invece inserito tra le spese correnti, come dovrebbero sapere gli esperti di bilancio e di fact-checking
Nella foga di elencare i 43 successi di Virginia Raggi, pubblicati sul blog il 10 febbraio, Grillo non aveva specificato se i 430 milioni di fondi per il Tpl previsti in bilancio fossero da imputare al piano investimenti (come lui sostiene oggi) o alla parte corrente (dunque compatibili con la spesa per il contratto di servizio di Atac).
4) I 10 mln ai Municipi per la manutenzione stradale sono pochi e diminuiscono rispetto al passato”: BUFALA
Si fa grande confusione: 10 milioni è la cifra stanziata tra gli investimenti previsti dal bilancio di previsione 2017-2019 e destinata ai Municipi per la manutenzione della viabilità di loro competenza. Queste risorse si vanno ad aggiungere a tutte le altre già previste per la manutenzione della grande viabilità e di quella municipale, che fanno parte del “Piano buche” che verrà presentato a breve. Quindi non si spende di meno ma si investe di più rispetto al passato, con interventi strutturali e di qualità.
Altra bufala. L’ultimo bilancio di previsione approvato dall’amministrazione Marino nel 2015 stanziava per la manutenzione stradale nei Municipi 13.200.000 euro. L’amministrazione Raggi solo 10.020.000. Sempre al netto di quelle previste per la manutenzione della grande viabilità e della viabilità municipale. Non solo. Se vogliamo fare pure un confronto con i fondi stanziati per il Simu, ovvero il dipartimento lavori pubblici che manutiene le grandi arterie della capitale, emerge che Marino aveva stanziato 15.437.000 euro, Raggi appena 3 milioni.
5) “La spesa per gli incarichi esterni assegnati dalla giunta Raggi si riferisce solo ai primi mesi di amministrazione e non tiene conto degli incarichi futuri”: BUFALA
Chi appare in video dovrebbe sapere che i contratti di collaborazione esterna prevedono un impegno di spesa per l’amministrazione che riguarda l’intero anno. Per essere ancora più precisi, l’amministrazione Raggi ha stipulato contratti per una spesa ANNUA pari a poco più di 3 milioni di euro. Molto meno rispetto a tutte le altre amministrazioni precedenti, che si voglia fare la media o meno: per esempio, Alemanno nel 2012 ha speso quasi 12 milioni di euro; Marino, nel 2014, ha speso 5 milioni e 600mila; e il commissario Tronca non è stato da meno con ben 5 milioni nel 2015. I collaboratori assunti dalla Giunta Raggi sono poco più di 40. Le Giunte Alemanno e Marino dal 2012 al 2015 hanno stipulato 311 contratti. Una cosa però è vera: nessuno può sapere quanti contratti verranno siglati nel corso del mandato, né chi vincerà lo scudetto o se finalmente a Pasquetta, quest’anno, ci sarà il sole.
Può anche essere vero che l’impegno di spesa annua per gli incarichi esterni è più basso rispetto al passato, ma non serve essere esperti di contabilità comunale per sapere che esistono le variazioni di bilancio, necessarie ad adeguare la spesa dell’ente ai fabbisogni sopravvenuti nel corso dell’anno. E siccome, al momento, restano ancora da coprire – solo per citare gli incarichi di staff più rilevanti – la casella del capo di gabinetto e quella del capo della segreteria politica, che prima delle dimissioni di Raineri e Romeo pesavano per circa 350mila euro l’anno sulle casse del Campidoglio, risulta evidente che la spesa attuale è ampiamente sottostimata. Perché c’è differenza tra “impegno di spesa” (guarda caso non dichiarato) e “contratti già stipulati”, relativi appunto ai primi sette mesi della giunta Raggi.
6) Il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici già esisteva e la giunta Raggi aveva dimenticato di rinnovare il bando”: MEZZA BUFALA
Non è vero: la gara non si era conclusa per l’inidoneità della documentazione presentata dai concorrenti. L’attuale amministrazione ha avuto il merito di riattivare il servizio nel più breve tempo possibile.
Falso due volte: elencando i 43 successi di Virginia Raggi il capo dei Cinquestelle intesta all’attuale amministrazione il merito di aver attivato il servizio di ritiro degli ingombranti, che invece esisteva da anni. E anche oggi, quando aggiunge un particolare (vero: la gara è andata deserta), tacendo però il dettaglio decisivo riportato da Repubblica: il bando, prima di essere rinnovato, è stato fermo per mesi.
7) La lotta all’abusivismo è un’attività di ordinaria amministrazione”: BUFALA
È vero, ma ai controlli ordinari sono stati affiancati maggiori verifiche che hanno riguardato aree a vocazione turistica e commerciale. Quindi l’incremento degli interventi sul territorio non può che essere salutato come un successo per questa amministrazione, che ha predisposto le linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale intensificando il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia, delle doppie file e dell’abusivismo commerciale. Ricordiamo, tra le altre cose, che l’utilizzo degli agenti in borghese per la lotta ai parcheggiatori abusivi è una novità assoluta. Inoltre, l’amministrazione capitolina non si è assolutamente dimenticata di rinnovare il bando per il servizio carro attrezzi, come si dice erroneamente: dal 2015, anno in cui è stata annullata la gara d’appalto, il servizio viene svolto avvalendosi dell’elenco di ditte della Prefettura. Il Campidoglio sta lavorando per inserirlo all'interno di Atac e si sono avviate tutte le procedure per realizzare questo iter.
Tipico caso di sdoppiamento della personalità. Grillo definisce “bufala” un’affermazione che lui stesso conferma. Iniziando la lunga spiegazione del punto 7) dando ragione a Repubblica: “E’ vero, ma…”.
8) I fondi per le scuole sono dedicati dal Governo nell’ambito del piano di attuazione della Buona Scuola”: BUFALA
La giunta Raggi ha aperto una linea di finanziamento con Cassa Depositi e Prestiti di oltre 47 milioni di euro, per la messa in sicurezza e l’adeguamento alla normativa anti-incendio degli edifici scolastici. Questa operazione, quindi, non ha nulla a che vedere con i fondi stanziati dal Governo nell’ambito della sedicente “Buona Scuola” di Renzi.
In questo caso dobbiamo fare mea culpa. Ma anche correggere Grillo. In realtà non di “bufala” si tratta, ma di “mezza bufala”, in condivisione tra noi e lui. La linea di finanziamento aperta con Cdp vale infatti 44 milioni e non “oltre 47”, come sostenuto sul blog. E gran parte di questi fondi – ma certezza non ve n’è perché la trasparenza in Campidoglio è un optional, per cui è impossibile conoscere i progetti su cui sono stati accesi i mutui – potrebbero essere imputabili ai finanziamenti regionali per l’edilizia scolastica stanziati dalla giunta Zingaretti con il DGR n. 42/2015: ovvero 37,5 milioni per “il recupero e la messa in sicurezza” di 89 istituti romani. Senza contare i fondi statali erogati ai comuni per l’adeguamento alla normativa anti-incendio.
9) “Anche i bilanci delle precedenti amministrazioni sono stati presentati nei termini di legge e quindi non c’è alcuna novità rispetto al recente passato o alla giunta Marino”: BUFALA
È scontato che il Bilancio di un qualsiasi Comune vada approvato entro i termini di legge, altrimenti quello stesso Comune verrebbe commissariato dal Prefetto (e neppure Alemanno, di cui si sottolineano i ritardi, arrivò a tanto). La giunta Raggi ha semplicemente e orgogliosamente rivendicato di aver approvato il bilancio preventivo 2017-2019 con due mesi di anticipo sulla scadenza fissata dal Governo e prima delle altre grandi città italiane. Confermiamo che per la prima volta, almeno negli ultimi dieci anni, il Comune di Roma da via libera al bilancio di previsione così presto rispetto ai termini di legge. Nel recente passato l’approvazione in Consiglio è avvenuta non prima della fine di marzo (Bilancio di previsione 2015 con Marino sindaco).
Sottoscriviamo (quasi) alla lettera quanto affermato da Grillo. Si è solo confuso nel giudizio finale, laddove spaccia per “bufala” tutto quello che Repubblica – basta leggere il distico iniziale del punto 9) – ha correttamente raccontato nel suo Fact-checking.
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