Politica

Pd, Bersani: "Siamo a un bivio molto serio. La scissione è già avvenuta"

L'ex segretario alla Camera: "Siamo il Partito di Renzi?". "Ce l'abbiamo un canale per discutere a fondo e correggere la linea politica? Il problema è vedere se e come recuperiamo con un popolo. Ma ieri ho visto solo dita negli occhi". E Michele Emiliano, uno dei candidati alla segreteria: "Guardo a Pisapia e a chi vota M5s"

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ROMA - "Qui non è questione di calendario. Il calendario è una tecnica. Qui il problema è se siamo il Pd o il PdR", spiega Pier Luigi Bersani in Transatlantico, all'indomani della direzione. "La scissione è già avvenuta. E io mi chiedo come possiamo recuperare quella gente lì", aggiunge.

L'ex segretario del Pd si rivolge agli altri dirigenti del partito: "Da Renzi dopo averlo sentito ieri non me lo aspetto. Ma da chi è intorno a lui sì. Chi ha buonsenso è il momento che ce lo metta perché siamo a un bivio totale e andiamo incontro a problemi molto seri". "Voglio bene al Pd fino a quando è il Pd. Ma se diventa il Pdr (partito di Renzi, ndr) non gli voglio più bene".

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Bersani chiede di chiarire se il partito "sostiene il governo di un Paese di sessanta milioni di abitanti" e vorrebbe che i democratici "si attrezzassero per una discussione a fondo ed eventualmente correggere la linea politica. Ma ieri ho visto solo dita negli occhi". Sarebbe meglio che il congresso, spiega Bersani, "iniziasse a giugno". A chi gli chiede se domenica parteciperà all'assemblea del Pd, risponde: "Penso di sì, ma stiamo aspettando una riflessione".
 

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La timeline, Bersani la ribadisce: "Innanzitutto bisogna garantire l'ordinaria amministrazione di questo governo. Non si può lasciare aperto questo interrogativo sulla durata della legislatura e su quando si va a votare". "Bisogna riconnettersi con il Paese e invece qui si parla ancora dei capilista bloccati", dice l'ex segretario dem. "Se perdiamo questo treno andiamo incontro a una roba sgradevole", avverte. "Non accetto che siamo un partito che lascia un punto interrogativo su quello che facciamo, stiamo parlando di far dimettere Gentiloni in streaming. Non è possibile", dice Bersani.

"La gente va a votare quando pensa di poter decidere, altrimenti non ci va. Ma non è che non va e sta tranquilla, non ci va e ti fa un mazzo così... Stiamo a parlare di capilista bloccati? Noi diamo i numeri..." continua, "fondamento della governabilità non in Botswana ma in un Paese europeo è avere un minimo di connessione tra popolo e governabili".

Ieri lasciando la direzione Pd ai cronisti che gli chiedevano se la minoranza fosse pronta a una scissione Bersani aveva risposto: "Adesso vedremo".

Sul congresso anticipato, aveva sottolineato la sua contrarietà, per lex segretario dovrebbe iniziare a giugno, altrimenti saranno solo le assise "del solipsismo, dell'autoreferenzialità". Uscendo dalla direzione, aveva quindi ribadito il suo "no a un congresso cotto e mangiato con una spada di Damocle sul nostro governo mentre dobbiamo fare la legge elettorale e mentre dobbiamo fare le elezioni amministrative. Non è il messaggio giusto da dare al Paese. Siamo il partito che governa, dobbiamo garantire che la legislatura abbia il suo compimento normale e che il governo governi correggendo qualcosa che abbiamo fatto e che il congresso si faccia nel suo tempo ordinario cioè da statuto parte a giugno e si conclude a ottobre, sarebbe questa la cosa più normale. Non ho sentito dire se vogliamo accompagnare il governo fino alla fine della legislatura". 

E in serata parla a Dimartedì, su La7, Michele Emiliano, uno dei candidati alla segreteria Pd:  "Pisapia è una personalità interessante e vorrei poterne approfondire la conoscenza. E' una persona di cui mi fiderei". E poi "penso che quegli 8 milioni di italiani che hanno votato per i Cinquestelle non sono in un frigo da cui escono solo pettegolezzi e malgoverno... Ho rispetto per gli italiani che hanno votato persone anche inesperte e a volte violente ma che come me sono cittadini che di fronte all'Italia che va in rovina si mettono gioco. Ecco, il Pd non può criminalizzare questi italiani". Così risponde il presidente della Regione Puglia ad una domanda sulle possibili alleanze del 'suo' Pd.

Quanto a Renzi, "al governo si è cercato i guai con il lanternino ed è stato sfortunato. Però se i risultati dell'economia non fossero stati impietosi, non sarebbe stato un disastro". Poi aggiunge che "l'Italia è il Paese con la crescita più bassa nella Ue. Il debito pubblico è aumentato, nonostante la crescita del pil. Carrai poteva occuparsi di informatica, invece di occuparsi di servizi segreti". Floris gli ricorda che oggi Berlusconi ha rivelato simpatia nei suoi confronti ed Emiliano ha replicato: "Ci sarebbe da capire perché. Mi ha fatto piacere, però, non vorrei che fosse un messaggio per Renzi. Io dico che Emiliano mi sta simpatico così tu capisci quello che ti voglio dire". E alla fine un elogio al partito: "Il Pd mi ha sempre consentito di dire la mia e di salvare la pellaccia. Quando sarei durato nel M5S o in Fi?"


 
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