ROMA - Il M5S propone di abolire definitivamente, attraverso una delibera degli uffici di presidenza di Camera e Senato invece che con una legge, i vitalizi "mascherati": ovvero la nuova pensione contributiva che i parlamentari possono ottenere, al compimento dei 65 anni con 4 anni e sei mesi di legislatura (o a 60 anni con due legislature alle spalle). Un "privilegio medievale", a detta dei Cinque Stelle, che si può cancellare "in cinque minuti, con una delibera di venti righe, senza navetta fra Camera e Senato, solo col voto degli uffici di presidenza" dei due rami del Parlamento.
La proposta è stata oggetto di una conferenza stampa a Montecitorio, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e due suoi colleghi di gruppo: il deputato Riccardo Fraccaro e la senatrice Laura Bottici.
"Se a settembre dovesse scattare la pensione dei parlamentari, allora sarebbe l'Armageddon dei partiti e lo verrebbero a celebrare migliaia di persone in piazza", è la minacciosa previsione di Di Maio. I pentastellati propongono invece che i contributi versati dai parlamentari in carica vadano a confluire nelle casse della previdenza pubblica e valgano per il conseguimento della pensione "con le stesse regole che normano la vita dei cittadini che vivono fuori dai palazzi". Domani, hanno annunciato Di Maio, Fraccaro e Bottici, "andremo dalla presidente della camera Laura Boldrini e dal presidente del Senato Pietro Grasso e chiederemo di convocare un ufficio di presidenza ad hoc per abolire questo privilegio. Se ciò non avverrà, ci torneremo ogni giorno con un pensionato di questo paese e gli diremo di chiedere che questo odioso privilegio abbia fine".
Nel corso della conferenza stampa, inoltre, Fraccaro e Bottici hanno letto, in favore di telecamere, i nomi dei loro colleghi degli altri partiti che fanno parte dell'ufficio di presidenza di Montecitorio e di Palazzo Madama, lanciando un appello agli elettori perché esercitino "una pressione pacifica e legittima" per ottenere il risultato desiderato.
Liquidata in poche battute la controffensiva del Pd a proposito dell'esistenza di un'analoga proposta di legge dei democratici a prima firma di Matteo Richetti, molto simile nei contenuti: "Sarebbe stato molto bello votarla ma non è mai stata calendarizzata, da due anni", ha tagliato corto Fraccaro, osservando che "la maggioranza non deve solo proporre, deve approvare, ma è irresponsabile". Mentre per Di Maio "questa è la classica strategia renziana di vendere fumo: 'perché non votate la nostra?', ci dicono. E noi rispondiamo: perché il Pd è l'unico che affossa da solo le sue proposte".
La proposta è stata oggetto di una conferenza stampa a Montecitorio, con il vicepresidente della Camera Luigi Di Maio e due suoi colleghi di gruppo: il deputato Riccardo Fraccaro e la senatrice Laura Bottici.
"Se a settembre dovesse scattare la pensione dei parlamentari, allora sarebbe l'Armageddon dei partiti e lo verrebbero a celebrare migliaia di persone in piazza", è la minacciosa previsione di Di Maio. I pentastellati propongono invece che i contributi versati dai parlamentari in carica vadano a confluire nelle casse della previdenza pubblica e valgano per il conseguimento della pensione "con le stesse regole che normano la vita dei cittadini che vivono fuori dai palazzi". Domani, hanno annunciato Di Maio, Fraccaro e Bottici, "andremo dalla presidente della camera Laura Boldrini e dal presidente del Senato Pietro Grasso e chiederemo di convocare un ufficio di presidenza ad hoc per abolire questo privilegio. Se ciò non avverrà, ci torneremo ogni giorno con un pensionato di questo paese e gli diremo di chiedere che questo odioso privilegio abbia fine".
Nel corso della conferenza stampa, inoltre, Fraccaro e Bottici hanno letto, in favore di telecamere, i nomi dei loro colleghi degli altri partiti che fanno parte dell'ufficio di presidenza di Montecitorio e di Palazzo Madama, lanciando un appello agli elettori perché esercitino "una pressione pacifica e legittima" per ottenere il risultato desiderato.
Liquidata in poche battute la controffensiva del Pd a proposito dell'esistenza di un'analoga proposta di legge dei democratici a prima firma di Matteo Richetti, molto simile nei contenuti: "Sarebbe stato molto bello votarla ma non è mai stata calendarizzata, da due anni", ha tagliato corto Fraccaro, osservando che "la maggioranza non deve solo proporre, deve approvare, ma è irresponsabile". Mentre per Di Maio "questa è la classica strategia renziana di vendere fumo: 'perché non votate la nostra?', ci dicono. E noi rispondiamo: perché il Pd è l'unico che affossa da solo le sue proposte".