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Fuga di notizie su Consip, pm Roma avviano procedimenti

Dopo aver revocato al Noe la delega per altre indagini, la Procura indaga su pubblici ufficiali che potrebbero essere responsabili di aver diffuso informazioni

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ROMA - La Procura di Roma, dopo le ripetute violazioni del segreto istruttorio riguardanti l'inchiesta Consip, ha avviato una serie di procedimenti, per il momento contro ignoti. Nel mirino degli inquirenti, quei pubblici ufficiali che hanno avuto a che fare con l'inchiesta e che dovessero risultare responsabili della fuga di notizie. Ieri, proprio a causa della fuga di notizie, la Procura ha revocato ai carabinieri del Noe la delega per ulteriori indagini.

La violazione del segreto istruttorio per cui la Procura di Roma ha deciso di avviare alcuni procedimenti riguarda anche la pubblicazione di atti di indagine risultati 'omissis' nei provvedimenti emessi dall'autorità giudiziaria sulla vicenda Consip. Ciò ha generato sconcerto negli inquirenti titolari degli accertamenti.

INFOGRAFICA: Tutti i protagonisti della vicenda Consip

Clima incandescente. I toni, intorno all'inchiesta, che ha portato in carcere l'imprenditore campano Alfredo Romeo (ma lui si dichiara vittima di una strumentalizzazione politica, ndr) si fanno sempre più accesi. Dopo Gianni Cuperlo, che aveva detto che il ministro dello Sport, Luca Lotti, dovrebbe 'farsi di lato', in attesa che le indagini chiariscano la sua posizione all'interno della vicenda, ora anche il leader del Movimento democratici e progressisti, Roberto Speranza, chiede che Lotti lasci l'incarico.  Chiarisce, invece, di non avere nulla contro Lotti il governatore della Puglia, Michele Emiliano, che la settimana entrante potrebbe essere ascoltato come persona informata dei fatti: "Io non ho nulla di positivo o negativo da dire su Carlo Russo. Ma colgo l'occasione per dire una cosa: siccome molti pensano che questa sia stata una mia iniziativa contro Lotti, vorrei fosse chiarito che se una persona è coinvolta su una questione che ha aspetti giornalistico-giudiziri, fa bene a raccontare come stanno le cose. Io non ho nulla contro Lotti", ha detto il candidato alla segreteria del Partito democratico a In Mezz'ora su Rai3. Il governatore pugliese ha, poi, aggiunto che secondo lui "il ministro Orlando è in situazione di potenziale conflitto di interesse, in quanto esercita il potere disciplinare sui magistrati che stanno indagando" sul caso Consip e "lo esercita anche su di me. Orlando è persona onesta, ho fiducia in lui e lascio a lui ogni tipo di decisione, ma l'idea della discesa in campo di Orlando è a altissimo rischio di conflitto di interesse...Non chiedo né le dimissioni di Lotti né di Orlando, ma ciascuno deve tutelare la sua funzione istituzionale, il governo e il paese di cui fa parte".

Ma lo scontro più duro, ieri, si è spostato dal piano politico a quello personale, e ha visto come protagonisti il leader del Movimento 5 Stelle, Beppe Grillo, e l'ex premier Matteo Renzi, con il primo che ha attaccato il segretario del Pd dimissionario, dicendo che ha rottamato il padre Tiziano, interrogato due giorni fa in Procura per più di tre ore, e il secondo che, con una lunga lettera, ha invitato il politico pentastellato a vergognarsi di essere sceso tanto in basso e a recuperare un po' di quell'umanità che nei rapporti familiari, viene prima della politica. 

 
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