Pisapia a Rep Tv: "Campo progressista non sarà la stampella di Renzi"
di MONICA RUBINO
Giuliano Pisapia al videoforum di Repubblica.tv
L'ex sindaco di Milano: "Io nuovo Prodi? Parto dalla base, non dalle segreterie dei partiti". E si propone come "mediatore" per far dialogare Pd e scissionisti
Aggiornato alle 2 minuti di lettura
ROMA - Alla vigilia della presentazione di "Campo progressista" a Roma, Giuliano Pisapia illustra il suo movimento politico al videoforum di Repubblica Tv. "Non è un partito né vuole esserlo, oggi i partiti non hanno più appeal", chiarisce subito. E aggiunge: "Il nostro compito è quello di riaggregare tutte quelle realtà e quelle iniziative civiche che sorgono spontaneamente nei territori". Negli ultimi mesi l'ex sindaco di Milano ha girato per l'Italia per parlare con sindaci e amministratori: "C'è l'esigenza di dare una casa a quel mondo di centrosinistra che ha voglia di fare buona politica".
Pisapia: 'Campo progressista non è e non vuole diventare un partito''
"Non sono il nuovo Prodi". Pisapia presenterà la sua formazione l'11 marzo al teatro Brancaccio, un luogo simbolico dove nacque anche l'Ulivo. E rispond…
ROMA - Alla vigilia della presentazione di "Campo progressista" a Roma, Giuliano Pisapia illustra il suo movimento politico al videoforum di Repubblica Tv. "Non è un partito né vuole esserlo, oggi i partiti non hanno più appeal", chiarisce subito. E aggiunge: "Il nostro compito è quello di riaggregare tutte quelle realtà e quelle iniziative civiche che sorgono spontaneamente nei territori". Negli ultimi mesi l'ex sindaco di Milano ha girato per l'Italia per parlare con sindaci e amministratori: "C'è l'esigenza di dare una casa a quel mondo di centrosinistra che ha voglia di fare buona politica".
Pisapia: 'Campo progressista non è e non vuole diventare un partito''
"Non sono il nuovo Prodi". Pisapia presenterà la sua formazione l'11 marzo al teatro Brancaccio, un luogo simbolico dove nacque anche l'Ulivo. E risponde a chi parla di lui come di un nuovo Romano Prodi: "Stimo moltissimo l'ex presidente del Consiglio, ma la situazione è profondamente diversa. Quel progetto è nato dall'alto, c'erano partiti molto forti che hanno deciso di dare in mano il loro patrimonio a una persona sola senza passare dalla base. Oggi il percorso per arrivare allo stesso obiettivo dev'essere partire dalla base".
Pisapia: ''Stimo Prodi ma io partirei da base e non da segreterie''
"Non sono la stampella di Renzi". La critica più frequente mossa dalle altre forze di sinistra (ad esempio da Pippo Civati di "Possibile") è che Campo progressista nasca come "stampella di Matteo Renzi". Ma Pisapia replica: "Non sono mai stato la stampella di nessuno perché altrimenti sarei entrato in un partito. Ma io voglio federare realtà civiche, mi sono messo a disposizione per un progetto unitario". Per Pisapia serve un nuovo centrosinistra "sennò regaliamo il Paese alla destra o al M5S: abbiamo percorsi diversi ma gli stessi valori e principi. Per questa ragione sono ottimista". Tuttavia non ci può essere "un centrosinistra nuovo che non abbia al suo interno, senza posizioni di egemonia, il Pd". E, aggiunge: "Chi è a destra, come Angelino Alfano, non è compatibile: abbiamo idee diverse". E Denis Verdini? "Credo non vada proprio bene - sottolinea - non parlo della persona ma delle idee". Poi aggiunge: "A sinistra non vorrei paletti tranne uno: prendersi una responsabilità di governo e per questo servono compromessi accettabili, non si possono vendere sogni".
"Io mediatore fra Pd e scissionisti". Quanto alla scissione del Pd, Pisapia ammette che le "divisioni tra persone che hanno fatto percorsi comuni sono sempre delle sconfitte. Ma se a un certo punto stare insieme diventa impossibile, allora è meglio separarsi cercando di mediare sui punti in comuni. Questo è il compito di mediazione che può avere Campo progressista".
Le primarie del Pd utili se vere. Sulle congresso el Pd, l'ex sindaco è disincantato: "Se si fanno primarie vere allora servono a tutti, l'importante è non deciderne l'esito prima. Credo che il vincitore non sia scontato. Il confronto deve essere sui programmi". Per Pisapia, però, far coincidere il ruolo di segretario con quello di candidato premier "è un errore", anche se accade in molti paesi europei. "Chi fa il presidente del Consiglio non ha né la possibilità né il tempo di girare i circoli, di sentire le associazioni, ha un compito diverso". Per questo con Renzi "il partito si è sentito abbandonato".
Consip. Quanto al caso Consip e all'opportunità di dimettersi del ministro Luca Lotti, Pisapia risponde: "Dal punto di vista politico ho dato le dimissioni tre volte nella mia vita, ma secondo me queste sono scelte personali: chi sa la verità sono i diretti interessati, la magistratura faccia le proprie indagini. Se c'è del marcio lì dentro si intervenga".
Elezioni. Sulla durata del governo Gentiloni per l'avvocato milanese è una buona cosa che arrivi fino alla fine della legislatura: "Ci sono cose importanti che si possono portare a termine: penso alla legge sullo ius soli, a quella sul testamento biologico e sul reato di tortura. Poi bisogna trovare una soluzione per il reddito minimo". La politica dei bonus non funziona: "Avrei votato a favore degli 80 euro, ma se fossi stato al governo non avrei proposto questa misura".