La nota spiega che "alla denuncia, Alfano allegherà i riferimenti diffamatori a lui rivolti durante gli ultimi tre anni di puntate televisive di Gazebo, per dimostrare ciò che sarà facile dimostrare: non si è trattato di un singolo atto diffamatorio, che sarebbe stato comunque grave, ma di una intera campagna diffamatoria durata anni a spese del contribuente e con una pervicacia diffamatoria che rende plateale il dolo, l'intenzionalità, la tenace volontà di creare un danno alla persona e all'area politica che rappresenta", si legge ancora. Per Alfano vi è una "enorme sproporzione, all'interno del servizio pubblico, tra lo spazio dedicato alla diffamazione da questa trasmissione e lo spazio dedicato alla informazione, in altre trasmissioni Rai, sulla medesima area politica e sulla stessa persona che la rappresenta". E conclude facendo presente "di essere giunto a questa amara determinazione dopo tre anni di paziente sopportazione di questo scempio che ha fatto il servizio pubblico, nella speranza che vi fosse un operoso ravvedimento nella diffamazione".
Rai, Ap nega accredito a Gazebo: le reazioni su Twitter
L'Ufficio stampa di Alternativa popolare ha respinto la richiesta di accredito di Gazebo, il programma televisivo di Rai 3 condotto da Diego 'Zoro' Bianchi, per partecipare alla conferenza stampa sulla legge elettorale convocata nella sede del partito di Angelino Alfano. "Le ragioni - è la spiegazione del rifiuto - sono evidenti e consolidate negli anni e sicuramente non vi sfuggono. Siamo sicuri, a ogni buon conto, che saprete cogliere l'occasione di scoprire che esiste un mondo oltre le vostre fissazioni e che utilmente impiegherete le ore di questa splendida giornata di primavera romana e che dunque, altrettanto utilmente, impiegherete il canone versato dal contribuente". "Alfano - attacca il presidente della commissione di Vigilanza Rai, Roberto Fico - vieta accredito a Gazebo per conferenza stampa del suo partito. Conferma così voci su pressioni per censurare la trasmissione Rai". In questa gallery, alcune reazioni su Twitter