Cuperlo a Repubblica Tv: "No a nuovo patto del Nazareno, viatico di larghe intese"
di MONICA RUBINO
L'esponente della minoranza Pd ospite del videoforum: "L'unica soluzione è ricostruire il centrosinistra". E rilancia la proposta di Orlando: "Referendum nel partito se Renzi propone accordo con Berlusconi"
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ROMA - "Temo che un eventuale nuovo patto del Nazareno rischi di essere il viatico per una soluzione che metterebbe in discussione alcuni dei principi su cui il Pd è sorto, come il maggioritario. Aprirebbe inoltre alle larghe intese e a un governo che non sia espressione di una parte". Gianni Cuperlo, deputato ed esponente della minoranza Pd, è critico nei confronti della proposta di un modello tedesco per la legge elettorale, sui cui i democratici potrebbero trovare un accordo con Forza Italia.
Legge elettorale, Cuperlo (Pd): "No a un nuovo patto del Nazareno"
Per Cuperlo le varie forze politiche sono ricadute nell'errore di considerare "la legge elettorale come un abito cucito a misura di leader". E ammette di preferire il Rosatellum, considerato come "una buona base di partenza su cui poter impostare un ragionamento serio". Perché quella proposta quanto meno aveva "una base maggioritaria che poteva conciliare l'esigenza di governabilità con la richiesta di rappresentanza".
Di fronte alla prospettiva di nuove larghe intese, Cuperlo rilancia la proposta lanciata dal ministro Andrea Orlando, proprio nel corso di un videoforum di Repubblica, di indire un referendum consultivo interno al partito se Matteo Renzi dovesse riproporre un accordo con Silvio Berlusconi.
Quanto alla tentazione di lasciare il partito, l'esponente della minoranza ribadisce di non condividere le ragioni dello strappo bersaniano e chiarisce: "Resto per lottare da dentro, l'idea della scissione goccia e goccia non mi appartiene, sono affezionato alla vecchia scuola: le grandi sfide si affrontano collettivamente". E sottolinea che la ricostruzione del centrosinistra senza il Partito democratico non è praticabile: "Questo Pd non è il partito che avevamo voluto ma raccoglie ancora il consenso di molti elettori della sinistra. Un'idea di centrosinistra di governo senza il Pd oggi non è spendibile".
Ma, aggiunge, "per rifondare il centrosinistra non basta solo unire qualche sigla. Va ricompattato un tessuto di rappresentanza nella società civile". E cita come esempio la manifestazione per i migranti di sabato scorso a Milano: "Tutte quelle persone in piazza davano il senso di una società che non è si spenta, non si è arresa. Lì c'era un pezzo di un popolo che però non riconosceva in noi del Pd i capi di quella spinta all'impegno civico".