BOLOGNA - Pesante smacco per il Pd nella regione rossa per eccellenza, l’Emilia Romagna: i dem perdono in tutti e cinque i Comuni al ballottaggio. Tra le sconfitte più concenti quella di Budrio, la cittadina che ha conosciuto la ferocia del killer Igor, e Piacenza, città di Pierluigi Bersani dove i dem, che avevano vinto nel 2012 con Paolo Dosi, perdono il Comune.
A Budrio il ribaltone è storico. Perché la cittadina dell'hinterland bolognese vittima del killer Igor, che il primo aprile aveva ucciso il barista Davide Fabbri e che era poi fuggito scatenando una gigantesca e finora infruttuosa caccia all'uomo, congeda la sinistra dopo settant'anni. Perde infatti il sindaco uscente, il Pd Giulio Pierini, che si ferma al 47% contro lo sfidante Maurizio Mazzanti, un civico puro, che piaceva agli elettori del 5 Stelle (il Movimento non aveva presentato una sua lista) e che alla fine ha avuto la meglio, seppure di appena 450 voti.
Non è bastato a Pierini aver puntato molto, in queste ultime due settimane di campagna elettorale, sulla sicurezza, strizzando anche l'occhio al centrodestra, giunto terzo al primo turno. "Chiedo che le forze dell'ordine prendano Igor, Bisogna che Budrio torni alla sua tranquillità. Finché è libero non si può voltare pagina" aveva detto Pierini all'indomani del primo turno. Non aveva invece puntato sul caso Igor lo sfidante Mazzanti, che aveva mantenuto la sua impostazione civica, polemizzando soltanto sulla neutralità del centrodestra, che non aveva puntato su nessuno dei due contendenti il 14% conquistato al primo turno dal candidato leghista Tiziano Quaglia.
Il risultato lascia comunque sotto choc i dem bolognesi. Pierini, orlandiano all'ultimo congresso e cuperliano a quello precedente, aveva messo insieme infatti un centrosinistra di tipo classico, conquistando anche l'appoggio degli scissionisti di Mdp, che avevano fatto una dichiarazione di sostegno in suo favore. La sua candidatura era tuttavia sin da subito apparsa debole. Al primo turno Pierini aveva infatti raccolto il 44% dei consensi, contro il 36% dello sfidante. In voto assoluti la distanza era però soltanto di 700 voti. A nulla è valso neppure il tentativo di riportare alle urne gli astenuti, che al primo turno avevano fatto crollare l'affluenza dal 69% del 2012 al 59%. Al secondo turno infatti, i votanti calano ancora a Budrio, di un altro 5%. Pierini, che già cinque anni fa vinse d'un soffio al ballottaggio contro l'allora candidato a 5 Stelle Antonio Giacon, stavolta cede il passo a Mazzanti. Un cambiamento epocale per una cittadina da sempre a sinistra, e in cui il precedente sindaco Pd Carlo Castelli vinceva con oltre il 60%.
La sconfitta sorprende meno a Piacenza. Cittadina dove la destra è sempre stata forte, il Pd aveva conquistato il Comune nel 2012 con Paolo Dosi, ma lo perde dopo appena cinque anni. Il sindaco uscente ha infatti deciso di non ricandidarsi, ma non ha convinto al suo posto il candidato del Pd Paolo Rizzi, arrivato al ballottaggio con uno scarno 28,19% e sconfitto al secondo turno dalla candidata di centrodestra Patrizia Barbieri, che arriva al 58,54%. Non ha giovato al Pd, nella città natale di Pierluigi Bersani, neppure la divisione da Mdp, che al primo turno aveva addirittura appoggiato una propria candidata, Sandra Ponzini, giunta al 3,94%. Il centrodestra conquista così di nuovo Piacenza, grazie a una coalizione unita, dalla Lega a Forza Italia, fino a Fratelli d'Italia, secondo il "modello Toti" di centrodestra unito che sta facendo scuola in tutta Italia.
A Budrio il ribaltone è storico. Perché la cittadina dell'hinterland bolognese vittima del killer Igor, che il primo aprile aveva ucciso il barista Davide Fabbri e che era poi fuggito scatenando una gigantesca e finora infruttuosa caccia all'uomo, congeda la sinistra dopo settant'anni. Perde infatti il sindaco uscente, il Pd Giulio Pierini, che si ferma al 47% contro lo sfidante Maurizio Mazzanti, un civico puro, che piaceva agli elettori del 5 Stelle (il Movimento non aveva presentato una sua lista) e che alla fine ha avuto la meglio, seppure di appena 450 voti.
Non è bastato a Pierini aver puntato molto, in queste ultime due settimane di campagna elettorale, sulla sicurezza, strizzando anche l'occhio al centrodestra, giunto terzo al primo turno. "Chiedo che le forze dell'ordine prendano Igor, Bisogna che Budrio torni alla sua tranquillità. Finché è libero non si può voltare pagina" aveva detto Pierini all'indomani del primo turno. Non aveva invece puntato sul caso Igor lo sfidante Mazzanti, che aveva mantenuto la sua impostazione civica, polemizzando soltanto sulla neutralità del centrodestra, che non aveva puntato su nessuno dei due contendenti il 14% conquistato al primo turno dal candidato leghista Tiziano Quaglia.
Il risultato lascia comunque sotto choc i dem bolognesi. Pierini, orlandiano all'ultimo congresso e cuperliano a quello precedente, aveva messo insieme infatti un centrosinistra di tipo classico, conquistando anche l'appoggio degli scissionisti di Mdp, che avevano fatto una dichiarazione di sostegno in suo favore. La sua candidatura era tuttavia sin da subito apparsa debole. Al primo turno Pierini aveva infatti raccolto il 44% dei consensi, contro il 36% dello sfidante. In voto assoluti la distanza era però soltanto di 700 voti. A nulla è valso neppure il tentativo di riportare alle urne gli astenuti, che al primo turno avevano fatto crollare l'affluenza dal 69% del 2012 al 59%. Al secondo turno infatti, i votanti calano ancora a Budrio, di un altro 5%. Pierini, che già cinque anni fa vinse d'un soffio al ballottaggio contro l'allora candidato a 5 Stelle Antonio Giacon, stavolta cede il passo a Mazzanti. Un cambiamento epocale per una cittadina da sempre a sinistra, e in cui il precedente sindaco Pd Carlo Castelli vinceva con oltre il 60%.
La sconfitta sorprende meno a Piacenza. Cittadina dove la destra è sempre stata forte, il Pd aveva conquistato il Comune nel 2012 con Paolo Dosi, ma lo perde dopo appena cinque anni. Il sindaco uscente ha infatti deciso di non ricandidarsi, ma non ha convinto al suo posto il candidato del Pd Paolo Rizzi, arrivato al ballottaggio con uno scarno 28,19% e sconfitto al secondo turno dalla candidata di centrodestra Patrizia Barbieri, che arriva al 58,54%. Non ha giovato al Pd, nella città natale di Pierluigi Bersani, neppure la divisione da Mdp, che al primo turno aveva addirittura appoggiato una propria candidata, Sandra Ponzini, giunta al 3,94%. Il centrodestra conquista così di nuovo Piacenza, grazie a una coalizione unita, dalla Lega a Forza Italia, fino a Fratelli d'Italia, secondo il "modello Toti" di centrodestra unito che sta facendo scuola in tutta Italia.