Politica

Simona Bonafé: "Difendo i colleghi, mica siamo ubiqui"

Si parla di migranti, aula deserta. E Juncker sbotta: "Siete ridicoli". Parla la europarlamentare Pd

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ROMA. "Non voglio fare la prima della classe - premette Simona Bonafé, europarlamentare Pd, una delle pochissime presenti ieri in Aula a Strasburgo - rispondo solo per me, non per i miei colleghi. Ma a loro discolpa mi lasci dire una cosa".

Quale?
"Per onestà intellettuale bisogna tenere presente che spesso, anche durante la plenaria dell'Europarlamento, in contemporanea ci sono altre riunioni di commissioni varie. Magari i colleghi assenti erano impegnati in una di queste".

L'assenza degli europarlamentari italiani non depotenzia la battaglia del nostro governo sull'immigrazione?
"Ieri si discuteva della conclusione del semestre a guida maltese del Consiglio Ue. Poi, certo, chiaramente uno dei punti all'ordine del giorno erano le migrazioni. Ma a prescindere dall'argomento vedere l'Aula vuota non fa bene alla credibilità delle istituzioni".

Il presidente Juncker ha protestato con un certo vigore. Ha detto che siete "ridicoli".
"Mi sarebbe piaciuto vedere l'indignazione di Juncker quando gli Stati membri non rispettano i loro obblighi. O quando si fanno riunioni e in sede di Consiglio Ue non si prendono decisioni. Al contrario, va detto che il Parlamento è sempre stato in prima linea sulla questione dei migranti".

L'Aula con gli spazi vuoti non allontana i cittadini dalla politica e alimenta i sentimenti "anticasta"? Si parla anche di eurodeputati con stipendi e indennità di tutto rispetto.
"Tutto vero. Ma non abbiamo il dono dell'ubiquità".
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