Parlamento, vitalizi ai condannati: M5s scrive a Boldrini
Lavinia Rivara, di LAVINIA RIVARAI deputati del Movimento: "Si convochi l'ufficio di presidenza per ridiscutere i regolamenti". Pd: "Impegno che condividiamo"
ROMA - Dopo la restituzione dei vitalizi, con tanto di arretrati, a tre ex deputati condannati e poi riabilitati, 5 Stelle e Pd chiedono di modificare la delibera con cui il Parlamento nel maggio del 2015 ha regolamentato la materia. I grillini hanno già fatto un passo formale, per lo meno a Montecitorio: una lettera inviata ieri alla presidente della Camera Laura Boldrini in cui Luigi di Maio e Riccardo Fraccaro chiedono di convocare entro 10 giorni l'ufficio di presidenza per ridiscutere il regolamento che - scrivono - non tutela a sufficienza l'articolo 54 della Costituzione che impone a chi ricopre cariche pubbliche di farlo "con disciplina e onore".
Per questo Di Maio e Fraccaro proponongo di abolire "la restituzione per intervenuta riabilitazione e la decorrenza retroattiva degli importi da restituire". Non solo, il vicepresidente della Camera chiede di allargare "la ristretta catalogazione dei reati" per i quali è previsto il…
Per questo Di Maio e Fraccaro proponongo di abolire "la restituzione per intervenuta riabilitazione e la decorrenza retroattiva degli importi da restituire". Non solo, il vicepresidente della Camera chiede di allargare "la ristretta catalogazione dei reati" per i quali è previsto il…
ROMA - Dopo la restituzione dei vitalizi, con tanto di arretrati, a tre ex deputati condannati e poi riabilitati, 5 Stelle e Pd chiedono di modificare la delibera con cui il Parlamento nel maggio del 2015 ha regolamentato la materia. I grillini hanno già fatto un passo formale, per lo meno a Montecitorio: una lettera inviata ieri alla presidente della Camera Laura Boldrini in cui Luigi di Maio e Riccardo Fraccaro chiedono di convocare entro 10 giorni l'ufficio di presidenza per ridiscutere il regolamento che - scrivono - non tutela a sufficienza l'articolo 54 della Costituzione che impone a chi ricopre cariche pubbliche di farlo "con disciplina e onore".
Per questo Di Maio e Fraccaro proponongo di abolire "la restituzione per intervenuta riabilitazione e la decorrenza retroattiva degli importi da restituire". Non solo, il vicepresidente della Camera chiede di allargare "la ristretta catalogazione dei reati" per i quali è previsto il taglio del vitalizio e propone di introdurre "l'automatismo della revoca dell'assegno in seguito alla condanna". Il Pd per il momento non ha ancora formulato la sua proposta ma, assicura il capogruppo Ettore Rosato, "chiederemo anche noi di ridiscutere la delibera. E sono contento che l'intento sia condiviso" aggiunge. Insomma una nuova tappa della disfida M5S-Pd sull'abolizione dei vitalizi. Ovvero sui costi della politica, che ora però sembrano aver toccato con mano anche i 5Stelle.
Dal bilancio 2016 del gruppo della Camera emerge un boom di spese per ricerche e servizi per la comunicazione che sono aumentate del 375%, passando dai 109mila euro del 2015 ai 522mila del 2016. Il disavanzo di gestione invece è pari a 484.564. I numeri sono contenuti nella relazione al rendiconto chiuso lo scorso 31 dicembre, anticipato dalla Adnkronos. Spicca tra le spese quella sostenuta per la ricerca commissionata al professor Domenico De Masi sulla evoluzione del lavoro post industriale tra il 2016 e il 2025: ben 52.655 euro. La ricerca è stata presentata durante il convegno dei 5Stelle sul lavoro che si è svolto alla Camera a gennaio e al quale ha partecipato anche Beppe Grillo.
Notevole poi lo sforzo finanziario per la campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre: i grillini solo alla Camera hanno speso circa 354mila euro. Soldi che la tesoriera Laura Castelli giustifica in pieno visto il risultato del referendum che ha visto il fronte del No sconfiggere il progetto governativo.
Per questo Di Maio e Fraccaro proponongo di abolire "la restituzione per intervenuta riabilitazione e la decorrenza retroattiva degli importi da restituire". Non solo, il vicepresidente della Camera chiede di allargare "la ristretta catalogazione dei reati" per i quali è previsto il taglio del vitalizio e propone di introdurre "l'automatismo della revoca dell'assegno in seguito alla condanna". Il Pd per il momento non ha ancora formulato la sua proposta ma, assicura il capogruppo Ettore Rosato, "chiederemo anche noi di ridiscutere la delibera. E sono contento che l'intento sia condiviso" aggiunge. Insomma una nuova tappa della disfida M5S-Pd sull'abolizione dei vitalizi. Ovvero sui costi della politica, che ora però sembrano aver toccato con mano anche i 5Stelle.
Dal bilancio 2016 del gruppo della Camera emerge un boom di spese per ricerche e servizi per la comunicazione che sono aumentate del 375%, passando dai 109mila euro del 2015 ai 522mila del 2016. Il disavanzo di gestione invece è pari a 484.564. I numeri sono contenuti nella relazione al rendiconto chiuso lo scorso 31 dicembre, anticipato dalla Adnkronos. Spicca tra le spese quella sostenuta per la ricerca commissionata al professor Domenico De Masi sulla evoluzione del lavoro post industriale tra il 2016 e il 2025: ben 52.655 euro. La ricerca è stata presentata durante il convegno dei 5Stelle sul lavoro che si è svolto alla Camera a gennaio e al quale ha partecipato anche Beppe Grillo.
Notevole poi lo sforzo finanziario per la campagna per il No al referendum costituzionale del 4 dicembre: i grillini solo alla Camera hanno speso circa 354mila euro. Soldi che la tesoriera Laura Castelli giustifica in pieno visto il risultato del referendum che ha visto il fronte del No sconfiggere il progetto governativo.