Politica

Consip, il generale Maruccia sentito dai pm come testimone

L'inchiesta a Roma. "Lieto di aver potuto contribuire alla ricerca della verità nella contorta vicenda"

1 minuti di lettura
ROMA - Il generale di divisione Gaetano Maruccia, capo di Stato Maggiore dell'Arma dei Carabinieri, è stato ascoltato dai pm di Roma in qualità di persona informata sui fatti nell'inchiesta Consip. 

L'ufficiale, si apprende dallo stesso comando generale dei Carabinieri, si è detto "lieto di aver potuto contribuire alla ricerca della verità nella contorta vicenda". Come lo stesso generale Maruccia ha auspicato, riferiscono al Comando Generale, "dopo la pubblicazione di alcune notizie di stampa, ha potuto offrire alla Procura della Repubblica di Roma tutti gli elementi a sua conoscenza utili a chiarire talune dinamiche oggetto dell'inchiesta".

Maruccia è entrato nell'inchiesta Consip sulla base di alcune intercettazioni tra il capitano Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa, vicecomandante del Noe, ora indagato per depistaggio. I due avrebbero deciso di non informare più i vertici dell'arma delle indagini condotte, e in particolare di non informare il comandante del Noe o lo stesso Maruccia. Inoltre i due ipotizzavano addirittura di intercettare il generale. 

"Pur non potendo entrare nello specifico, poiché trattasi di materia di indagine e quindi coperta da segreto - sottolinea il Comando Generale  - il generale è fiducioso di aver fornito ogni possibile apporto al fine di pervenire a una corretta ricostruzione dei fatti".

Al generale Maruccia i magistrati avrebbero chiesto chiaramenti - secondo quanto si è appreso - sulle eventuali notizie relative all'indagine in suo possesso e, nel caso, delle modalità con cui gli sarebbero state comunicate. Agli atti dell'inchiesta, infatti, ci sono alcuni messaggini telefonici tra il capitano del Noe Gianpaolo Scafarto e il colonnello Alessandro Sessa, suo superiore (i due ufficiali sono entrambi indagati), in cui il primo si raccomanderebbe di tacere ogni informazione alla scala gerarchica. In particolare, in un messaggio Scafarto scrive che è stato un errore "dirlo al capo attuale". L'identità di questo "capo" potrebbe essere stata al centro di una delle domande fatte dai pm di Roma al generale Maruccia: secondo notizie di stampa, infatti, il riferimento potrebbe essere o all'attuale comandante del Noe, Sergio Pascali, o allo stesso Maruccia, che Scafarto avrebbe indicato agli inquirenti come in contatto con il colonnello Sessa.
I commenti dei lettori