AGEROLA (NAPOLI) - "Chi va a Palazzo Chigi lo decidono i voti degli italiani, non i giornalisti e neanche le speranze dei militanti". Così Matteo Renzi ha risposto ad Agerola, in provincia di Napoli, alla domanda se sarebbe disposto a fare un passo indietro come possibile capo del governo. "Ho fatto il premier con tanti che pensavano a farmi le scarpe - ha aggiunto - perciò vi chiedo di dare il massimo appoggio a Gentiloni". Quindi l'annuncio: "La Leopolda? Quest'anno la facciamo a novembre".
Durante la sua tappa campana del "tour" di presentazione del suo libro Avanti, il segretario del Pd ha ribadito, come più volte ha fatto durante i tempestosi giorni del post-amministrative, la sua personale insofferenza per i dibattiti più tecnici della politica. Ad esempio, il premio di coalizione. "Un dibattito assurdo perché "il premio c'è già al Senato e il Mattarellum prevede comunque un premio. Sulla legge elettorale, dopo le ferie bisogna andare a un accordo che comprenda tutte le forze politiche. Noi abbiamo fatto diverse proposte, ma ce le hanno bocciate tutte. Ora, se ci sono proposte di altri noi siamo pronti a discutere".
"Se si torna a un meccanismo elettorale da Prima Repubblica - aggiunge l'ex premier -, non è una circostanza fortuita. È perché abbiamo perso il referendum e le cose sono rimaste com'erano. Con questo sistema è molto difficile garantire la governabilità. Ma quando dissi di fare un sistema in cui sia chiaro chi governa mi dissero che volevo la deriva autoritaria. Noi abbiamo fatto un tentativo di fare una legge elettorale ampiamente condivisa ma i franchi tiratori ce l'hanno bocciata".
• D'ALEMA E BERLUSCONI
A Renzi viene chiesto della presunta telefonata tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi. Il segretario del Pd ricorda che nessuno dei due interessati ha smentito. "Si sentono al telefono, si richiamano... Allora è amore". Risate e applausi dall'uditorio, quindi Renzi si rivolge ai cronisti: "Vi raccomando: è una battuta".
• VACCINI
Tema caldissimo, l'approvazione definitiva, ieri alla Camera, della legge sui vaccini e la dura, spesso fisica contestazione di cui sono stati oggetto alcuni parlamentari dem. Renzi attacca Grillo: "Quando sento un comico genovese che insulta la memoria di Rita Levi Montalcini, quando insulta la memoria di Veronesi, quando si permette dire che i vaccini fanno male, io dico che serve coerenza. La legge approvata ieri è un piccolo passo avanti, non una soluzione definitiva. Dunque, vergogna per chi ha aggredito i nostri deputati e solidarietà a loro".
"Non bisogna avere paura della scienza - si dice convinto il segretario del Pd -, ci sono delle persone che vanno su Facebook e seminano il panico. Raccontano cose che spesso non sono vere, ma il circuito della condivisione provoca una diffusione virale. Casaleggio diceva che ciò che è virale diventa vero, ma non è così. Questo meccanismo provoca paura, se dico che vaccinando faccio l'interesse delle case farmaceutiche, succede che in una classe si riduce il numero dei bambini che si vaccinano e magari a quello più debole rischia di provocare un danno talvolta perfino mortale".
• CASALEGGIO: "SI SCUSI"
"È intollerabile che continui a ripetere una bufala da lui inventata che stravolge il pensiero di mio padre. Lo invito a rettificare e chiedere scusa immediatamente per non perdere il minimo di dignità che dovrebbe ontraddistinguere ogni dichiarazione politica" ha replicato Casaleggio su un post sul blog di Grillo, "ha perso completamente ogni credibilità". "Non è la prima volta che lo dico, ma ho il dovere di ribadirlo ancora. Mio padre ha detto, e ci sono le interviste e i video che lo dimostrano, che 'Un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo' e che 'i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe àscare, pagate magari 5 euro al giorno'. Ossia completamente il contrario di ciò che dice Renzi".
• RENZI: "PRONTO A DSCUTERE"
"L'idea che ciò che è virale è vero mi inquieta - ribatte Matteo Renzi in un post su Facebook - Non voglio polemiche con nessuno meno che mai con il figlio di un uomo che ha innovato molti aspetti della comunicazione politica. Ma credo nella verità delle cose. Quella frase di Casaleggio non la condivido. Mi piacerebbe molto se, con toni civili e senza polemiche, si potesse aprire una discussione sulla viralità in rete e la verità delle cose. Sono pronto a discuterne con chiunque, anche con Davide Casaleggio".
• ROMA E ATAC
Ulteriori strali sul M5s, a proposito di Roma e il caso Atac. "Nell'azienda dei trasporti di Roma, i grillini che dovevano fare la rivoluzione fanno come gli altri, anzi peggio, raccomandando gli amici degli amici. Noi lezioni di moralità da quelli che hanno cinque Stelle e due morali, non le prendiamo".
• BONIFICA DI BAGNOLI
Trovandosi nel napoletano e sollecitato su Bagnoli, Renzi non si fa mancare un affondo all'indirizzo di Luigi De Magistris: "Mi fa piacere che il sindaco di Napoli abbia accettato il piano del governo per la bonifica di Bagnoli. Ci ha messo un anno e mezzo, ma poi l'ha accettato. Certo - agguunge Renzi - si potrebbe replicare che nel frattempo è cambiato il governo. Sì, ma il piano è sempre quello".
• MIGRANTI E UE
Anche sul braccio di ferro in corso tra un'Italia che sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo chiede aiuto e un'Europa che non risponde come Roma vorrebbe, Renzi ribadisce la linea, che vede al centro della potenziale ritorsione italiana il gruppo di Visegrad, Ungheria in testa: "O ci danno una mano i Paesi dell'Unione europea a gestire il flusso di immigrati, oppure dal 2018 noi smettiamo di dare i soldi". Con una piccola correzione del tiro: "Non sto minacciando, ma dico: o i Paesi dell'Est ci danno un aiuto, oppure smettiamo di dare loro i soldi che gli servono per costruire magari i muri".
Durante la sua tappa campana del "tour" di presentazione del suo libro Avanti, il segretario del Pd ha ribadito, come più volte ha fatto durante i tempestosi giorni del post-amministrative, la sua personale insofferenza per i dibattiti più tecnici della politica. Ad esempio, il premio di coalizione. "Un dibattito assurdo perché "il premio c'è già al Senato e il Mattarellum prevede comunque un premio. Sulla legge elettorale, dopo le ferie bisogna andare a un accordo che comprenda tutte le forze politiche. Noi abbiamo fatto diverse proposte, ma ce le hanno bocciate tutte. Ora, se ci sono proposte di altri noi siamo pronti a discutere".
"Se si torna a un meccanismo elettorale da Prima Repubblica - aggiunge l'ex premier -, non è una circostanza fortuita. È perché abbiamo perso il referendum e le cose sono rimaste com'erano. Con questo sistema è molto difficile garantire la governabilità. Ma quando dissi di fare un sistema in cui sia chiaro chi governa mi dissero che volevo la deriva autoritaria. Noi abbiamo fatto un tentativo di fare una legge elettorale ampiamente condivisa ma i franchi tiratori ce l'hanno bocciata".
• D'ALEMA E BERLUSCONI
A Renzi viene chiesto della presunta telefonata tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi. Il segretario del Pd ricorda che nessuno dei due interessati ha smentito. "Si sentono al telefono, si richiamano... Allora è amore". Risate e applausi dall'uditorio, quindi Renzi si rivolge ai cronisti: "Vi raccomando: è una battuta".
• VACCINI
Tema caldissimo, l'approvazione definitiva, ieri alla Camera, della legge sui vaccini e la dura, spesso fisica contestazione di cui sono stati oggetto alcuni parlamentari dem. Renzi attacca Grillo: "Quando sento un comico genovese che insulta la memoria di Rita Levi Montalcini, quando insulta la memoria di Veronesi, quando si permette dire che i vaccini fanno male, io dico che serve coerenza. La legge approvata ieri è un piccolo passo avanti, non una soluzione definitiva. Dunque, vergogna per chi ha aggredito i nostri deputati e solidarietà a loro".
"Non bisogna avere paura della scienza - si dice convinto il segretario del Pd -, ci sono delle persone che vanno su Facebook e seminano il panico. Raccontano cose che spesso non sono vere, ma il circuito della condivisione provoca una diffusione virale. Casaleggio diceva che ciò che è virale diventa vero, ma non è così. Questo meccanismo provoca paura, se dico che vaccinando faccio l'interesse delle case farmaceutiche, succede che in una classe si riduce il numero dei bambini che si vaccinano e magari a quello più debole rischia di provocare un danno talvolta perfino mortale".
• CASALEGGIO: "SI SCUSI"
"È intollerabile che continui a ripetere una bufala da lui inventata che stravolge il pensiero di mio padre. Lo invito a rettificare e chiedere scusa immediatamente per non perdere il minimo di dignità che dovrebbe ontraddistinguere ogni dichiarazione politica" ha replicato Casaleggio su un post sul blog di Grillo, "ha perso completamente ogni credibilità". "Non è la prima volta che lo dico, ma ho il dovere di ribadirlo ancora. Mio padre ha detto, e ci sono le interviste e i video che lo dimostrano, che 'Un messaggio in Rete perde la sua viralità se è falso, nel tempo' e che 'i nostri messaggi sono virali di per sé, dunque veri, e si diffondono da soli. Quelli degli altri, palesemente falsi, hanno bisogno di un supporto di truppe àscare, pagate magari 5 euro al giorno'. Ossia completamente il contrario di ciò che dice Renzi".
• RENZI: "PRONTO A DSCUTERE"
"L'idea che ciò che è virale è vero mi inquieta - ribatte Matteo Renzi in un post su Facebook - Non voglio polemiche con nessuno meno che mai con il figlio di un uomo che ha innovato molti aspetti della comunicazione politica. Ma credo nella verità delle cose. Quella frase di Casaleggio non la condivido. Mi piacerebbe molto se, con toni civili e senza polemiche, si potesse aprire una discussione sulla viralità in rete e la verità delle cose. Sono pronto a discuterne con chiunque, anche con Davide Casaleggio".
• ROMA E ATAC
Ulteriori strali sul M5s, a proposito di Roma e il caso Atac. "Nell'azienda dei trasporti di Roma, i grillini che dovevano fare la rivoluzione fanno come gli altri, anzi peggio, raccomandando gli amici degli amici. Noi lezioni di moralità da quelli che hanno cinque Stelle e due morali, non le prendiamo".
• BONIFICA DI BAGNOLI
Trovandosi nel napoletano e sollecitato su Bagnoli, Renzi non si fa mancare un affondo all'indirizzo di Luigi De Magistris: "Mi fa piacere che il sindaco di Napoli abbia accettato il piano del governo per la bonifica di Bagnoli. Ci ha messo un anno e mezzo, ma poi l'ha accettato. Certo - agguunge Renzi - si potrebbe replicare che nel frattempo è cambiato il governo. Sì, ma il piano è sempre quello".
• MIGRANTI E UE
Anche sul braccio di ferro in corso tra un'Italia che sulla gestione dei migranti e dei richiedenti asilo chiede aiuto e un'Europa che non risponde come Roma vorrebbe, Renzi ribadisce la linea, che vede al centro della potenziale ritorsione italiana il gruppo di Visegrad, Ungheria in testa: "O ci danno una mano i Paesi dell'Unione europea a gestire il flusso di immigrati, oppure dal 2018 noi smettiamo di dare i soldi". Con una piccola correzione del tiro: "Non sto minacciando, ma dico: o i Paesi dell'Est ci danno un aiuto, oppure smettiamo di dare loro i soldi che gli servono per costruire magari i muri".