VENEZIA - La bandiera del Veneto esposta per legge in tutti gli edifici pubblici? Sergio Mattarella liquida l'iniziativa del governatore Luca Zaia. Lo fa rispondendo glaciale alle domande dei giornalisti, visitando la Biennale Arte, e proprio con il presidente della Regione al fianco. "La bandiera del Veneto sempre accanto a quella italiana? Ma è qui esposta nei padiglioni? No, e siccome stiamo visitando la Biennale mi pare allora che la questione non sia da porre".
Il presidente della Repubblica spegne così le speranze del governatore veneto, che proprio durante la passeggiata nei giardini che ospitano le opere del Padiglione Italia, gli aveva parlato del decreto della Regione che prevede appunto l'obbligo di esporre la bandiera con le insegne di San Marco in tutti gli edifici pubblici, nelle ricorrenze ufficiali, accanto al tricolore. Un progetto che ha scatenato però polemiche e proteste, il no del Pd, e anche un ricorso che ora pende sulla legittimità del provvedimento firmato da Zaia. Che però non si arrende, rivendica la sua iniziativa e rilancia, "polemiche pretestuose, le bandiere regionali dalla Sicilia alla Sardegna, vengono regolarmente esposte senza che nessuno abbia montato questo polverone. Perfino un presidente della Repubblica, Cossiga, volle che il suo feretro fosse avvolto nel vessillo sardo dei Quattro Mori".
In realtà, il San Marco Veneto già sventola sui balconi della Biennale (il presidente della Regione del resto siede nel consiglio di amministrazione della fondazione) ma come atto di cortesia. Zaia vuole adesso con il suo provvedimento dargli forza di legge, obbligatorio per tutte le istituzioni pubbliche venete, e non più solo un gesto facoltativo e discrezionale. Zaia, come si sa, vorrebbe molto di più. I pieni poteri di autonomia del Veneto, la "separazione" quanto meno fiscale dal resto del Paese, lanciando il referendum consultivo di metà ottobre. Piano che tuttavia non piace per niente neanche al sindaco di Venezia Brugnaro, anche lui oggi ad accompagnare il presidente Mattarella nella visita alla mostra d'arte "Viva l'arte Viva", che sia pure a capo di una amministrazione formalmente di centrodestra ha preso posizione contro il referendum.
Dal capo dello Stato, parole di elogio per la Biennale e la Mostra del Cinema, che ieri sera ha inaugurato presenziando alla prima di "Downsizing", "anche questi sono segnali incoraggianti per la nostra cultura e la nostra stessa economia, certo l'Italia è un paese articolato, speriamo che la tendenza si consolidi". Alla Biennale, anche un siparietto con i bambini alle prese con ceramiche e pitture, emozionati dall'arrivo improvviso del piccolo corteo guidato dal presidente Mattarella e dal presidente della Biennale Paolo Baratta, con i ministri Dario Franceschini e Pier Carlo Padoan. "Mamma mia, abbiamo stretto la mano a due presidenti. Se lo diciamo ai nostri genitori, non ci credono".
Il presidente della Repubblica spegne così le speranze del governatore veneto, che proprio durante la passeggiata nei giardini che ospitano le opere del Padiglione Italia, gli aveva parlato del decreto della Regione che prevede appunto l'obbligo di esporre la bandiera con le insegne di San Marco in tutti gli edifici pubblici, nelle ricorrenze ufficiali, accanto al tricolore. Un progetto che ha scatenato però polemiche e proteste, il no del Pd, e anche un ricorso che ora pende sulla legittimità del provvedimento firmato da Zaia. Che però non si arrende, rivendica la sua iniziativa e rilancia, "polemiche pretestuose, le bandiere regionali dalla Sicilia alla Sardegna, vengono regolarmente esposte senza che nessuno abbia montato questo polverone. Perfino un presidente della Repubblica, Cossiga, volle che il suo feretro fosse avvolto nel vessillo sardo dei Quattro Mori".
In realtà, il San Marco Veneto già sventola sui balconi della Biennale (il presidente della Regione del resto siede nel consiglio di amministrazione della fondazione) ma come atto di cortesia. Zaia vuole adesso con il suo provvedimento dargli forza di legge, obbligatorio per tutte le istituzioni pubbliche venete, e non più solo un gesto facoltativo e discrezionale. Zaia, come si sa, vorrebbe molto di più. I pieni poteri di autonomia del Veneto, la "separazione" quanto meno fiscale dal resto del Paese, lanciando il referendum consultivo di metà ottobre. Piano che tuttavia non piace per niente neanche al sindaco di Venezia Brugnaro, anche lui oggi ad accompagnare il presidente Mattarella nella visita alla mostra d'arte "Viva l'arte Viva", che sia pure a capo di una amministrazione formalmente di centrodestra ha preso posizione contro il referendum.
Dal capo dello Stato, parole di elogio per la Biennale e la Mostra del Cinema, che ieri sera ha inaugurato presenziando alla prima di "Downsizing", "anche questi sono segnali incoraggianti per la nostra cultura e la nostra stessa economia, certo l'Italia è un paese articolato, speriamo che la tendenza si consolidi". Alla Biennale, anche un siparietto con i bambini alle prese con ceramiche e pitture, emozionati dall'arrivo improvviso del piccolo corteo guidato dal presidente Mattarella e dal presidente della Biennale Paolo Baratta, con i ministri Dario Franceschini e Pier Carlo Padoan. "Mamma mia, abbiamo stretto la mano a due presidenti. Se lo diciamo ai nostri genitori, non ci credono".