Ius soli, Veltroni: "M5s e cattolici non si tirino indietro". Di Battista: "Si appelli al suo partito, non a noi"
di SILVIO BUZZANCA
Marco Minniti
Il ministro dell'Interno nella sede romana di 'Avvenire': "Sarebbe bene che la maggioranza resti unita ma c'è una questione di principio così rilevante che interpella il parlamento e la coscienza di ogni parlamentare". Il deputato del movimento: "Sciopero della fame? Delrio si dimetta"
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ROMA - "Lo dico con nettezza: credo che si debba fare di tutto per approvare la legge sullo Ius soli, anche così com'è, in questa legislatura. Più difficile sarebbe correggerla, perché si accorcerebbero i tempi parlamentari per approvarla". Il ministro dell'Interno Marco Minniti condivide e rilancia l'invito a votare il provvedimento lanciato su Repubblica da Walter Veltroni che si è appellato anche alla coscienza dei parlamentari di centro, del centrodestra e dei grillini.
Senatori e deputati che continuano ad aderire allo sciopero a staffetta che vuole sollecitare l'approvazione del disegno di legge. Ieri hanno aderito il senatore Giancarlo Sangalli, il sottosegretario Luigi Bobba. Partecipano all'iniziativa anche il musicista Paolo Fresu, l'architetto Renzo Piano, gli scrittori Chiara Valerio e Nicola Lagioia, il padre comboniano Alex Zanotelli, l'assessore alla scuola del comune di Torino Federica Patti, il regista Andrea Segre. Adesioni che portano il numero di chi sciopera a 725.
Minniti ha inviato il suo messaggio ai senatori che hanno in mano la patata bollente dello Ius soli dalle colonne dell'Avvenire, il quotidiano della Conferenza episcopale italiana, durante un forum con la redazione. Minniti non aderisce allo sciopero della fame a staffetta cui partecipa anche il suo collega di governo Graziano Delrio, ma spiega: "In generale sarebbe bene che la maggioranza resti unita: tuttavia una questione di principio così rilevante, su cui io mi sento personalmente impegnato, interpella il Parlamento e la coscienza di ogni singolo parlamentare. La Costituzione, proprio per lasciare libertà su temi alti come questo, non prevede il vincolo di mandato. E io ritengo che su questo disegno di legge ognuno, come gruppo politico e individualmente, debba assumersi le proprie responsabilità".
Il ministro dell'Interno ribadisce poi che la legge sullo Ius soli non è legata al tema dell'immigrazione, ma a quello dell'integrazione. Un aspetto della vicenda che Minniti ha ripreso ad Aosta, dove ha partecipato alla nona edizione della Scuola di Democrazia organizzata dal Consiglio regionale valdostano e dall'Associazione Italia Decide di Luciano Violante.
Un momento della visita del presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni e del minostro dell'Interno Marco Minniti alla scuola di democrazia ad Aosta (ansa)
"I temi dell'emergenza e dell'immigrazione - ha spiegato - devono essere separati; metterli insieme è l'errore più catastrofico che si possa fare. Sul tema c'è bisogno di una visione complessiva e su questo si gioca la partita tra populismo e riformismo". Il titolare del Viminale ha anche detto che sull'immigrazione si "vede una fievole luce in fondo al tunnel" e chi promette facili soluzioni al problema "è un cattivo maestro".
Sull'argomento Ius soli interviene anche Giuliano Pisapia. Il leader di Campo progressista dice che "una maggioranza che si spacca su una norma di civiltà e semplice buon senso etico e giuridico come lo Ius soli è una maggioranza perdente". Secondo l'ex sindaco di Milano "questo dimostra che non si possono fare alleanze con il centrodestra". Anche Alessandro Di Battista, uno dei leader del Movimento Cinque Stelle si occupa della legge sulla cittadinanza ai minori nati in Italia da genitori stranieri. "Il Ddl non arriverà al Senato, ma se arrivasse noi ci asterremo. La questione deve essere trattata a livello europeo. Perché Veltroni fa gli appelli a noi invece di farli al suo partito? Delrio se è contro una scelta del suo governo si dimetta e non faccia sciopero", dice il deputato grillino.
In pratica annuncia un no alla legge perché nell'aula di Palazzo Madama astenersi equivale a votare contro. Monsignor Giancarlo Perego, arcivescovo di Ferrara e dirigente storico della Fondazione Migrantes, plaude allo sciopero della fame di chi vuole discutere a approvare la legge. "Il digiuno - spiega il porporato - è sempre stato uno strumento di denuncia e libertà, un segno del valore della proposta che si vuole sostenere, un segnale importante di attenzione".