L'affluenza già dice qualcosa: lombardi tiepidi, con Milano particolarmente distratta, molto meglio in Veneto.
In Lombardia alle 19 aveva votato il 31,81% degli aventi diritto, pari a 2.503.704 elettori. Come già era accaduto con quello di mezzogiorno, il dato definitivo è stato reso noto dopo diverse ore. Come già emerso alle 12, fanalino di coda nella classifica dell'affluenza è la città metropolitana di Milano con 25,78%. La provincia di Bergamo, trainata dal sindaco del capoluogo Giorgio Gori, attivista del 'Sì' anche se in chiave anti-leghista, spicca su tutte le altre province con il 39,75%.
In Veneto, invece, il dato alle 19 è del 50,1% dei poco meno di 4 milioni di votanti e c'è chi ipotizza un buon 60% a chiusura di serata, ben oltre il quorum previsto. Si potrà votare fino alle 23.
IL DOSSIER
I due presidenti di regione hanno votato in mattinata. "Non abbiamo niente a che vedere con la Catalogna. Vogliamo l'autonomia: più potere, più competenze e il federalismo fiscale, non l'indipendenza. Il treno passa una volta sola e comunque è una pagina storica", così stamattina Luca Zaia, governatore del Veneto, al seggio dove ha votato di prima mattina, una scuola di San Vendemiano in provincia di Treviso.
Referendum autonomia, i big al voto: Maroni, Zaia, Gori, Bossi. E anche nel seggio di Salvini un tablet è guasto
Il governatore del Veneto è stato il primo: si è presentato al seggio alle 7 del mattino su una 500 gialla 'portafortuna'. Quello della Lombardia, Roberto Maroni, ha votato a Lozza, il paese del Varesotto in cui risiede, rassicurando anche una anziana: "È semplicissimo, non si preoccupi". Matteo Salvini invece arriva accompagnato dalla figlia che si tiene sulle spalle. Anche nel suo stesso seggio è stato necessario sostituire uno dei tablet per la votazione: "L'affluenza? - ha detto tra i flash -tratteremo con Roma a prescindere" - LEGGI L'ARTICOLO
"Mi aspetto che vinca il Sì, dopodiché mi aspetto che i cittadini lombardi e veneti capiscano che è un'occasione storica e straordinaria e accettino la sfida che abbiamo lanciato, consentendo a me e Zaia di trattare maggiori competenze e risorse", così il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, arrivando a votare nel suo seggio di Lozza, nel Varesotto. Con una frecciata al sindaco di Milano, Giuseppe Sala: "Mi spiace che non voti (è a Parigi al summit delle grandi città sulla qualità dell'aria, ndr). Mi ha fatto piacere che si sia schierato per il Sì ma poteva fare un piccolo sforzo, anche simbolico, per venire a votare. I gesti simbolici sono importanti".
Referendum Lombardia, Maroni al voto con frecciata al sindaco: ''Sala non vota? Poteva fare uno sforzo''
In Lombardia non è previsto un quorum, ossia un numero minimo di votanti, mentre in Veneto sì: affinché la consultazione sia valida, nella regione governata da Zaia dovrà votare la metà degli aventi diritto, più un voto. In molti sono convinti che l'obbiettivo sarà raggiunto e lo staff di Zaia fa filtrare "cauta soddisfazione". Comunque il governatore veneto aveva già messo le mani avanti: "Anche se non dovessimo raggiungere il quorum non mi dimetterò"
Tra tasse e autonomia In entrambe le regioni i cittadini sono chiamati a esprimersi sul cosiddetto "regionalismo differenziato", ossia la possibilità di vedersi attribuite "ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia", in base all'art. 116 della Costituzione - con competenze locali che vanno dalla sicurezza, ai rapporti internazionali, dall'istruzione, alla ricerca, all'immigrazione, al coordinamento della finanza pubblica e tributario in alcune materie indicate nel successivo art.117 - la gran parte però di esclusiva pertinenza dello Stato. Chi vota Sì, è d’accordo sulla possibilità che le Regioni ottengano maggiori poteri dal Governo. In Emilia-Romagna il governatore dem Stefano Bonaccini ha avviato una trattativa simile col governo, dopo l'approvazione di una risoluzione in Consiglio regionale e, quindi, senza bisogno di indire un referendum.
Salvini: "In Lombardia affluenza scarsa? In ogni caso andiamo a Roma a trattare" "Non do numeri al lotto quindi non so come finisce il referendum. So che è un'occasione unica, so che il 50 per cento in Veneto verrà superato, in Lombardia vedremo quanta voglia di autonomia e di buona politica c'è. A prescindere da tutto, se alcuni milioni di persone ci daranno il mandato, noi da domani trattiamo con il governo centrale". Così il leader della Lega Matteo Salvini al suo arrivo al seggio nella scuola milanese De Marchi-Gulli.
Tablet non funzionanti e tecnici irreperibili: tutti i problemi del voto elettronico in Lombardia
Twitter e il referendum sull'autonomia: "I tablet non funzionano? Usiamo i Tamagotchi"
Dalla minaccia di bloccare l'export dei cannoli dalla Sicilia al paragone tra il referendum e una crema anticellulite ("Sono inutili allo stesso modo"). Su Twitter con gli hashtag legati al referendum per l'autonomia di Lombardia e Veneto, oltre alle analisi politiche e agli aggiornamenti in tempo reale sul voto, c'è anche il filone dei commenti ironici degli utenti