Inamovibili e riciclabili, i nominati di professione
Sergio Rizzo, di SERGIO RIZZOVegas, Cardia e altri hanno frequentato così a lungo le stanze del potere da aver raggiunto l'impossibilità di uscirne
SE UNA morale c’è nella candidatura di Giuseppe Vegas alla presidenza della Lega calcistica di serie A, non è che questa: dopo essere transitati al vertice della Consob il futuro è garantito. E nessuna strada preclusa. Anche se in questo caso qualche controindicazione in effetti c’è. Non fosse altro perché la Lega riunisce tre società calcistiche quotate e altre di proprietà di soggetti a loro volta possessori di imprese quotate. Nominare Vegas presidente sarebbe come mettere il vigilante a capo dei vigilati. Non il massimo dell’eleganza. Ma nessun timore: se non dovesse andare in porto l’incarico alla Lega ci sarà un’alternativa. Una società pubblica, la presidenza di un ente, qualche dignitoso strapuntino di sottogoverno. I precedenti insegnano.
Il predecessore di Vegas, Lamberto Cardia, quando lascia la Consob a 76 anni, trova già pronto il posto di presidente delle Ferrovie. E anco…
Il predecessore di Vegas, Lamberto Cardia, quando lascia la Consob a 76 anni, trova già pronto il posto di presidente delle Ferrovie. E anco…
SE UNA morale c’è nella candidatura di Giuseppe Vegas alla presidenza della Lega calcistica di serie A, non è che questa: dopo essere transitati al vertice della Consob il futuro è garantito. E nessuna strada preclusa. Anche se in questo caso qualche controindicazione in effetti c’è. Non fosse altro perché la Lega riunisce tre società calcistiche quotate e altre di proprietà di soggetti a loro volta possessori di imprese quotate. Nominare Vegas presidente sarebbe come mettere il vigilante a capo dei vigilati. Non il massimo dell’eleganza. Ma nessun timore: se non dovesse andare in porto l’incarico alla Lega ci sarà un’alternativa. Una società pubblica, la presidenza di un ente, qualche dignitoso strapuntino di sottogoverno. I precedenti insegnano.
Il predecessore di Vegas, Lamberto Cardia, quando lascia la Consob a 76 anni, trova già pronto il posto di presidente delle Ferrovie. E ancora oggi, che ha passato gli 83, occupa per conto delle Fs una poltrona nella società Galleria di base del Brennero. Cardia è stato braccio destro di Giulio Andreotti e ha avuto da Lamberto Dini la delega ai servizi segreti, solo per citare un paio di frammenti della sua formidabile carriera. Appartiene dunque alla categoria di quei personaggi pubblici che hanno frequentato così a lungo e in tale profondità la stanze del potere da aver guadagnato l’inamovibilità. Qualunque siano il governo e la maggioranza politica del momento. Al pari di Gianni De Gennaro, capo della polizia all’epoca dei fatti del G8 di Genova. Episodio vergognoso per la stessa immagine dell’Italia all’estero, che però non ha minimamente compromesso la sua marcia trionfale fino alla presidenza della Finmeccanica: nominato dal governo di Enrico Letta e confermato poi da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Che un mese fa ci ha messo sopra anche la ciliegina: una poltrona alla Treccani.
Il serbatoio per eccellenza degli intoccabili è il Consiglio di Stato. Lì viene depositato chi per diverse ragioni non può essere sganciato dal circuito del potere. Per esempio gli ex alti funzionari delle Camere, o chi ha ricoperto funzioni particolari (come l’ex capo del Sismi Nicolò Pollari). E da lì si attinge a piene mani. Le federazioni sportive ne sono piene zeppe. L’alta corte di giustizia sportiva è presieduta da Franco Frattini. L’ex presidente dell’Agcom Corrado Calabrò è garante del codice di comportamento sportivo. L’ex presidente del Tar del Lazio Pasquale De Lise guida la commissione di garanzia della Federcalcio. L’ex presidente dell’autorità di vigilanza sui lavori pubblici Sergio Santoro è invece a capo del tribunale d’appello della Fgic.
Il segreto? Stare il più possibile a ridosso della politica che conta. Ed è un segreto che vale per tutti. Vincenzo Fortunato, storico capo di gabinetto di Giulio Tremonti prima è stato nominato presidente della società immobiliare pubblica Invimit, quindi (da Letta) liquidatore della Stretto di Messina spa. L’ex direttore generale della Rai Mauro Masi è da anni capo dell’assicurazione pubblica Consap. Dove fino a un annetto fa condivideva il ponte di comando con l’ex ragioniere generale dello stato Andrea Monorchio (78), prototipo dei burocrati intoccabili. Il bolognese Piero Gnudi, stimato tanto da Romano Prodi quanto da Pier Ferdinando Casini, è stato presidente dell’Iri, dell’Enel e ministro dello Sport con Monti prima di diventare commissario dell’Ilva per decisione di Renzi. Lunghissima è anche la lista degli ex ambasciatori. Per non parlare dei politici che affollano società pubbliche e authority. Antonio Martusciello, già astro nascente berlusconiano, è al secondo giro come commissario dell’Agcom. L’ex parlamentare Pd Antonello Soro è presidente dell’autorità sulla Privacy. Mentre all’authority dei Trasporti troviamo Mario Valducci, ex onorevole di Forza Italia, ex presidente della commissione Trasporti della Camera. Quando si dice: la competenza...
Il predecessore di Vegas, Lamberto Cardia, quando lascia la Consob a 76 anni, trova già pronto il posto di presidente delle Ferrovie. E ancora oggi, che ha passato gli 83, occupa per conto delle Fs una poltrona nella società Galleria di base del Brennero. Cardia è stato braccio destro di Giulio Andreotti e ha avuto da Lamberto Dini la delega ai servizi segreti, solo per citare un paio di frammenti della sua formidabile carriera. Appartiene dunque alla categoria di quei personaggi pubblici che hanno frequentato così a lungo e in tale profondità la stanze del potere da aver guadagnato l’inamovibilità. Qualunque siano il governo e la maggioranza politica del momento. Al pari di Gianni De Gennaro, capo della polizia all’epoca dei fatti del G8 di Genova. Episodio vergognoso per la stessa immagine dell’Italia all’estero, che però non ha minimamente compromesso la sua marcia trionfale fino alla presidenza della Finmeccanica: nominato dal governo di Enrico Letta e confermato poi da Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Che un mese fa ci ha messo sopra anche la ciliegina: una poltrona alla Treccani.
Il serbatoio per eccellenza degli intoccabili è il Consiglio di Stato. Lì viene depositato chi per diverse ragioni non può essere sganciato dal circuito del potere. Per esempio gli ex alti funzionari delle Camere, o chi ha ricoperto funzioni particolari (come l’ex capo del Sismi Nicolò Pollari). E da lì si attinge a piene mani. Le federazioni sportive ne sono piene zeppe. L’alta corte di giustizia sportiva è presieduta da Franco Frattini. L’ex presidente dell’Agcom Corrado Calabrò è garante del codice di comportamento sportivo. L’ex presidente del Tar del Lazio Pasquale De Lise guida la commissione di garanzia della Federcalcio. L’ex presidente dell’autorità di vigilanza sui lavori pubblici Sergio Santoro è invece a capo del tribunale d’appello della Fgic.
Il segreto? Stare il più possibile a ridosso della politica che conta. Ed è un segreto che vale per tutti. Vincenzo Fortunato, storico capo di gabinetto di Giulio Tremonti prima è stato nominato presidente della società immobiliare pubblica Invimit, quindi (da Letta) liquidatore della Stretto di Messina spa. L’ex direttore generale della Rai Mauro Masi è da anni capo dell’assicurazione pubblica Consap. Dove fino a un annetto fa condivideva il ponte di comando con l’ex ragioniere generale dello stato Andrea Monorchio (78), prototipo dei burocrati intoccabili. Il bolognese Piero Gnudi, stimato tanto da Romano Prodi quanto da Pier Ferdinando Casini, è stato presidente dell’Iri, dell’Enel e ministro dello Sport con Monti prima di diventare commissario dell’Ilva per decisione di Renzi. Lunghissima è anche la lista degli ex ambasciatori. Per non parlare dei politici che affollano società pubbliche e authority. Antonio Martusciello, già astro nascente berlusconiano, è al secondo giro come commissario dell’Agcom. L’ex parlamentare Pd Antonello Soro è presidente dell’autorità sulla Privacy. Mentre all’authority dei Trasporti troviamo Mario Valducci, ex onorevole di Forza Italia, ex presidente della commissione Trasporti della Camera. Quando si dice: la competenza...