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Banca Etruria, scontro sul caso Boschi. Il Pd: “Attacco politico”

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Braccio di ferro su Ghizzoni. La scheda: cosa è accaduto in commissione
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Di che cosa stiamo parlando?

Banca Etruria è finita in dissesto con altre popolari. Nel cda c’era Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, ex ministra e ora sottosegretaria. Il caso è finito alla Commissione d’inchiesta sulle banche. Il procuratore di Arezzo, audito, aveva alleggerito la posizione di Boschi padre. Poi è uscita la notizia che Boschi padre è indagato in un nuovo filone. Ed è riesplosa la contesa tra la sottosegretaria e il giornalista Ferruccio de Bortoli, che nel suo ultimo libro ha sostenuto che l’ex ministra aveva sollecitato l’allora ad di Unicredit, Ghizzoni, a salvare l’istituto

ROMA. Il nuovo filone d’inchiesta sulle vicende di Banca Etruria aperto dalla procura di Arezzo e che coinvolge Pierluigi Boschi scatena lo scontro finale sulle banche. Sono i giorni degli ultimi fuochi nella commissione parlamentare di inchiesta presieduta da Casini. Nel ciclone finisce adesso il procurator…

Di che cosa stiamo parlando?

Banca Etruria è finita in dissesto con altre popolari. Nel cda c’era Pierluigi Boschi, padre di Maria Elena Boschi, ex ministra e ora sottosegretaria. Il caso è finito alla Commissione d’inchiesta sulle banche. Il procuratore di Arezzo, audito, aveva alleggerito la posizione di Boschi padre. Poi è uscita la notizia che Boschi padre è indagato in un nuovo filone. Ed è riesplosa la contesa tra la sottosegretaria e il giornalista Ferruccio de Bortoli, che nel suo ultimo libro ha sostenuto che l’ex ministra aveva sollecitato l’allora ad di Unicredit, Ghizzoni, a salvare l’istituto

ROMA. Il nuovo filone d’inchiesta sulle vicende di Banca Etruria aperto dalla procura di Arezzo e che coinvolge Pierluigi Boschi scatena lo scontro finale sulle banche. Sono i giorni degli ultimi fuochi nella commissione parlamentare di inchiesta presieduta da Casini. Nel ciclone finisce adesso il procuratore aretino Roberto Rossi, che giusto giovedì era stato ascoltato in Bicamerale. E ci torna la sottosegretaria alla Presidenza, figlia dell’ex consigliere di Etruria, che esce dal silenzio e passa al contrattacco, anche per vie legali. 

Il ruolo del procuratore Rossi
Centrodestra e ancor più il Movimento 5 stelle vanno alla carica perché l’indagine per presunto “falso in prospetto” a carico dei vecchi vertici dell’istituto aretino nasce su iniziativa dello stesso procuratore Roberto Rossi, ascoltato giovedì in commissione. Ha omesso informazioni chiave, è l’accusa. Il magistrato scrive una lettera al presidente della commissione Casini con cui respinge le accuse, giudicate “gravemente offensive”. «Ho risposto a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza né omissione - è la sua difesa - Ho chiarito che l’esclusione di Boschi riguardava il processo per bancarotta attualmente in corso, mentre per gli altri procedimenti ho precisato che non essere imputati non significa non essere indagati. Null’altro mi è stato chiesto in merito». Nessuno insomma gli aveva chiesto di altre indagini in corso. Una ricostruzione che anche il grillino in commissione Alessio Villarosa conferma («Rossi ha ragione»). Il presidente Casini si ritiene soddisfatto: «Risposta chiara ed esauriente, tutto il resto afferisce ai giudizi politici». Ma ad Alessandro Di Battista e agli altri del M5S non basta: «Il procuratore ha la stessa credibilità di Boschi, zero. Lei ha mentito e deve andare a casa».

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Lo scontro Boschi-De Bortoli
La sottosegretaria fin qui si era imposta il silenzio sulla vicenda banche, evitando di dire la sua anche quando il pd esultava giorni fa dopo l’audizione di Rossi. Dopo la notizia della seconda inchiesta a carico del padre, passa invece al contrattacco. Scrive su Facebook per definire «ineccepibile» il comportamento suo e del governo su Banca Etruria: «Qualcuno usa questa vicenda per attaccare me e il Pd, chi ha sbagliato ad Arezzo ha pagato e pagherà». E annuncia di aver firmato «il mandato per l’azione civile di risarcimento danni nei confronti di Ferruccio de Bortoli». Nel libro Poteri forti della scorsa primavera l’ex direttore del Corriere aveva sostenuto che l’ex ministro delle Riforme aveva chiesto all’allora ad di Unicredit, Federico Ghizzoni, di rilevare Banca Etruria. «Mi aspettavo l’annunciata querela che non è mai arrivata – replica via Twitter de Bortoli - Dopo sette mesi apprendo che mi farà causa civile per danni. Grazie». 

Il cambio di strategia di Renzi
Boschi rompe gli indugi dopo un consulto col segretario Renzi. La strategia Pd è rispondere colpo su colpo e lo sarà per tutta la campagna elettorale. Sulla querela a de Bortoli ha deciso l’ex ministra, dopo mesi in cui le era stato consigliato di soprassedere. Al Nazareno il clima è di guerra: «Di poteri forti e massoneria - dicono - si intende molto più de Bortoli di noi, ma se pensano di farci paura si sbagliano, stavolta si va fino in fondo». La linea è chiara: nessuna responsabilità né diretta né indiretta sui dissesti di Etruria. Boschi ha sì incontrato molte volte l’ex ad Ghizzoni, ma senza mai caldeggiare una soluzione per Etruria. E sempre tenendo traccia in agenda di tutti i colloqui. 

Il braccio di ferro sulle audizioni
«Non vorrei che la minaccia di querele della Boschi sia un messaggio all’indirizzo degli avvocati di Ghizzoni del quale ci apprestiamo a chiedere l’audizione in commissione - racconta l’agguerrito Andrea Augello, senatore di Idea - Per informarli che se l’ex ad confermasse le indiscrezioni del libro, scatterebbero denunce per diffamazione e calunnia». Lui come i grillini stasera in ufficio di presidenza della Bicamerale chiederanno l’audizione di Ghizzoni, ma non della Boschi per ora, proprio per accertare intanto se ci sono state pressioni. Ma il calendario delle ultime due settimane di lavori è già zeppo. «A noi l’audizione di Ghizzoni non interessa, preferiamo approfondire le vere ragioni della crisi di governo del 2011 - dice Renato Brunetta - Ma se altri chiederanno di sentirlo, allora sarà giusto procedere». In assenza di unanimità deciderà la commissione a maggioranza. Ma la clessidra volge al termine. 

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L’audizione del pm. Ecco cosa accadde in commissione

•Chi è Roberto Rossi e perché è stato sentito dalla Commissione d'inchiesta parlamentare sul credito?
È il procuratore capo di Arezzo ed è stato sentito giovedì dalla Commissione riguardo alle indagini della magistratura aretina sul dissesto di Banca Etruria.

•Che cosa ha detto Rossi alla Commissione? 
Secondo le informazioni diffuse inizialmente ha detto che Pier Luigi Boschi - il padre della sottosegretaria alla Presidenza del Consiglio Maria Elena Boschi - per un periodo consigliere e vicepresidente dell'Etruria, non era mai stato indagato per ipotesi di reato connesse al suo ruolo. 

•E le reazioni politiche? 
I vertici del Pd hanno esultato, affermando che anche il magistrato dava ragione alla tesi di un'assoluta estraneità del loro partito alle vicende di Banca Etruria. Per i dem, piuttsto, il quadro uscito dall'audizione rafforza la tesi secondo cui sono state le autorità preposte alla vigilanza bancaria, Banca d'Italia in testa, ad aver mancato di svolgere il proprio ruolo. 

•Davvero il padre della Boschi è fuori da ogni indagine ad Arezzo? 
No. Domenica il quotidiano La Verità ha rivelato che Boschi e altri ex amministratori e sindaci dell'Etruria sono indagati per bancarotta e falso in prospetto sulle obbligazioni subordinate emesse dalla banca, dopo che la Consob li aveva multati per le stesse irregolarità. A quel punto il senatore Andrea Augello ha scritto al presidente della Commissione Pier Ferdinando Casini, chiedendo che Rossi venisse deferito al Csm per il suo "comportamento reticente e omissivo".

•Dunque, Rossi ha omesso di dare informazioni fondamentali? 
Non esattamente. Ieri lo stesso procuratore capo ha scritto a Casini, affermando: "Ho risposto puntualmente a tutte le domande che mi sono state formulate senza alcuna reticenza od omissione, così come è facilmente riscontrabile dall'ascolto della audizione pubblica". In effetti la trascrizione della seduta citata da Rossi mostra come, al grillino Villarosa che chiede se membri del cda Etruria "potrebbero essere indagati", il pm risponde "sì e fa cenno di sì con la testa". 

•Quali sono le reazioni? 
A quel punto dell'audizione lo stesso Rossi chiede di procedere con l'audizione secretata. Ma nessuno dei parlamentari membri della Commissione gli chiede i nomi delle persone indagate.