Politica

Quirinale, dal ritorno del fascismo al nucleare: l'appello di Mattarella all'unità internazionale

(imagoec)
Nel suo discorso al corpo diplomatico, il presidente della Repubblica ha parlato dei principali problemi che oggi affliggono l'Italia e il mondo
2 minuti di lettura
Roma - Mettere alla porta, "bandire definitivamente", qualsiasi "movimento, partito, corrente di pensiero che faccia della violenza e del terrore il proprio credo o strumento di azione". È il messaggio di Sergio Mattarella che, ricevendo al Quirinale 140 ambasciatori per il tradizionale incontro di Natale, chiama ad una grande alleanza internazionale contro il terrorismo e l'estremismo. E sono parole che assumono un significato particolare, in questi giorni, anche per il nostro paese, alle prese con un ritorno dell'onda nera del neofascismo.

Nel suo discorso al corpo diplomatico tocca tutti i dossier più scottanti aperti sulla scienza internazionale, a cominciare dall'immigrazione, "il nostro paese si adopera per il rispetto della vita e dei diritti", con la rivendicazione di ciò che ha fatto l'Italia nelle operazioni di salvataggio, gli accordi con la Libia, appoggiando la linea Gentiloni che a Bruxelles ha appena chiesto all'Europa il rispetto delle quote di ricollocamento.

Ma c'è anche un altro passaggio che riguarda più da vicino l'Italia. Il presidente parla della ripresa che si "è consolidata", e affronta sia pure velocemente il nodo banche. Il lavoro compiuto nel 2017 nel settore bancario "contribuendo al rafforzamento di un settore strategico per lo sviluppo, è stato di sostegno all'apparato produttivo".  Non è un riferimento diretto alla vicenda Boschi e Banca Etruria, quanto una risposta rassicurante alle polemiche che stanno scuotendo politica e sistema creditizio.

Al corpo diplomatico, riunito nel Salone dei Corazzieri, nel suo discorso Mattarella consegna un messaggio preciso. Per l'Italia l'unica strada resta quella del dialogo e del confronto, il "multilateralismo". E gli auguri del capo dello Stato agli ambasciatori diventano un appello ad uno sforzo comune per voltare pagina nel mondo. "Con il dialogo, la pace, il ripudio della guerra sancito dalla nostra Costituzione: questa è la posizione dell'Italia", ammonisce appunto il capo dello Stato.

Allarmato dall'"inquietabile e inaccettabile" corsa al nucleare della Corea del Nord, ma anche per la "minaccia crescente" del cambiamento climatico, auspicando che Trump ci ripensi  e torni agli accordi di Parigi che hanno prodotto "risultati positivi". Il presidente della Repubblica indica una strada, un metodo per affrontare le pulsioni distruttive e violente che rendono insicuro il nostro pianeta. Così contro il terrorismo, non basta lo scambio di informazioni, non serve soltanto la "risposta securitaria", ma Mattarella chiede a tutti i paesi una grande alleanza "di natura educativa". Una  grande battaglia di cultura da combattere ovunque, e in particolare sul web (contrastando anche le fake news). Per togliere spazio "alla narrativa estremista e violenta". 

Il pianeta Terra che esce dal 2017 è un mondo di nuovo sotto la terribile minaccia della corsa al nucleare della Corea del Nord, "inquietante e inaccettabile". Una strada per invertire la rotta del riarmo atomico però esiste, nota il presidente, come dimostrano gli accordi per l'uso pacifico dell'energia nucleare che l'Iran "ha  sottoscritto in tempi recentissimi". E qui c'è un'altra presa di distanze nei confronti di Trump, che ha stracciato quegli accordi sottoscritti con il suo predecessore Obama.

E anche sul capitolo immigrazione, Mattarella rivendica l'azione nel Mediterraneo, "la lotta ai trafficanti di uomini, che non può essere disgiunta dalla ricerca di canali legali" per l'immigrazione. Un fenomeno incontrollato, destinato a durare, rischia di "destabilizzare popoli, confini e stati", ma va affrontato insieme dalla comunità europea. Ed è ormai "indilazionabile" una riforma comune della politica Ue dell'asilo. Cioè, rimettere mano al trattato di Dublino.
I commenti dei lettori