✕
(ansa)

Orietta Berti pro M5S fa infuriare il Pd

Proteste per l'endorsement a Grillo in un programma Rai, Di Maio fa scudo: "Le chiedano scusa"
1 minuti di lettura
"Giù le mani da Orietta Berti! Il Pd le chieda immediatamente scusa". Luigi Di Maio, usando correttamente il congiuntivo, si scalda come poche volte per difendere l'interprete di "Fin che la barca va" e "Tipitipì" dalla situazione disagevole in cui si è cacciata con le sue dichiarazioni su RaiRadio1 a favore dei Cinque Stelle ("Voglio dare il mio voto al mio amico Grillo. Gliel'ho promesso ma non l'ho mai votato perché ero sempre all'estero. Questa volta, il 4 marzo, lo voterò"). Si poteva lasciar correre? Assolutamente no, secondo Sergio Boccadutri, parlamentare dem e membro della Commissione di vigilanza. Parte un esposto all'Agcom per "chiara violazione della par condicio".

A "Un giorno da pecora", il contenitore che ha ospitato l'endorsement dell'Orietta nazionale, è mancato "il contraddittorio", non c'è stato "il bilanciament…
"Giù le mani da Orietta Berti! Il Pd le chieda immediatamente scusa". Luigi Di Maio, usando correttamente il congiuntivo, si scalda come poche volte per difendere l'interprete di "Fin che la barca va" e "Tipitipì" dalla situazione disagevole in cui si è cacciata con le sue dichiarazioni su RaiRadio1 a favore dei Cinque Stelle ("Voglio dare il mio voto al mio amico Grillo. Gliel'ho promesso ma non l'ho mai votato perché ero sempre all'estero. Questa volta, il 4 marzo, lo voterò"). Si poteva lasciar correre? Assolutamente no, secondo Sergio Boccadutri, parlamentare dem e membro della Commissione di vigilanza. Parte un esposto all'Agcom per "chiara violazione della par condicio".

A "Un giorno da pecora", il contenitore che ha ospitato l'endorsement dell'Orietta nazionale, è mancato "il contraddittorio", non c'è stato "il bilanciamento". Di più: c'è da chiedersi, secondo Boccadutri,"se sia ancora opportuno che la cantante, dopo il suo coming out, possa ancora ricoprire il suo ruolo di ospite fisso nella trasmissione di Fabio Fazio".

Orietta grillina diventa un caso, lei nata nella rossa Cavriago, dove trionfa l'unica statua di Lenin in Italia, lei cocca di Fazio, che dichiara le sue simpatie per altri (twitta ironico Marco Follini: "Io me la ricordavo democristiana...") . Ma al voto non si comanda e nemmeno al cuore.

C'è una seconda parte della conversazione che è quasi una dichiarazione: "Se Luigi Di Maio ha un difetto è quello di essere troppo bello. È abbronzato naturale (al contrario di Renzi che, dice la Berti, "mi ha detto che fa la lampada"), sembra un mulatto. Io l'ho visto di persona, ha dei bellissimi lineamenti e delle belle mani e poi non è basso".
Il tipo di uomo che piace ad Orietta. E, infatti, ricorda un po' l'adorato marito Osvaldo Paterlini. Fascinazione ricambiata? Assolutamente sì. Luigi Di Maio pubblica su Facebook un selfie con lei (poi girato alla mamma, fan della cantante) fatto negli studi Rai di Milano, e attacca a testa bassa il Pd: "Orietta è un'icona della musica italiana, questa è un'intimidazione, una censura bella e buona, spiegate al Pd che in Italia c'è ancora libertà di parola, espressione e pensiero". Michele Anzaldi, Pd, segretario della commissione di vigilanza Rai, esterna dubbi al vetriolo: "Ma Di Maio è candidato alle elezioni o a Sanremo?". Social impazziti. Nasce l'hashtag #jesuisOriettaBerti.