Regionali, Gori: "Con Leu saremmo pari nei sondaggi con Fontana. Non sprechiamo occasione storica"
di MONICA RUBINO
Il candidato del Pd alla presidenza della Lombardia torna sul tema della mancata intesa con Liberi e uguali: "Abbiamo obiettivi comuni, le divisioni sono tutte politiche"
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ROMA - "Non sprechiamo l'occasione storica di porre fine a 23 anni di governo della destra". Il sindaco di Bergamo e candidato del Pd alla presidenza della Lombardia Giorgio Gori, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, non nasconde il suo rammarico di fronte alla mancata intesa con Liberi e uguali, che ha schierato Onorio Rosati. E cita gli ultimi sondaggi, che lo vedono cinque punti dietro ad Attilio Fontana, il candidato salviniano del centrodestra: "Fontana non è in largo vantaggio, è in stretto vantaggio, di cinque punti. Gori più Rosati sarebbero pari".
Elezioni Lombardia, Gori: "Con LeU saremmo pari nei sondaggi con Fontana"
"Altri appelli non ne faccio - continua Gori incalzato dalle domande di Jean Paul Bellotto e Massimo Giannini - Dico solo che abbiamo obiettivi comuni, in tutte le situazioni in cui ci troviamo a ragionare, dall'ambiente alla sanità, troviamo comunanza di idee. Le divisioni sono tutte politiche". E ritiene che la ragione del no di LeU a un'alleanza per le regionali in Lombardia "stia a Roma, nella profonda avversione a Matteo Renzi" che "offusca" certi dirigenti, per i quali "perfino far vincere uno come Fontana diventa secondario". Gori ammette di aver apprezzato chi si è espresso a favore di un'intesa, come il governatore toscano Enrico Rossi. E si augura di "risentire nuovamente Grasso".
Quanto all'uscita infelice di Fontana, che ha difeso a Radio Padana la "razza bianca", Gori commenta: "Nella Cosituzione il termine 'razza' è impiegato in senso opposto, cioè per superare le discriminazioni e andare oltre. Che Fontana, da avvocato, non lo capisca è un problema". E aggiunge: "ll suo è stato un lapsus freudiano, ha detto quello che pensa. Non credo debba ritirarsi dalla corsa. Ma la Lombardia non è una regione di razzisti".
"Gli immigrati arrivati dall'Africa sono 500mila persone, meno dell'1% della popolazione. Non si può parlare di invasione. La gente è contro l'immigrazione incontrollata, che tracima nell'illegalità, spiega ancora il sindaco di Bergamo. Anche il ragionamento 'rubano lavoro agli italiani', "è una sciocchezza. Sto andando in giro per la Lombardia e sto incontrando imprenditori che hanno difficoltà a trovare operai da assumere", conclude Gori.