Politica

Saviano: ''Terrorismo e immigrati, emergenze facili da vendere in campagna elettorale''

Lo scrittore, ospite di Circo Massimo, respinge le accuse a Gomorra: "Ha ispirato baby gang? Chi lo dice è complice delle paranze"
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ROMA - La maggior parte dei reati di droga in Italia è opera di italiani. Ma, in campagna elettorale, è facile dare la responsabilità agli stranieri: "Questo porta il voto alla Lega, a chi dice 'fuori', da parte di chi ignora che chi gli ha dato la droga è un'organizzazione italiana". Così Roberto Saviano, ospite a Circo Massimo, analizza i toni della propaganda in vista delle prossime elezioni. Ed è sempre più complesso combattere contro le fake news, sottolinea lo scrittore. "Smontare una notizia falsa diventa difficile quando il tuo interlocutore non ha tempo. Ci si ferma ai titoli". Quindi, il panorama, in vista del 4 marzo, 'è drammatico'. Ma Saviano dà un consiglio agli elettori: "La prima cosa da dire in questa campagna elettorale è di prendersi tempo, capire che l'argomentazione è più importante di un titolo. Chi si sente confuso, deve trovare affidabilità in alcune voci. Tutto ciò che è immediato è rischiosissimo". Per Saviano, "l'emergenza immigrati e quella terrorismo sono molto più facili da vendere in campagna elettorale", mentre è molto più difficile affrontare il tema della mafia e della legalità.

Saviano: " Terrorismo e immigrati, emergenze facili da vendere in campagna elettorale"

BABY GANG
Chi accusa Gomorra di ispirare i giovanissimi a commettere violenze è 'complice' delle paranze e non si rende conto che il libro, il film e la serie tv sono 'specchio' di una realtà che già esisteva a Napoli. Saviano, respinge le accuse di quanti attribuiscono all'emulazione del suo libro l'esplosione di violenza nel capoluogo partenopeo da parte di minorenni. "Imitano? Non è vero, ci si sta specchiando", dice Saviano.

Saviano: ''Gomorra ha ispirato baby gang? E' complice della ''paranza'' chi lo dice''

Commentando gli ultimi episodi di violenza tra giovanissimi, ha aggiunto: "Il termine paranza è più adatta di baby gang perché dà l'idea di struttura e di appartenenza. Quando ne scrivevo mi si diceva 'non è vero, è tutta un'esagerazione', adesso mi si dice che le ho ispirate io: è una cecità rispetto al problema che è locale e nazionale".

La situazione, dice Saviano, è disastrosa, a partire dalle scuole. I protagonisti di questi episodi, insiste lo scrittore, dovrebbero stare a scuola. Ma a Napoli non si combatte la dispersione scolastica. "Gli edifici sono fatiscenti, non ci sono palestre, le mense iniziano a novembre inoltrato. E le donne devono sopperire a quello che non fa lo Stato. La violenza è la fiammata finale di un processo molto più complesso. Avere un coltello, una pistola, fare paura è l'unico capitale che questi ragazzini hanno".

C'è chi dice che la violenza non è emergenza, ha ricordato Giannini, dando parte della responsabilità all'imitazione. "La solita accusa a Gomorra la trovo folle e vedo una sorta di complicità. Quello che mi spaventa delle sedicenti elite è il fatto che si reputino le uniche in grado di recepire il senso di Gomorra, invece i ragazzini dei Quartieri Spagnoli, della Sanità no. 'Tu Saviano non la dovevi scrivere'. Ma non si sono accorti che Gomorra ce l'avevano intorno?" Gomorra, insiste Saviano, ha preso le frasi dalla realtà, non l'ha ispirata. "I ragazzini che hanno picchiato Arturo non imitano Gomorra, ma i paranzini. Facile dire militarizziamo o peggio abbassiamo l'imputazione a 12 anni". Ma, per lo scrittore, abbassare l'età punibile è 'pericolosissimo': "Loro lo mettono in conto. Non è che se li metti in galera li stai salvando. Li salvi solo se metti in atto un prcorso di diritto". Saviano, quindi, si dice preoccupato dalla risposta del ministro dell'Interno Marco Minniti che, secondo lui, parlava a quella parte di Napoli che vuole "vivere tranquilla a casa sua". "Ma la tranquillità ai turisti - dice Saviano - la assicura la camorra, che impedisce i furti, perché sta investendo moltissimo nei B&B". Rispondere semplicemente così, insiste, "non basta".
 
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