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M5S, la carica degli esterni nei collegi grillini

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ROMA. Un attore, Nicola Acunzo, caratterista passato da Salemme a Verdone, sarà candidato all’uninominale a Battipaglia. Un professore universitario, Paolo Biancone, esperto di Finanza islamica, correrà in un collegio di Torino. Il giornalista Emilio Carelli lotterà a Roma per un seggio alla Camera (inizialmente doveva presentarsi al Senato, dove invece tenterà di entrare Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati della capitale). E a Palazzo Madama arriverà (garantito dal posto di capolista, ma comunque in corsa per il collegio maggioritario di Varese) l’ex direttore della Padania Gianluigi Paragone. 

È un puzzle complicato e inedito, quello degli uninominali, per il Movimento 5 Stelle. Ieri il comitato elettorale era a lavoro sui requisiti dei candidati, che per la prima volta possono essere esterni (a contattare Luigi Di Maio sono stati, oltre ai singoli, presidenti di associazioni di categoria come Con…
ROMA. Un attore, Nicola Acunzo, caratterista passato da Salemme a Verdone, sarà candidato all’uninominale a Battipaglia. Un professore universitario, Paolo Biancone, esperto di Finanza islamica, correrà in un collegio di Torino. Il giornalista Emilio Carelli lotterà a Roma per un seggio alla Camera (inizialmente doveva presentarsi al Senato, dove invece tenterà di entrare Mauro Vaglio, presidente dell’ordine degli avvocati della capitale). E a Palazzo Madama arriverà (garantito dal posto di capolista, ma comunque in corsa per il collegio maggioritario di Varese) l’ex direttore della Padania Gianluigi Paragone. 

È un puzzle complicato e inedito, quello degli uninominali, per il Movimento 5 Stelle. Ieri il comitato elettorale era a lavoro sui requisiti dei candidati, che per la prima volta possono essere esterni (a contattare Luigi Di Maio sono stati, oltre ai singoli, presidenti di associazioni di categoria come Confcommercio, Confesercenti, Confapi, oltre alle associazioni dei risparmiatori con cui sarebbe stato stretto un accordo). Il professore di Economia all’Università di Pretoria Lorenzo Fioramonti correrà in un collegio della capitale. Non dovrebbe essere lui, a sfidare Paolo Gentiloni nel collegio di Roma 1, ma nonostante si sia detta disponibile, per ora su quel collegio non è stato messo neanche il nome della deputata Carla Ruocco. Correrà di certo all’uninominale, invece, la senatrice Paola Taverna. Così come Roberto Fico a Napoli, al Vomero, e Luigi Di Maio a Pomigliano (i big uscenti sono comunque garantiti dal posto di capilista nei listini). Vincenzo Zoccano, presidente del Forum delle disabilità, sarà in corsa a Trieste; in Basilicata si candida il presidente del Potenza Calcio (serie D) Salvatore Caiata, nonostante un passato nel Pdl quando era a Siena. In Abruzzo c’è il giornalista Primo Di Nicola, nelle Marche l’ex dirigente del Corpo forestale Maurizio Cattoi e la direttrice della rete museale dei Monti Sibillini Daniela Tisi. 

A Livorno correrà per l’uninominale (col paracadute del listino) il capitano Gregorio De Falco, che avrà tutto l’appoggio del sindaco Filippo Nogarin. Il primo cittadino ieri ha accolto con entusiasmo il tour di Luigi Di Maio - in visita nella città toscana - mentre la sua maggioranza bocciava l’idea di intitolare la Rotonda Ardenza all’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi (i 16 consiglieri M5S hanno votato compattamente contro, Nogarin si è astenuto). 

Di Maio ieri ha anche aperto, ancora, ad intese sul programma, spiegando che i 20 punti presentati a Pescara sono intoccabili, ma che se ne potranno aggiungere altri in base alle richieste delle forze che, dopo il voto, vorranno collaborare alla nascita di un governo. Quali saranno, se la Lega o Leu, lo diranno i numeri. Nel frattempo, nel Lazio, Roberta Lombardi strizza l’occhio al sindaco di Amatrice Sergio Pirozzi. Il candidato di destra è rimasto solo. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia sosterranno Stefano Parisi. La candidata M5S - che lo ha conosciuto sui luoghi del terremoto, dove si sono scambiati reciproche attestazioni di stima - potrebbe venire in suo soccorso: nessuna alleanza o apparentamento con la sua lista civica, le regole dei 5 stelle non lo consentono, ma - secondo le voci - per Pirozzi in caso di vittoria M5S potrebbe esserci un “assessorato alla ricostruzione”.