Il M5s trema sui rimborsi, ecco i nomi degli indiziati e cosa non torna
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREADi Maio in allarme, poi cita Sanremo: “Non ci avete fatto niente”. Bucarella si sospende. Le strane restituzioni identiche per mesi
Mancano quasi un milione e mezzo di euro nel fondo del ministero dello Sviluppo economico per le piccole e medie imprese, rispetto a quanto dichiarato ufficialmente - e a più riprese - dal Movimento 5 stelle. Dove sono finiti quei soldi? Quanti parlamentari hanno usato lo stesso trucco dei prossimi espulsi Andrea Cecconi e Carlo Martelli? Il trucco era fare una richiesta di bonifico, presentarla sul sito Tirendiconto, per poi ritirarla e tenersi tutto. I vertici del M5S ammettono di non saper più neanche loro quanti avrebbero imitato Cecconi e Martelli. Hanno chiesto i dati parlamentare per parlamentare al ministero dell'Economia, da dove quei versamenti transitano.
"E' un guaio" ripetono in queste ore, pensando alle contromosse. "Cacceremo le mele marce", dice Luigi Di Maio. Per poi offrire di mostrare i suoi bonifici alle Iene. "E comunque - aggiunge a tarda sera citando la canzone vincitrice di Sanremo - oggi non ci avete fatto niente…
"E' un guaio" ripetono in queste ore, pensando alle contromosse. "Cacceremo le mele marce", dice Luigi Di Maio. Per poi offrire di mostrare i suoi bonifici alle Iene. "E comunque - aggiunge a tarda sera citando la canzone vincitrice di Sanremo - oggi non ci avete fatto niente…
Mancano quasi un milione e mezzo di euro nel fondo del ministero dello Sviluppo economico per le piccole e medie imprese, rispetto a quanto dichiarato ufficialmente - e a più riprese - dal Movimento 5 stelle. Dove sono finiti quei soldi? Quanti parlamentari hanno usato lo stesso trucco dei prossimi espulsi Andrea Cecconi e Carlo Martelli? Il trucco era fare una richiesta di bonifico, presentarla sul sito Tirendiconto, per poi ritirarla e tenersi tutto. I vertici del M5S ammettono di non saper più neanche loro quanti avrebbero imitato Cecconi e Martelli. Hanno chiesto i dati parlamentare per parlamentare al ministero dell'Economia, da dove quei versamenti transitano.
"E' un guaio" ripetono in queste ore, pensando alle contromosse. "Cacceremo le mele marce", dice Luigi Di Maio. Per poi offrire di mostrare i suoi bonifici alle Iene. "E comunque - aggiunge a tarda sera citando la canzone vincitrice di Sanremo - oggi non ci avete fatto niente". Mentre Beppe Grillo - sul palco con lui a Torre del Greco per la prima volta in campagna elettorale - difende il Movimento: "Se vi dicono che tanto sono tutti uguali, questo è l'alibi che si crea uno per non fare nulla. Noi il 4 marzo saremo con voi, votate o non votate i 5 Stelle".
I numeri: secondo il Movimento, la cifra di 226mila euro che risultava mancante a Repubblica sabato scorso non era esatta, perché quei soldi sarebbero stati versati tra fine gennaio e inizio febbraio, e quindi non contabilizzati dal Mise. Su quel fondo però non ci sono solo i contributi dei parlamentari, ma anche quelli di alcuni consiglieri regionali, di cinque espulsi e dei parlamentari europei. Così, se anche fosse vero che i 23 milioni 418mila euro dichiarati sul sito starebbero tutti arrivando sul fondo, ne mancano comunque all'appello molti di più.
Dai consiglieri di Emilia Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto risultano versati - secondo quanto scritto sul sito - 530.598 euro. I parlamentari europei avevano rivendicato, solo un mese fa, la restituzione su quel conto di 606 mila euro. Gli espulsi Riccardo Nuti e Giulia Di Vita dichiarano di aver versato 40mila euro dopo essere andati via. 145mila sono stati donati dal senatore Giuseppe Vacciano e 80mila dagli altri fuoriusciti Ivana Simeoni e Christian Iannuzzi (madre e figlio). Così, si arriva a un buco di 1.401.598 euro.
"Non fate calcoli in questo momento, potrebbero essere errati", chiedono i vertici del Movimento alle prese con l'emergenza dei furbetti della restituzione. Perché ci sarebbero stati problemi nel passaggio dalle prime rendicontazioni fatte a mano, su fogli Excel, alla nascita del sito Tirendiconto, i cui curatori sono a lavoro per capire le incongruenze. Si invoca il problema tecnico, ma intanto si cercano i colpevoli.
Dopo Cecconi e Martelli, i primi indiziati - già nel servizio delle Iene - sono i senatori pugliesi Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi. Il primo ha detto di aver avuto problemi nel passaggio da una banca a un'altra e si è autospeso. La seconda nega, dice di voler andare in banca per farsi certificare tutto, di certo dovrà mostrare le prove a Di Maio, che non sa più di chi fidarsi.
Su Twitter, l'ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari rileva un'altra stranezza. Parlamentari come Vito Crimi, Danilo Toninelli, Michele Giarrusso e Carlo Sibilia hanno fatto versamenti della stessa identica cifra per alcuni mesi di seguito. "Si tratta del minimo da rendicontare, quando non ci sono rimborsi avanzati", è la spiegazione. Ad esempio Giarrusso (che spiega un bonifico con date incongruenti parlando di un timbro bancario sbagliato) ha dichiarato restituzioni pari a 1481,20 euro da aprile a giugno 2015 (cifra comunque bassa, inferiore anche alla metà della parte fissa dello stipendio che va restituita). Dai bonifici sul sito, i pagamenti da aprile a maggio risultano fatti tutti il 23 novembre 2015, ma non c'è il "cro", il codice bancario che accerta l'avvenuto pagamento. Quello che riguarda luglio 2015 è stato fatto il 18 dicembre, è della stessa identica cifra, ma in questo caso il "cro" c'è ed è reale. Bonifici identici anche per Danilo Toninelli dal maggio 2016 all'agosto 2016 (1996,19 euro).
Il Movimento ha chiesto a tutti i parlamentari una certificazione di quanto versato, convocandoli oggi a Roma, per controllare più velocemente una volta che avrà in mano i dati del ministero dell'Economia. Il numero dei "furbetti" è di almeno dieci, tutti ricandidati molto probabilmente in posizione sicura. E questo è il problema più grande per il capo politico: arrivare in Parlamento con un gruppo di eletti che - il 4 marzo - avrà probabilmente già messo fuori dai 5 Stelle.
"E' un guaio" ripetono in queste ore, pensando alle contromosse. "Cacceremo le mele marce", dice Luigi Di Maio. Per poi offrire di mostrare i suoi bonifici alle Iene. "E comunque - aggiunge a tarda sera citando la canzone vincitrice di Sanremo - oggi non ci avete fatto niente". Mentre Beppe Grillo - sul palco con lui a Torre del Greco per la prima volta in campagna elettorale - difende il Movimento: "Se vi dicono che tanto sono tutti uguali, questo è l'alibi che si crea uno per non fare nulla. Noi il 4 marzo saremo con voi, votate o non votate i 5 Stelle".
I numeri: secondo il Movimento, la cifra di 226mila euro che risultava mancante a Repubblica sabato scorso non era esatta, perché quei soldi sarebbero stati versati tra fine gennaio e inizio febbraio, e quindi non contabilizzati dal Mise. Su quel fondo però non ci sono solo i contributi dei parlamentari, ma anche quelli di alcuni consiglieri regionali, di cinque espulsi e dei parlamentari europei. Così, se anche fosse vero che i 23 milioni 418mila euro dichiarati sul sito starebbero tutti arrivando sul fondo, ne mancano comunque all'appello molti di più.
Dai consiglieri di Emilia Romagna, Liguria, Trentino Alto Adige e Veneto risultano versati - secondo quanto scritto sul sito - 530.598 euro. I parlamentari europei avevano rivendicato, solo un mese fa, la restituzione su quel conto di 606 mila euro. Gli espulsi Riccardo Nuti e Giulia Di Vita dichiarano di aver versato 40mila euro dopo essere andati via. 145mila sono stati donati dal senatore Giuseppe Vacciano e 80mila dagli altri fuoriusciti Ivana Simeoni e Christian Iannuzzi (madre e figlio). Così, si arriva a un buco di 1.401.598 euro.
"Non fate calcoli in questo momento, potrebbero essere errati", chiedono i vertici del Movimento alle prese con l'emergenza dei furbetti della restituzione. Perché ci sarebbero stati problemi nel passaggio dalle prime rendicontazioni fatte a mano, su fogli Excel, alla nascita del sito Tirendiconto, i cui curatori sono a lavoro per capire le incongruenze. Si invoca il problema tecnico, ma intanto si cercano i colpevoli.
Dopo Cecconi e Martelli, i primi indiziati - già nel servizio delle Iene - sono i senatori pugliesi Maurizio Buccarella e Barbara Lezzi. Il primo ha detto di aver avuto problemi nel passaggio da una banca a un'altra e si è autospeso. La seconda nega, dice di voler andare in banca per farsi certificare tutto, di certo dovrà mostrare le prove a Di Maio, che non sa più di chi fidarsi.
Su Twitter, l'ex dipendente della Casaleggio Associati Marco Canestrari rileva un'altra stranezza. Parlamentari come Vito Crimi, Danilo Toninelli, Michele Giarrusso e Carlo Sibilia hanno fatto versamenti della stessa identica cifra per alcuni mesi di seguito. "Si tratta del minimo da rendicontare, quando non ci sono rimborsi avanzati", è la spiegazione. Ad esempio Giarrusso (che spiega un bonifico con date incongruenti parlando di un timbro bancario sbagliato) ha dichiarato restituzioni pari a 1481,20 euro da aprile a giugno 2015 (cifra comunque bassa, inferiore anche alla metà della parte fissa dello stipendio che va restituita). Dai bonifici sul sito, i pagamenti da aprile a maggio risultano fatti tutti il 23 novembre 2015, ma non c'è il "cro", il codice bancario che accerta l'avvenuto pagamento. Quello che riguarda luglio 2015 è stato fatto il 18 dicembre, è della stessa identica cifra, ma in questo caso il "cro" c'è ed è reale. Bonifici identici anche per Danilo Toninelli dal maggio 2016 all'agosto 2016 (1996,19 euro).
Il Movimento ha chiesto a tutti i parlamentari una certificazione di quanto versato, convocandoli oggi a Roma, per controllare più velocemente una volta che avrà in mano i dati del ministero dell'Economia. Il numero dei "furbetti" è di almeno dieci, tutti ricandidati molto probabilmente in posizione sicura. E questo è il problema più grande per il capo politico: arrivare in Parlamento con un gruppo di eletti che - il 4 marzo - avrà probabilmente già messo fuori dai 5 Stelle.