ROMA - Seicento euro per fare studiare i figli a casa, aggirando l'obbligo di vaccinazione previsto per chi vuole frequentare una scuola pubblica. L'idea, ispirata in parte dalle posizioni no vax, è venuta a Davide Tutino, uno dei candidati alle prossime elezioni regionali laziali. Nulla di male, se non fosse per il fatto che Tutino, oltre che essere un insegnante, è inserito nella lista +Europa di Emma Bonino, Riccardo Magi e Benedetto Della Vedova. Lista favorevole alle vaccinazioni che appoggia il governatore uscente del Pd Nicola Zingaretti; anche lui sostenitore della legge Lorenzin sui vaccini. Ma improvvisamente Tutino, che ha un passato radicale di tutto rispetto nelle istituzioni, è stato anche vicepresidente del VII municipio romano, si è scoperto un po' no vax e lo ha raccontato in un'intervista al quotidiano romano Il Tempo.
L'uovo di Tutino. Il candidato radicale, i cui figli non sono vaccinati, è preoccupato del fatto che non si bene cosa succederà nelle scuole dopo il 10 marzo, quando scade il termine previsto dalla legge Lorenzin per vaccinare i figli o adottare un percorso di vaccinazione. Lui propone allora la soluzione di finanziare le homeschooling. Naturalmente Tutino, da buon radicale, non scende al livello di molti no vax, ma argomenta surfando con abilità fra gli atti del Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa, l'ambiguità della legge Lorenzin, il diritto individuale a scegliere le cure. Spiega che la sua proposta "è un uovo di Colombo, chiamatelo pure uovo di Tutino, che può andare bene sia a chi vuole le vaccinazioni spinte sia a chi è contrario ". E per convincere chi non la pensa come lui, arriva anche a fare un paragone fra battessimo cristiano e vaccini. Avrebbero entrambi "la stessa struttura antropologica e fideistica: battesimo e vaccino come via di salvezza dall'impurità".
Le critiche di Burioni. Le proposte di Tutino non sono sfuggite al professore Roberto Burioni. Fustigatore delle tesi no vax sui social network, il professore ha scritto: "Nelle Olimpiadi delle sciocchezze che vengono dette in campagna elettorale uno slancio ammirevole verso il podio deve essere riconosciuto a Davide Tutino". Secondo Burioni, si tratta di "un'idea degna di Archimede Pitagorico: facciamo lo stesso con chi guida ubriaco: gli diamo dei soldi per pagare le multe, e magari un contributo per costruirsi un autodromo personale. E perché non pensare magari di fare qualcosa anche per chi stupra? Passiamogli una donna, magari si calma". Tutino ha subito risposto che Burioni non ha letto bene o non ha capito la sua proposta: "Non solo creerebbe nuovi diritti, ma risolverebbe alla radice il problema di migliaia di bambini su cui attualmente incombe la ghigliottina dell'espulsione dal sistema scolastico pubblico. Dunque ciò che propongo è +Europa e +Diritti, superando la contrapposizione ideologica tra vaccinismo e antivaccinismo".
La posizione di +Europa. La disputa si è subito trasferita nella campagna elettorale regionale. In primo luogo le posizioni di Tutino sono state disconosciute da Radicali italiani e da +Europa. Il segretario romano Alessandro Capriccioli ha dichiarato che "la nostra posizione sulla necessità delle vaccinazioni è chiara, e ci vede ampiamente e fermamente favorevoli. Pertanto le opinioni espresse da Davide Tutino, candidato nella nostra lista alle regionali del Lazio, sono da considerarsi strettamente personali, e non rappresentano né il mio pensiero né la posizione della lista". Secondo Capriccioli, "la scelta di candidare Tutino non ha nulla a che vedere con le istanze "no-vax", delle quali peraltro nel nostro programma non c'è traccia, ma si deve a ragioni diverse, a partire dalla sua lunga militanza radicale e dalla sua egregia esperienza come consigliere municipale durante la consiliatura Marino. Al netto della legittimità delle opinioni di ciascuno, che per cultura politica siamo abituati a rispettare anche al nostro interno, quanto espresso da Tutino sui vaccini non rappresenta dunque né ragioni né gli obiettivi della nostra lista". Ma il candidato governatore del centrodestra Stefano Parisi ha subito tirato in ballo Zingaretti per capire cosa pensa del suo candidato bollato come no vax. E la polemica è salita di tono quando a destra si è fatto notare che il governatore del Lazio per imbarcare Leu nella coalizione ha fatto fuori la Lorenzin e la sua lista. Che è invece alleata di Renzi a livello nazionale. E meglio il no vax della ministra dei vaccini?, si domanda a Zingaretti.
L'uovo di Tutino. Il candidato radicale, i cui figli non sono vaccinati, è preoccupato del fatto che non si bene cosa succederà nelle scuole dopo il 10 marzo, quando scade il termine previsto dalla legge Lorenzin per vaccinare i figli o adottare un percorso di vaccinazione. Lui propone allora la soluzione di finanziare le homeschooling. Naturalmente Tutino, da buon radicale, non scende al livello di molti no vax, ma argomenta surfando con abilità fra gli atti del Parlamento europeo e il Consiglio d'Europa, l'ambiguità della legge Lorenzin, il diritto individuale a scegliere le cure. Spiega che la sua proposta "è un uovo di Colombo, chiamatelo pure uovo di Tutino, che può andare bene sia a chi vuole le vaccinazioni spinte sia a chi è contrario ". E per convincere chi non la pensa come lui, arriva anche a fare un paragone fra battessimo cristiano e vaccini. Avrebbero entrambi "la stessa struttura antropologica e fideistica: battesimo e vaccino come via di salvezza dall'impurità".
Le critiche di Burioni. Le proposte di Tutino non sono sfuggite al professore Roberto Burioni. Fustigatore delle tesi no vax sui social network, il professore ha scritto: "Nelle Olimpiadi delle sciocchezze che vengono dette in campagna elettorale uno slancio ammirevole verso il podio deve essere riconosciuto a Davide Tutino". Secondo Burioni, si tratta di "un'idea degna di Archimede Pitagorico: facciamo lo stesso con chi guida ubriaco: gli diamo dei soldi per pagare le multe, e magari un contributo per costruirsi un autodromo personale. E perché non pensare magari di fare qualcosa anche per chi stupra? Passiamogli una donna, magari si calma". Tutino ha subito risposto che Burioni non ha letto bene o non ha capito la sua proposta: "Non solo creerebbe nuovi diritti, ma risolverebbe alla radice il problema di migliaia di bambini su cui attualmente incombe la ghigliottina dell'espulsione dal sistema scolastico pubblico. Dunque ciò che propongo è +Europa e +Diritti, superando la contrapposizione ideologica tra vaccinismo e antivaccinismo".
La posizione di +Europa. La disputa si è subito trasferita nella campagna elettorale regionale. In primo luogo le posizioni di Tutino sono state disconosciute da Radicali italiani e da +Europa. Il segretario romano Alessandro Capriccioli ha dichiarato che "la nostra posizione sulla necessità delle vaccinazioni è chiara, e ci vede ampiamente e fermamente favorevoli. Pertanto le opinioni espresse da Davide Tutino, candidato nella nostra lista alle regionali del Lazio, sono da considerarsi strettamente personali, e non rappresentano né il mio pensiero né la posizione della lista". Secondo Capriccioli, "la scelta di candidare Tutino non ha nulla a che vedere con le istanze "no-vax", delle quali peraltro nel nostro programma non c'è traccia, ma si deve a ragioni diverse, a partire dalla sua lunga militanza radicale e dalla sua egregia esperienza come consigliere municipale durante la consiliatura Marino. Al netto della legittimità delle opinioni di ciascuno, che per cultura politica siamo abituati a rispettare anche al nostro interno, quanto espresso da Tutino sui vaccini non rappresenta dunque né ragioni né gli obiettivi della nostra lista". Ma il candidato governatore del centrodestra Stefano Parisi ha subito tirato in ballo Zingaretti per capire cosa pensa del suo candidato bollato come no vax. E la polemica è salita di tono quando a destra si è fatto notare che il governatore del Lazio per imbarcare Leu nella coalizione ha fatto fuori la Lorenzin e la sua lista. Che è invece alleata di Renzi a livello nazionale. E meglio il no vax della ministra dei vaccini?, si domanda a Zingaretti.