"Siamo davanti a una fase molto delicata sia per il nostro paese sia per il nostro partito. Da una parte vediamo crescere una marea nera, di matrice fascista, alimentata da destre irresponsabili che pur di racimolare qualche voto sono disposti a spaccare un paese e ad alimentare gli istinti più vili. Dall'altra parte vediamo un partito incapace di dettare l'agenda e i temi del dibattito e ridotto ad utilizzare toni e argomenti che non hanno alcun interesse agli occhi dei cittadini e, soprattutto, dei giovani".
Così il segretario dei giovani democratici Mattia Zunino, in conclusione dell'iniziativa promossa dai giovani del pd "Futuro ad ogni costo" durante la quale hanno presentato il loro "manifesto per le giovani generazioni" e le loro proposte per il paese. All'assemblea presenti anche il presidente del partito democratico Matteo Orfini e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
Zunino aggiunge: "Noi oggi ci siamo incontrati per dire con forza che la solitudine nella quale versano i ragazzi di oggi si combatte ascoltando il disagio, sapendolo interpretare e soprattutto cercando di capire i temi cardine della società. Secondo noi il tema è semplice: lavoro! lavoro! lavoro!. Tra tutte le proposte presenti nel documento, quattro solo le principali. La prima è la richiesta di una regolamentazione dei contratti a termine. Alleggerire il costo dei contratti a tempo indeterminato è senza ombra di dubbio, il primo passo da compiere, ma non basta. La principale innovazione del Jobs act, il famoso contratto "a tutele crescenti", non ha coinciso con quanto evocato in anni di dibattito politico post riforma Biagi sul riordino dei contratti di lavoro".
Il segretario dei giovani del Pd aggiunge: "Serve creare una manovra strutturale per cui chi assume a tempo indeterminato i giovani nei primi 3 anni possa pagare ancora meno, mentre chi vorrà utilizzare i contratti flessibili - magari reiterandoli e senza particolari esigenze aziendali - dovrà pagare molto di più. Vogliamo dare forza ulteriore al contratto a tempo indeterminato perché esso, oltre a essere la "forma comune" di rapporto, dovrà tornare a essere lo strumento principale - se non unico - di accesso stabile al mondo del lavoro".
Un'altra proposta riguarda una legge-quadro sui tirocini: troppo spesso i tirocini di tutti i tipi, da quelli curriculari a quelli per le professioni, vengono utilizzati non come momento di reale formazione, ma come una forma di contratto a basso costo se non addirittura completamente gratuito. Il tutto a discapito di una generazione che si vede rallenatata non solo nell'ingresso al mondo del lavoro, ma nella possibilità di costruirsi una vita indipendente e autonoma.
E ancora, l'idea dei giovani piddini è quella di equiparare la durata del congedo di paternità obbligatorio a quello di maternità. Oggi ogni donna prende 5 mesi di congedo se ha un figlio, gli ultimi due mesi di gravidanza e i primi tre mesi di vita del bambino per l'allattamento". Zunino sottolinea che "questo comporta la maggior propensione da parte delle aziende all'assunzione di uomini e rendendo il tasso di occupazione femminile tra gli ultimi in Europa. E a questo si aggiunge il fenomeno delle dimissioni in bianco. Crediamo che per avere la parità lavorativa sia innanzitutto necessario sfatare il mito per cui la gestione e la cura dei figli sia una cosa che spetti esclusivamente alla madre e crediamo che sia necessario equiparare il congedo di paternità che, ad oggi, è di soli 4 giorni".
Infine si parla di welfare studentesco. L'Italia è al penultimo posto in Europa per numero di laureati. "Dobbiamo raggiungere l'obiettivo di rendere l'Italia un paese dove l'università sia economicamente più accessibile, una legge quadro sul welfare studentesco che abbia come obiettivo quello di tutelare la condizione di studente da nord a sud a supporto degli interventi regionali sul diritto allo studio " e che soprattutto dia la possibilità concreta agli studenti di costruire il loro futuro".
Così il segretario dei giovani democratici Mattia Zunino, in conclusione dell'iniziativa promossa dai giovani del pd "Futuro ad ogni costo" durante la quale hanno presentato il loro "manifesto per le giovani generazioni" e le loro proposte per il paese. All'assemblea presenti anche il presidente del partito democratico Matteo Orfini e il governatore del Lazio Nicola Zingaretti.
Zunino aggiunge: "Noi oggi ci siamo incontrati per dire con forza che la solitudine nella quale versano i ragazzi di oggi si combatte ascoltando il disagio, sapendolo interpretare e soprattutto cercando di capire i temi cardine della società. Secondo noi il tema è semplice: lavoro! lavoro! lavoro!. Tra tutte le proposte presenti nel documento, quattro solo le principali. La prima è la richiesta di una regolamentazione dei contratti a termine. Alleggerire il costo dei contratti a tempo indeterminato è senza ombra di dubbio, il primo passo da compiere, ma non basta. La principale innovazione del Jobs act, il famoso contratto "a tutele crescenti", non ha coinciso con quanto evocato in anni di dibattito politico post riforma Biagi sul riordino dei contratti di lavoro".
Il segretario dei giovani del Pd aggiunge: "Serve creare una manovra strutturale per cui chi assume a tempo indeterminato i giovani nei primi 3 anni possa pagare ancora meno, mentre chi vorrà utilizzare i contratti flessibili - magari reiterandoli e senza particolari esigenze aziendali - dovrà pagare molto di più. Vogliamo dare forza ulteriore al contratto a tempo indeterminato perché esso, oltre a essere la "forma comune" di rapporto, dovrà tornare a essere lo strumento principale - se non unico - di accesso stabile al mondo del lavoro".
Un'altra proposta riguarda una legge-quadro sui tirocini: troppo spesso i tirocini di tutti i tipi, da quelli curriculari a quelli per le professioni, vengono utilizzati non come momento di reale formazione, ma come una forma di contratto a basso costo se non addirittura completamente gratuito. Il tutto a discapito di una generazione che si vede rallenatata non solo nell'ingresso al mondo del lavoro, ma nella possibilità di costruirsi una vita indipendente e autonoma.
E ancora, l'idea dei giovani piddini è quella di equiparare la durata del congedo di paternità obbligatorio a quello di maternità. Oggi ogni donna prende 5 mesi di congedo se ha un figlio, gli ultimi due mesi di gravidanza e i primi tre mesi di vita del bambino per l'allattamento". Zunino sottolinea che "questo comporta la maggior propensione da parte delle aziende all'assunzione di uomini e rendendo il tasso di occupazione femminile tra gli ultimi in Europa. E a questo si aggiunge il fenomeno delle dimissioni in bianco. Crediamo che per avere la parità lavorativa sia innanzitutto necessario sfatare il mito per cui la gestione e la cura dei figli sia una cosa che spetti esclusivamente alla madre e crediamo che sia necessario equiparare il congedo di paternità che, ad oggi, è di soli 4 giorni".
Infine si parla di welfare studentesco. L'Italia è al penultimo posto in Europa per numero di laureati. "Dobbiamo raggiungere l'obiettivo di rendere l'Italia un paese dove l'università sia economicamente più accessibile, una legge quadro sul welfare studentesco che abbia come obiettivo quello di tutelare la condizione di studente da nord a sud a supporto degli interventi regionali sul diritto allo studio " e che soprattutto dia la possibilità concreta agli studenti di costruire il loro futuro".