Olbia, una scuola intitolata alla madre dell'emiro. La città insorge e il sindaco silenzia la protesta
di MAURO LISSIALa testata di informazione locale Olbia.it è stata esclusa dalla mailing list ufficiale dell'amministrazione per aver sottoposto a consultazione popolare la proposta di Settimo Nizzi, primo cittadino del capoluogo gallurese, di intitolare una scuola elementare, ricostruita dopo l'alluvione del 18 novembre 2013 alla genitrice dell'emiro del Quatar, considerato un "benefattore"
CAGLIARI - Per l'ordine e per il sindacato dei giornalisti sardi è già l'editto di Pittulongu, dal nome della più popolare spiaggia di Olbia. Ma per il sindaco della città gallurese Settimo Nizzi, rieletto con Forza Italia dopo una parentesi da parlamentare, il diktat imposto agli uffici comunali di interrompere qualsiasi rapporto col sito d'informazione locale Olbia.it si è trasformato in un boomerang politico dagli sviluppi imprevedibili.
Uomo risoluto e dai modi spicci, Nizzi ha deciso di punire i cronisti online perché rei di aver sottoposto a sondaggio fra i lettori la sua proposta di intitolare la Maria Rocca, una scuola elementare ricostruita dopo l'alluvione del 18 novembre 2013, alla madre dell'Emiro del Qatar, Al Thani. Non alle dieci vittime della sciagura, non ai privati che hanno finanziato il progetto, ma alla genitrice di quello che il sindaco considera un benefattore della Gallura per aver investito milioni…
Uomo risoluto e dai modi spicci, Nizzi ha deciso di punire i cronisti online perché rei di aver sottoposto a sondaggio fra i lettori la sua proposta di intitolare la Maria Rocca, una scuola elementare ricostruita dopo l'alluvione del 18 novembre 2013, alla madre dell'Emiro del Qatar, Al Thani. Non alle dieci vittime della sciagura, non ai privati che hanno finanziato il progetto, ma alla genitrice di quello che il sindaco considera un benefattore della Gallura per aver investito milioni…
CAGLIARI - Per l'ordine e per il sindacato dei giornalisti sardi è già l'editto di Pittulongu, dal nome della più popolare spiaggia di Olbia. Ma per il sindaco della città gallurese Settimo Nizzi, rieletto con Forza Italia dopo una parentesi da parlamentare, il diktat imposto agli uffici comunali di interrompere qualsiasi rapporto col sito d'informazione locale Olbia.it si è trasformato in un boomerang politico dagli sviluppi imprevedibili.
Uomo risoluto e dai modi spicci, Nizzi ha deciso di punire i cronisti online perché rei di aver sottoposto a sondaggio fra i lettori la sua proposta di intitolare la Maria Rocca, una scuola elementare ricostruita dopo l'alluvione del 18 novembre 2013, alla madre dell'Emiro del Qatar, Al Thani. Non alle dieci vittime della sciagura, non ai privati che hanno finanziato il progetto, ma alla genitrice di quello che il sindaco considera un benefattore della Gallura per aver investito milioni di petroldollari sul futuro ospedale Mater Olbia, sulla compagnia aerea Meridiana divenuta Airitaly e soprattutto sui doratissimi hotel della Costa Smeralda, che un generoso disegno di legge della Regione Sarda vorrebbe rendere molto più grandi, con conseguente offesa del paesaggio costiero.
Per proporre l'idea il vulcanico Nizzi aveva scelto l'incontro con l'ambasciatore dello Stato qatariota, Abdulaziz bin Ahmed Al Malki: "Vogliamo intitolare la nuova scuola di via Vicenza a Sheikha Mozah bint Nasser al-Missned, la madre dell'Emiro del Qatar. La scuola - aveva aggiunto Nizzi - rappresenta un momento doloroso per la città, è stata ricostruita dopo l'alluvione con i fondi raccolti da banche, giornali e associazioni di categoria. Ora aspettiamo di sapere se la madre dell'Emiro accetterà e quando potrà venire in occasione dell'intitolazione del nuovo istituto".
La vicenda si sarebbe probabilmente esaurita qui se i cronisti di Olbia.it, riferita correttamente la notizia, non avessero pensato di sottoporre la pensata del sindaco ai lettori, per verificarne il gradimento. Con esiti disastrosi: su tremila votanti il 96% si è dichiarato contrario, il 4% a favore. Nizzi non l'ha presa bene e nel giro di poche ore ha emesso quello che l'Assostampa ha definito ironicamente un editto. Nizzi come Richard Nixon contro il Post ma in versione paesana: via la testata online dalla mailing list del Comune, niente più contatti con Olbia.it. A parte le reazioni sui social, la gran parte irriferibili, i consiglieri dell'opposizione si sono presentati in aula imbavagliati. Ma sono stati soprattutto i giornalisti a richiamare il sindaco alla ragionevolezza.
Ora si tratta di capire se Nizzi gradirà il tono scanzonato della nota diffusa l'altra sera e ritornerà su una decisione considerata a dir poco impopolare: "Consapevole come ogni buon liberale che la libertà di stampa è una risorsa preziosa, il sindaco di Olbia continua a razionarla. È così che in questi giorni, nell'ambito di una oculata campagna di risparmio sui diritti civili, ha deciso che la testata Olbia.it non riceverà più notizie e comunicati dal Comune. Nel ricordare al sindaco che il territorio comunale non è sottratto alle regole democratiche che vigono nel resto della Repubblica - va avanti la nota - l'Assostampa sarda e l'Ordine dei giornalisti della Sardegna condannano con fermezza questa discriminazione inaccettabile, invitano calorosamente tutti i giornalisti galluresi a solidarizzare con i colleghi inoltrando loro notiziari e informative di provenienza municipale e annunciano che saranno accanto alle vittime dell'editto di Pittulongu con ogni iniziativa - legale, sindacale e istituzionale - utile a contrastare questo gesto di arroganza".
Uomo risoluto e dai modi spicci, Nizzi ha deciso di punire i cronisti online perché rei di aver sottoposto a sondaggio fra i lettori la sua proposta di intitolare la Maria Rocca, una scuola elementare ricostruita dopo l'alluvione del 18 novembre 2013, alla madre dell'Emiro del Qatar, Al Thani. Non alle dieci vittime della sciagura, non ai privati che hanno finanziato il progetto, ma alla genitrice di quello che il sindaco considera un benefattore della Gallura per aver investito milioni di petroldollari sul futuro ospedale Mater Olbia, sulla compagnia aerea Meridiana divenuta Airitaly e soprattutto sui doratissimi hotel della Costa Smeralda, che un generoso disegno di legge della Regione Sarda vorrebbe rendere molto più grandi, con conseguente offesa del paesaggio costiero.
Per proporre l'idea il vulcanico Nizzi aveva scelto l'incontro con l'ambasciatore dello Stato qatariota, Abdulaziz bin Ahmed Al Malki: "Vogliamo intitolare la nuova scuola di via Vicenza a Sheikha Mozah bint Nasser al-Missned, la madre dell'Emiro del Qatar. La scuola - aveva aggiunto Nizzi - rappresenta un momento doloroso per la città, è stata ricostruita dopo l'alluvione con i fondi raccolti da banche, giornali e associazioni di categoria. Ora aspettiamo di sapere se la madre dell'Emiro accetterà e quando potrà venire in occasione dell'intitolazione del nuovo istituto".
La vicenda si sarebbe probabilmente esaurita qui se i cronisti di Olbia.it, riferita correttamente la notizia, non avessero pensato di sottoporre la pensata del sindaco ai lettori, per verificarne il gradimento. Con esiti disastrosi: su tremila votanti il 96% si è dichiarato contrario, il 4% a favore. Nizzi non l'ha presa bene e nel giro di poche ore ha emesso quello che l'Assostampa ha definito ironicamente un editto. Nizzi come Richard Nixon contro il Post ma in versione paesana: via la testata online dalla mailing list del Comune, niente più contatti con Olbia.it. A parte le reazioni sui social, la gran parte irriferibili, i consiglieri dell'opposizione si sono presentati in aula imbavagliati. Ma sono stati soprattutto i giornalisti a richiamare il sindaco alla ragionevolezza.
Ora si tratta di capire se Nizzi gradirà il tono scanzonato della nota diffusa l'altra sera e ritornerà su una decisione considerata a dir poco impopolare: "Consapevole come ogni buon liberale che la libertà di stampa è una risorsa preziosa, il sindaco di Olbia continua a razionarla. È così che in questi giorni, nell'ambito di una oculata campagna di risparmio sui diritti civili, ha deciso che la testata Olbia.it non riceverà più notizie e comunicati dal Comune. Nel ricordare al sindaco che il territorio comunale non è sottratto alle regole democratiche che vigono nel resto della Repubblica - va avanti la nota - l'Assostampa sarda e l'Ordine dei giornalisti della Sardegna condannano con fermezza questa discriminazione inaccettabile, invitano calorosamente tutti i giornalisti galluresi a solidarizzare con i colleghi inoltrando loro notiziari e informative di provenienza municipale e annunciano che saranno accanto alle vittime dell'editto di Pittulongu con ogni iniziativa - legale, sindacale e istituzionale - utile a contrastare questo gesto di arroganza".