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Puglia alle urne: M5S con professori e società civile per battere gli altri

Resta favorita la coalizione di Berlusconi ma aumentano i simpatizzanti del Movimento soprattutto tra i delusi della sinistra. Che paga le sue divisioni
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Le avvisaglie della tempesta perfetta sono nelle parole di Austacio Busto: "Sono di sinistra e sono sempre stato di sinistra. Abbiamo fatto un lungo percorso per arrivare al Partito democratico unendo tutte le forze, ma ora mi vedo proporre candidati che arrivano dalla destra. Mi creda, non le nascondo che ho il rigetto". Il rigetto, proprio così dice.

Busto è assessore al Comune di Acquaviva delle Fonti, un centro di 22 mila abitanti, a mezz'ora da Bari. Ma, più che un assessore, è da queste parti il simbolo della lotta alla corruzione. Grazie a lui è stato scoperchiato lo scandalo della cosiddetta Tangentopoli della Murgia, dov'era parte in causa anche uno dei massimi dirigenti locali del Pd, poi estromesso. E oggi allarga le braccia: "Conosco tanti che non ne possono più. Mi fermano per strada, non sanno se votare per Leu o addirittura per M5S. Saranno pure ignoranti, ma dicono che se può servire alla catarsi …
Le avvisaglie della tempesta perfetta sono nelle parole di Austacio Busto: "Sono di sinistra e sono sempre stato di sinistra. Abbiamo fatto un lungo percorso per arrivare al Partito democratico unendo tutte le forze, ma ora mi vedo proporre candidati che arrivano dalla destra. Mi creda, non le nascondo che ho il rigetto". Il rigetto, proprio così dice.

Busto è assessore al Comune di Acquaviva delle Fonti, un centro di 22 mila abitanti, a mezz'ora da Bari. Ma, più che un assessore, è da queste parti il simbolo della lotta alla corruzione. Grazie a lui è stato scoperchiato lo scandalo della cosiddetta Tangentopoli della Murgia, dov'era parte in causa anche uno dei massimi dirigenti locali del Pd, poi estromesso. E oggi allarga le braccia: "Conosco tanti che non ne possono più. Mi fermano per strada, non sanno se votare per Leu o addirittura per M5S. Saranno pure ignoranti, ma dicono che se può servire alla catarsi della politica, ben vengano pure loro. Francamente è complicato dargli torto. Per trent'anni si sono turati il naso, adesso non ce la fanno più".
Sono arrivati pian piano, i grillini. A Santeramo in Colle, 26 mila abitanti nella stessa provincia di Bari, c'è il quartier generale della Natuzzi e lì la crisi ha colpito duro. Senza risparmiare neppure il Pd. Adesso c'è un sindaco a 5 stelle. Si chiama Fabrizio Baldassarre e ha sostituito il dem Michele D'Ambrosio, saltato anche per beghe interne al partito. Il contrario rispetto allo stereotipo del grillismo duro e puro, fatto di presunzione e approssimazione imbevuta di blog e wikipedismo: è un economista. Come è il contrario anche il candidato del M5s all'uninominale, il professor Nunzio Angiola. Il quale non considera affatto sorprendente la propria scelta: "Noi professori universitari abbiamo sempre affollato gli scranni del parlamento. Penso che sia arrivato il momento di mettersi a disposizione delle idee che rappresenta il Movimento. Lo sa che cosa mi hanno detto alcuni colleghi il 29 gennaio, quando è stata presentata ufficialmente la mia candidatura? Che se lo avessero saputo prima, l'avrebbero fatto anche loro".

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Il M5S è agguerrito, la sinistra è spaesata e la Lega vuole contribuire a darle il colpo di grazia. A Santeramo ci ha messo la faccia perfino Matteo Salvini. E nello schieramento del centrodestra anche qui c'è chi fa a gara per salire sul Carroccio: come ha già fatto uno degli uomini di Raffaele Fitto, Trifone Altieri da Conversano, provincia di Bari. Per il resto, non si va oltre il riciclaggio di vecchie figure. Ad Acquaviva delle Fonti, dove il 2018 è anche l'anno del rinnovo del consiglio comunale, ecco di nuovo l'ex sindaco forzista Francesco Pistilli. Intanto il Partito democratico è impegnato in uno sforzo titanico per mettere bene in evidenza tutte le crepe. Il tesseramento telematico di tre anni fa ha portato con sé una valanga di tessere per irrobustire una certa dirigenza del Pd locale ai tempi di quella piccola Tangentopoli. E le ferite sono ancora aperte. Lo dimostra la spaccatura nel partito, dove un pezzo significativo non nasconde di non avere più un grande feeling con la giunta civica nata con l'appoggio dello stesso Pd (!). Capita così che la desertificazione politica apra spazi sempre più grandi a chi, come in Campania, non vede l'ora di rovesciare il tavolo. Al punto da incontrare per la strada persone come quell'ex carabiniere che confida di aver fatto parte della scorta di Silvio Berlusconi e oggi non ha remore a dichiarare che voterà anche lui per i grillini. Perché, dice, "non ci sono alternative". E ti viene da pensare che vent'anni fa avrebbe messo senza dubbio alcuno la croce sul simbolo dell'ex Cavaliere. Ma tant'è.
Lo stesso sindaco di Acquaviva Davide Carlucci, una vecchia conoscenza dei lettori di Repubblica, giornale sul quale scriveva fino a cinque anni fa, ammette che sì, nel giro grillino c'è perfino qualcuno a cui non dispiacerebbe se si ripresentasse alle elezioni comunali sotto la bandiera del Movimento. Sicuri, come sono di fare il botto in Puglia, nonostante i sondaggi dicano centrodestra. I sondaggi, però, sono cosa assai diversa dagli umori del popolo: lo dice la folla senza precedenti che ha accolto il non candidato grillino Alessandro Di Battista ad Altamura. Acclamato come un oracolo.

E che la sinistra rischia grosso in Puglia lo sa anche il sindaco di Bari Antonio Decaro, che comunque ci tiene a ricordare di essere stato eletto "con il 66 per cento dei voti, con un Pd al 16 per cento". Pur essendo la Puglia, tiene a precisare, "una delle Regioni dove il centrodestra è più forte". Sarebbe la prova che si può recuperare: ma ci vorrebbe un fisico bestiale, e non è certo quello degli attuali leader della sinistra pugliese. L'uno contro l'altro armati. Massimo D'Alema sorride dai pochi tristi manifesti che colorano i freddi cartelloni per le vie di Lecce. Quanto al Pd, i più critici di Michele Emiliano sottolineano il suo ruolo nel reclutare nuovi fautori del Pd provenienti anche dallo schieramento avverso. Facendo storcere il naso a troppi. Decaro parla di casi isolati e, a proposito di Francesco Spina, ex sindaco di centrodestra di Bisceglie, ora candidato per il Pd a Giovinazzo, sottolinea che "sta ormai da tre anni con noi. Direi che non ha più bisogno di fare l'esame del sangue".
Ma è un fatto che figure vicine al sindaco Decaro e forse papabili per essere candidate con il Pd a Bari abbiano fatto scelte diverse. Scoraggiate o no, hanno preso un'altra strada. Michele Laforgia, avvocato e amico del sindaco, si candida con D'Alema. Paolo Lattanzio, esponente di Libera che d'intesa con il Comune di Decaro ha dato vita alla radio antimafia, è invece in lista con M5S. "Ormai la politica - argomenta sconsolato Filippo Giannuzzi, direttore della fondazione che porta il nome del socialista Giuseppe Di Vagno, assassinato a 32 anni dai fascisti - vive per mantenersi. Così le élite hanno perso il contatto con il territorio". E porta l'esempio di quello che è successo per le comunali di Conversano, roccaforte storicamente socialista, vinte dalla destra. Dove per il Pd correvano in tre: il primo si è candidato da solo per non fare le primarie; i restanti due si sono sfidati alle primarie ma il perdente non ha accettato il risultato. Miasmi, rancori e recriminazioni vagano dalla Capitanata al Salento. Con il risultato di alimentare ancora di più la voglia degli elettori di far saltare il banco. In una campagna elettorale muta e sorda.

"Adesso - spiega Decaro - è tutto diverso. I manifesti sono praticamente spariti, si punta sulla propaganda via social e si preferisce fare gli incontri, piuttosto che i comizi". Forse, si potrebbe aggiungere, per evitare le brutte figure delle piazze vuote... "È una campagna elettorale bruttissima, caratterizzata da una fortissima disaffezione e da una disillusione generale", ammette il sindaco di Lecce Carlo Salvemini. A sorpresa ha portato il Pd alla vittoria nelle comunali del 2017 in una città dove la destra è fortissima. Ma per un curioso scherzo del destino, caso rarissimo mai risolto dalla legge, si ritrova a essere un'anatra zoppa: sindaco di sinistra con una maggioranza di destra che non lo vuole far dimettere preferendo l'arrivo del commissario per tenere il Comune un anno a bagnomaria.
Come tanti anche lui, che ha avuto un nonno cugino del grande meridionalista Gaetano Salvemini, non crede ai calcoli elettorali: "I sondaggi che ho visto danno vincente il centrodestra, tuttavia credo che il M5S sia ampiamente sottostimato. Se il tavolo si dovesse rovesciare, andrebbe tutto a loro vantaggio. Se dovessimo affidarci alla ragion pura, dovremmo concludere che sarebbero fuori gioco. Dai pasticci ai vertici, fino alle prove negativa di gestione amministrativa, a Roma e credo anche a Torino. Passando per gli infortuni su certe candidature e la brutta vicenda dei rimborsi, che fra l'altro ha toccato metà degli eletti qui. Ma sembra che tutto questo non abbia alcun effetto...".

Nel 2013 la sola provincia di Lecce ha mandato in parlamento quattro grillini tra i quali Maurizio Buccarella, escluso dopo la storia dei rimborsi, e Barbara Lezzi, indicata anche lei dalle Iene fra i deputati inadempienti, ma non inclusa nella lista nera di Di Maio. Per dire come può cambiare una vita a 5 stelle, prima di essere eletta lavorava in un negozio del centro: nessuno ora si stupirebbe se avesse un incarico di governo.