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(ansa)

La piazza di Roma, uniti per un giorno: “Sciogliere le organizzazioni fasciste”

Da Renzi a Bersani in ventimila alla marcia dell'Anpi
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Ci sono Matteo Renzi che abbraccia il premier Paolo Gentiloni, ci sono Boldrini e Grasso, la Cgil e la Fiom, i pensionati, i partigiani, Don Ciotti e Libera, 23 organizzazioni sociali, sindacali, politiche. È la Roma del 24 febbraio, giorno della morte di Sandro Pertini, la Roma della sinistra divisa nelle urne e unitaria per un giorno. Per dire: "Mai più fascismi, mai più razzismi". Piove lungo tutto il corteo che da piazza della Repubblica marcia verso piazza del Popolo, al ritmo di Bella Ciao, versione Modena City Ramblers. Susanna Camusso, con un cappello rosso pompiere che la protegge dall'uragano, tiene lo striscione di prima fila accanto al collega Uil Carmine Barbagallo. Sfilano i gonfaloni di città medaglie d'oro, Roma in testa, senza la sindaca Raggi, assente giustificata per una missione in Messico. Cartelli scritti a penna che si stingono con la pioggia. Uno per tutti: "C'è solo una razza, quella umana". …
Ci sono Matteo Renzi che abbraccia il premier Paolo Gentiloni, ci sono Boldrini e Grasso, la Cgil e la Fiom, i pensionati, i partigiani, Don Ciotti e Libera, 23 organizzazioni sociali, sindacali, politiche. È la Roma del 24 febbraio, giorno della morte di Sandro Pertini, la Roma della sinistra divisa nelle urne e unitaria per un giorno. Per dire: "Mai più fascismi, mai più razzismi". Piove lungo tutto il corteo che da piazza della Repubblica marcia verso piazza del Popolo, al ritmo di Bella Ciao, versione Modena City Ramblers. Susanna Camusso, con un cappello rosso pompiere che la protegge dall'uragano, tiene lo striscione di prima fila accanto al collega Uil Carmine Barbagallo. Sfilano i gonfaloni di città medaglie d'oro, Roma in testa, senza la sindaca Raggi, assente giustificata per una missione in Messico. Cartelli scritti a penna che si stingono con la pioggia. Uno per tutti: "C'è solo una razza, quella umana".

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"Non importa quanti siamo", dice dal palco Carla Nespolo, presidente dell'Anpi, ma siamo in tanti. Centomila dicono gli organizzatori. Di sicuro in ventimila sono arrivati con 250 pullman e quattro treni speciali. Il clima è mesto per gli ultimi sondaggi. "Non avrei mai più pensato di dover venire a manifestare per ribadire l'antifascismo come valore fondante della nazione - dice Daniela Campitelli, insegnante in pensione di Pescara - Ma sono qui per mio padre, che non c'è più ed è stato internato in un campo di sterminio, e per i miei nipoti".

Walter Veltroni e sua moglie Flavia arrivano in motorino. "Walter ci manchi!", scandiscono i partigiani di Montefeltro. C'è Piero Fassino che passa a pochi metri dal scissionista Pietro Grasso, da Nicola Fratoianni. Manifestazione unitaria, si direbbe. Se non fosse che a marciare insieme sono avversari nelle urne e la destra, dall'altra parte, è una brutta destra. Bersani, imbarazzato a marciare con il Pd? "Tante volte sono andato in piazza con pezzi della Dc...".

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È un giorno di non belligeranza. "Una giornata bella e importante", per Matteo Renzi che si materializza solo in piazza del Popolo e non per molto. "Un bellissimo messaggio costituzionale", commenta Paolo Gentiloni, arrivato per primo in postazione. I due si abbracciano ad uso e consumo delle telecamere, incontrano i vertici Anpi, circondati da un folto gruppo di ministri, raccolti nel tranquillo retropalco: Madia, Pinotti, Martina, Orlando, Finocchiaro, Fedeli. "C'è tutto il Pd", azzarda Renzi. Vero, molto establishment. Però la folla dei manifestanti è più sindacato e associazionismo. C'erano molti più ragazzi a Macerata, alla manifestazione organizzata nonostante l'appello al silenzio del sindaco Pd Romano Carancini. "La città non si è ancora ripresa". dice Carancini a Veltroni. Carla Nespolo, introdotta da Giulio Scarpati, dice: "Vogliamo lo scioglimento immediato delle organizzazioni fasciste! Lo chiederemo al prossimo governo qualunque esso sia".