Date e procedure della prossima legislatura
Umberto Rosso , di UMBERTO ROSSOEcco le tappe del dopo voto: dalla prima riunione delle Camere al preincarico
•Primo atto
Il 23 marzo si apre la XVIII legislatura, con la prima riunione delle due Camere.
Si costituiscono i gruppi parlamentari e vengono eletti i capigruppo che guideranno le delegazioni dei partiti al Quirinale. Via allo scrutinio per i presidenti delle assemblee.
•Presidenti
Al Senato la fumata bianca può arrivare in tre giorni <TB>(dal quarto scrutinio in poi infatti si va al ballottaggio), a Montecitorio i tempi possono slittare (servono i due terzi per l’elezione e a seguire la maggioranza assoluta dei voti). Se nessuno schieramento ha i numeri, il presidente della Camera sarà giocoforza frutto di intese e di una maggioranza trasversale.
•Consultazioni al Colle
Prima di Pasqua, fra 29 e 30 marzo, se la partita non si incarta a Montecitorio, Mattarella apre le porte del Quirinale ai due nuovi presidenti delle Camere. Un incontro importante. Il “metodo” trovato per eleggerli può indicare al capo dello Stato una str…
Il 23 marzo si apre la XVIII legislatura, con la prima riunione delle due Camere.
Si costituiscono i gruppi parlamentari e vengono eletti i capigruppo che guideranno le delegazioni dei partiti al Quirinale. Via allo scrutinio per i presidenti delle assemblee.
•Presidenti
Al Senato la fumata bianca può arrivare in tre giorni <TB>(dal quarto scrutinio in poi infatti si va al ballottaggio), a Montecitorio i tempi possono slittare (servono i due terzi per l’elezione e a seguire la maggioranza assoluta dei voti). Se nessuno schieramento ha i numeri, il presidente della Camera sarà giocoforza frutto di intese e di una maggioranza trasversale.
•Consultazioni al Colle
Prima di Pasqua, fra 29 e 30 marzo, se la partita non si incarta a Montecitorio, Mattarella apre le porte del Quirinale ai due nuovi presidenti delle Camere. Un incontro importante. Il “metodo” trovato per eleggerli può indicare al capo dello Stato una str…
•Primo atto
Il 23 marzo si apre la XVIII legislatura, con la prima riunione delle due Camere.
Si costituiscono i gruppi parlamentari e vengono eletti i capigruppo che guideranno le delegazioni dei partiti al Quirinale. Via allo scrutinio per i presidenti delle assemblee.
•Presidenti
Al Senato la fumata bianca può arrivare in tre giorni <TB>(dal quarto scrutinio in poi infatti si va al ballottaggio), a Montecitorio i tempi possono slittare (servono i due terzi per l’elezione e a seguire la maggioranza assoluta dei voti). Se nessuno schieramento ha i numeri, il presidente della Camera sarà giocoforza frutto di intese e di una maggioranza trasversale.
•Consultazioni al Colle
Prima di Pasqua, fra 29 e 30 marzo, se la partita non si incarta a Montecitorio, Mattarella apre le porte del Quirinale ai due nuovi presidenti delle Camere. Un incontro importante. Il “metodo” trovato per eleggerli può indicare al capo dello Stato una strada da percorrere per una maggioranza.
•Delegazioni al Colle
Da 3 aprile, dopo il Lunedì dell’Angelo, la sfilata al Colle delle delegazioni dei partiti.
•Incarico esplorativo
Se dalle urne non uscirà un vincitore chiaro, la prima mossa del capo dello Stato sarebbe un “mandato esplorativo”. Ma a chi darlo?
I 5Stelle chiedono sia dato al primo partito, che sarà presumibilmente il loro. Berlusconi spera che tocchi alla prima coalizione. L’obiettivo di Renzi è che l’ “esplorazione” spetti al partito che ha più seggi. In questo scenario, però, il mandato non andrebbe a nessuno dei tre, bensì a una figura istituzionale, il presidente del Senato o della Camera. Che incontra i partiti e poi riferisce a Mattarella. L’“esploratore” non ha per definizione il compito di formare il governo.
•Preincarico
Questo è il passaggio più delicato. Sulla base del puzzle già messo insieme, Mattarella può affidare il “preincarico” a chi sembra presentare più chances per la maggioranza. Il “preincaricato” avrà i suoi contatti e poi tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva. Ma deve convincere Mattarella, che deve assegnargli un incarico pieno, sui numeri. Se no, avanti un altro. Come fece Napolitano con Bersani. Magari con un “mandato circoscritto”: governo di scopo per una nuova riforma elettorale e la legge di bilancio.
Il 23 marzo si apre la XVIII legislatura, con la prima riunione delle due Camere.
Si costituiscono i gruppi parlamentari e vengono eletti i capigruppo che guideranno le delegazioni dei partiti al Quirinale. Via allo scrutinio per i presidenti delle assemblee.
•Presidenti
Al Senato la fumata bianca può arrivare in tre giorni <TB>(dal quarto scrutinio in poi infatti si va al ballottaggio), a Montecitorio i tempi possono slittare (servono i due terzi per l’elezione e a seguire la maggioranza assoluta dei voti). Se nessuno schieramento ha i numeri, il presidente della Camera sarà giocoforza frutto di intese e di una maggioranza trasversale.
•Consultazioni al Colle
Prima di Pasqua, fra 29 e 30 marzo, se la partita non si incarta a Montecitorio, Mattarella apre le porte del Quirinale ai due nuovi presidenti delle Camere. Un incontro importante. Il “metodo” trovato per eleggerli può indicare al capo dello Stato una strada da percorrere per una maggioranza.
•Delegazioni al Colle
Da 3 aprile, dopo il Lunedì dell’Angelo, la sfilata al Colle delle delegazioni dei partiti.
•Incarico esplorativo
Se dalle urne non uscirà un vincitore chiaro, la prima mossa del capo dello Stato sarebbe un “mandato esplorativo”. Ma a chi darlo?
I 5Stelle chiedono sia dato al primo partito, che sarà presumibilmente il loro. Berlusconi spera che tocchi alla prima coalizione. L’obiettivo di Renzi è che l’ “esplorazione” spetti al partito che ha più seggi. In questo scenario, però, il mandato non andrebbe a nessuno dei tre, bensì a una figura istituzionale, il presidente del Senato o della Camera. Che incontra i partiti e poi riferisce a Mattarella. L’“esploratore” non ha per definizione il compito di formare il governo.
•Preincarico
Questo è il passaggio più delicato. Sulla base del puzzle già messo insieme, Mattarella può affidare il “preincarico” a chi sembra presentare più chances per la maggioranza. Il “preincaricato” avrà i suoi contatti e poi tornerà al Quirinale per sciogliere la riserva. Ma deve convincere Mattarella, che deve assegnargli un incarico pieno, sui numeri. Se no, avanti un altro. Come fece Napolitano con Bersani. Magari con un “mandato circoscritto”: governo di scopo per una nuova riforma elettorale e la legge di bilancio.