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Elezioni 2018: Di Maio già studia patti per il governo. Grillo: “Guai a fare inciuci”

Esultanza da stadio tra il candidato premier e Di Battista, che avvisa gli altri partiti: "Dovranno tutti venire a parlare con noi". Gli ostacoli per un'intesa con la Lega: molti eletti sono del Sud
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Nella stanzetta in cui si è chiuso con i fedelissimi, incollato agli schermi che snocciolano le proiezioni del voto, la gioia di Luigi Di Maio si fa incontenibile ed esplode in urla da stadio e abbracci impetuosi con Alessandro Di Battista. Le parole d'ordine, però, sono improntate alla cautela. "Dobbiamo muoverci con prudenza", dice il candidato premier. I 5 stelle sono galvanizzati da numeri che avevano visto arrivare, ma non vogliono fare passi falsi. Il capo politico detta la linea: "Stabilità, responsabilità e rispetto delle prerogative del capo dello Stato". Nulla deve turbare il rapporto instaurato col presidente. Ma su una cosa non c'è alcun dubbio: "Se i dati saranno confermati - dice Alessandro Di Battista - è un trionfo, un'apoteosi, tutti dovranno parlare con noi, e questa sarà la migliore garanzia per il popolo italiano". "Saremo il perno del nuovo Parlamento", gli fa eco,…
Nella stanzetta in cui si è chiuso con i fedelissimi, incollato agli schermi che snocciolano le proiezioni del voto, la gioia di Luigi Di Maio si fa incontenibile ed esplode in urla da stadio e abbracci impetuosi con Alessandro Di Battista. Le parole d'ordine, però, sono improntate alla cautela. "Dobbiamo muoverci con prudenza", dice il candidato premier. I 5 stelle sono galvanizzati da numeri che avevano visto arrivare, ma non vogliono fare passi falsi. Il capo politico detta la linea: "Stabilità, responsabilità e rispetto delle prerogative del capo dello Stato". Nulla deve turbare il rapporto instaurato col presidente. Ma su una cosa non c'è alcun dubbio: "Se i dati saranno confermati - dice Alessandro Di Battista - è un trionfo, un'apoteosi, tutti dovranno parlare con noi, e questa sarà la migliore garanzia per il popolo italiano". "Saremo il perno del nuovo Parlamento", gli fa eco, da Napoli, Roberto Fico.

Non è detto che questo significhi reclamare subito la presidenza di un ramo delle Camere. "Dipende dal tipo di accordo che troveremo", dicono nello staff di Di Maio. Potrebbe essere una casella da offrire in cambio dei voti per far partire il governo, anche se la prima ipotesi vedeva il tentativo di eleggere proprio Fico alla guida di Montecitorio e di coalizzare intorno a lui una maggioranza che guarda a sinistra: con una parte di Pd ("Emiliano è già pronto a sostenerci"), i Liberi e uguali di Pietro Grasso e forse Emma Bonino ("Storicamente i radicali sono pronti a ragionare sui programmi"). Ci sono piani B, però. Ed altri nomi da proporre per gli scranni più alti in caso di alleanze diverse: Danilo Toninelli, l'esperto di riforme tenuto fuori dal governo ombra, alla Camera. Emilio Carelli, l'ex direttore di SkyTg24 ormai accolto nel cerchio magico del capo politico, al Senato.
"Non staremo fermi - assicura Di Maio ai suoi - lavoreremo in modo da arrivare al primo atto della legislatura, l'elezione dei presidenti di Montecitorio e Palazzo Madama, con un accordo già pronto in base al quale il presidente Mattarella potrà fare le sue valutazioni".

Idealmente, le battaglie protezionistiche e antiausterità avvicinano Movimento e Lega. E i numeri potrebbero fare una maggioranza. Ma anche se la coalizione di centrodestra esplodesse, fare un accordo con Salvini non sarebbe facile. Perché la forza parlamentare grillina sarà quasi tutta a trazione meridionale. Il gruppo rischierebbe di esplodere: l'unica indicazione chiara data negli ultimi giorni da Roberto Fico (i cui fedelissimi entreranno tutti in Parlamento) è: "Mai con la Lega". E il post di Beppe Grillo, sabato, era in gran parte dedicato a dimostrare come quel partito abbia inquinato la politica italiana.

La scelta definitiva sarà fatta in base ai numeri reali. Quelli dei seggi, quelli che mostreranno quante teste servono per avere un accordo blindato. Intesa che potrebbe anche essere sottoposta al vaglio della rete, soprattutto se sarà necessario scambiare posti di governo e rinunciare a un pezzo della squadra annunciata giovedì. Il capo politico non ha preclusioni. I numeri dovrebbero rendere complicata, se non impossibile, qualunque formula di governo che non passi da un coinvoglimento M5S. Ieri notte, però, la telefonata di Grillo è stata chiara: "Siete stati bravissimi. Ora, attenti agli inciuci".