Elezioni 2018: Meloni paga la sfida tra Salvini e Berlusconi
Alessandra Longo
,
di ALESSANDRA LONGO
Dopo il selfie con Orbán e gli ultimi giorni di campagna elettorale il post della leader: "Ora a casa con mia figlia"
Aggiornato alle 1 minuti di lettura
Una donna tra due maschi alfa dominanti. Giorgia Meloni ha faticato non poco ad imporsi in mezzo alla sfida muscolare tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. E, alla fine, un prezzo sull'altare della lotta per il premierato nel centrodestra l'ha pagato. Non si commentano gli exit poll, una forbice che va dal 3,5 al 5,5, dalla sufficienza scarsa a una buona affermazione - è la linea ufficiale di Fratelli d'Italia - ma gira già una spiegazione per un possibile risultato deludente. Ed è proprio quella della radicalizzazione finale dello scontro tra i due alleati ingombranti. "Chi avrebbe votato per noi, condividendo il programma, può essersi spostato all'ultimo minuto sulla Lega o su Forza Italia per partecipare al sorpasso". E l'unica donna candidata premier (lo ha dovuto ribadire in ogni comizio che gareggiava pure lei) si è vista la gioiosa marcia sbarrata.
Il che non significa che il clima di partito sia cupo, anzi. La…
Una donna tra due maschi alfa dominanti. Giorgia Meloni ha faticato non poco ad imporsi in mezzo alla sfida muscolare tra Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. E, alla fine, un prezzo sull'altare della lotta per il premierato nel centrodestra l'ha pagato. Non si commentano gli exit poll, una forbice che va dal 3,5 al 5,5, dalla sufficienza scarsa a una buona affermazione - è la linea ufficiale di Fratelli d'Italia - ma gira già una spiegazione per un possibile risultato deludente. Ed è proprio quella della radicalizzazione finale dello scontro tra i due alleati ingombranti. "Chi avrebbe votato per noi, condividendo il programma, può essersi spostato all'ultimo minuto sulla Lega o su Forza Italia per partecipare al sorpasso". E l'unica donna candidata premier (lo ha dovuto ribadire in ogni comizio che gareggiava pure lei) si è vista la gioiosa marcia sbarrata.
Il che non significa che il clima di partito sia cupo, anzi. La soglia del 4 per cento potrebbe essere raggiunta agevolmente, dicono gli ultimi aggiornamenti. E non è poco, per Fratelli d'Italia. Alle Europee non andò così. Nella prima competizione, alle politiche del 2013, la neo formazione portò a casa 9 deputati e nessun senatore. Dunque "lento e graduale progresso" ed euforia - trattenuta - per la performance della coalizione del centrodestra.
Giorgia Meloni più di così non poteva fare. Si è persino alzata all'alba pochi giorni fa per farsi immortalare con Viktor Orbàn, il premier ungherese anti-immigrati. Si è spesa in infinite apparizioni televisive. "Siamo le scarpe di fango e le mani pulite. Siamo la destra autonoma, libera... e ieri un ultimo tweet: "Sorelle e Fratelli d'Italia, siete già andati a votare?". Un ultimo appello con la sua foto sorridente al seggio del Torrino, cappotto chiuso, occhiaie di chi ha quasi esaurito le energie. "Sono stanca, voglio solo dormire, stare con mia figlia, mangiare un piatto di pasta e bere un bicchiere di vino. È stata durissima".
Le agenzie straniere certificano nella notte la "svolta" italiana. Poche parole su Renzi in uscita dal cono di luce, citazione invece per il "Brothers of Italy party". Appeso per ore a quella forchetta crudele: 3, 5 o 5,5? Il primo dato da incassare deglutendo ma anche, con l'aria che tira per le formazioni minori, brindando allo scampato pericolo. Il 5, 5 sarebbe "una buona affermazione", azzardano al partito, e se si andasse al 6 addirittura "un'autostrada per il futuro" (ma non tira aria). Lei, Giorgia Meloni, sa già che tutti i riflettori ora sono puntati sul vero fratello d'Italia Salvini.