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Riccardo Magi: “Reddito di cittadinanza solo con la riforma del welfare”

Il segretario di Radicali italiani e deputato di Più Europa risponde alla proposta del M5S: "Rischio assistenzialismo se non si interviene sui centri per l'impiego e sulle forme esistenti di integrazione al reddito"
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Di quale reddito di cittadinanza parlano i 5 stelle? La misura universale vagheggiata da Grillo o quella che non tiene i giovani sul divano ipotizzata da Luigi Di Maio? Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani e deputato di Più Europa, fa una proposta al capo politico M5S: "Proviamo a portare questo tema della povertà e dello scivolamento verso la povertà, che riguarda più di 4 milioni e mezzo di persone, soprattutto giovani tra i 18 e i 40 anni, fuori dalle strumentalizzazioni e dalla propaganda".

Come si fa?
"Prima di tutto cercando di capire cosa intende il Movimento 5 stelle per reddito di cittadinanza. Parliamo della sparata di Grillo sul reddito per diritto di nascita o delle cose che nelle stesse ore diceva Di Maio a Confcommercio? Una forma flessibile di welfare che si adatta alla società del nostro tempo e ai cambiamenti nel mondo del lavoro, con la perdita di molti posti a causa della robotizzazione".

Ponia…
Di quale reddito di cittadinanza parlano i 5 stelle? La misura universale vagheggiata da Grillo o quella che non tiene i giovani sul divano ipotizzata da Luigi Di Maio? Riccardo Magi, segretario dei Radicali italiani e deputato di Più Europa, fa una proposta al capo politico M5S: "Proviamo a portare questo tema della povertà e dello scivolamento verso la povertà, che riguarda più di 4 milioni e mezzo di persone, soprattutto giovani tra i 18 e i 40 anni, fuori dalle strumentalizzazioni e dalla propaganda".

Come si fa?
"Prima di tutto cercando di capire cosa intende il Movimento 5 stelle per reddito di cittadinanza. Parliamo della sparata di Grillo sul reddito per diritto di nascita o delle cose che nelle stesse ore diceva Di Maio a Confcommercio? Una forma flessibile di welfare che si adatta alla società del nostro tempo e ai cambiamenti nel mondo del lavoro, con la perdita di molti posti a causa della robotizzazione".

Poniamo che si parli del modello Di Maio, e che a Grillo sia affidata solo l'utopia.
"Allora entriamo in un terreno su cui si può ragionare. Ma bisogna chiarire l'entità dell'intervento. Noi abbiamo una proposta che di suo supera i 10 miliardi di euro, quella del M5S si avvicina ai 15. L'unico modo per renderle sostenibili è quello di introdurre questo strumento nell'ambito di una riforma complessiva del welfare. Bisogna quindi toccare cose che oggi ci sono e che costano molto. E bisogna avere il coraggio di dirlo".

Quali?
"Ad esempio l'integrazione al trattamento minimo delle pensioni. E la pensione sociale. I 5 stelle sono disposti a cancellare questi strumenti, in modo che non ci siano sovrapposizioni col reddito di cittadinanza?".

Il criterio di cui parlano è quello di una cifra minima da raggiungere: 870 euro al mese a persona. Con gradazioni successive se si è in due o con figli.  
"Il criterio è lo stesso del nostro, la soglia di povertà. Ma ci sono altre questioni, come le indennità di accompagnamento, oggi molto utilizzate e non parametrate al reddito. I 5 stelle sono disposti a sostituire queste forme di sostegno oggi in vigore? Ultima grande questione: dicono che non si tratta di una misura di assistenzialismo, che alla terza chiamata dal centro per l'impiego il sussidio si perde, ma sanno cosa sono oggi i centri per l'impiego? Non arrivano neanche a fare il primo colloquio, altro che terzo. Se non si interviene su quelli è tutto inutile".

Di Maio ha detto in più occasioni che nella loro legge è prevista una riforma dei centri.
"Parla di metterci dei soldi, ma il punto non è quello. Il problema è che quei centri dipendono dalle regioni, funzionano tutti in modo diverso. Serve una riforma del titolo quinto che li riporti alla competenza statale. Per capire quanto sia cruciale, per il mercato del lavoro, basta pensare che in Italia sono 7500, in Germania 100mila, in Gran Bretagna 78mila, in Francia 50mila. Senza la riforma del titolo quinto - che io proporrò come mio primo atto in Parlamento - il reddito di cittadinanza di Di Maio si trasformerà in assistenzialismo puro".