Pd, Rosato: sul governo utile un referendum tra gli iscritti. Orfini: non serve. Martina: pronti all'opposizione
L'inventore del Rosatellum: "No ad accordo con il M5s". Il presidente dei dem: "Di responsabilità si muore". Il portavoce Pd a Circo Massimo: "Ritorno al voto? Non mi spaventa"
ROMA - "Non sono d'accordo a fare un governo con i 5 stelle, ma su decisioni importanti potrebbe essere utile una consultazione degli iscritti, anche sulla possibilità eventuale di fare un governo". Lo ha detto Ettore Rosato, capogruppo uscente del Pd alla Camera e inventore del Rosatellum, a 'Un giorno da Pecora'. Nel Pd continua lo scontro sotterraneo sulle strategie per il dopo voto. Con le divisioni che si celano dietro le sfumature. Interpellato su potenziali candidati alla presidenza del Senato e della Camera, Rosato dice di stimare Giorgetti della Lega, mentre sull'ex direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, neoletto M5S a Montecitorio, afferma: "Non lo conosco tranne che per la televisione, ma non possiamo essere pregiudizialmente contro".
Sul referendum un altro renziano, il presidente Matteo Orfini, la pensa diversamente: "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un ref…
Sul referendum un altro renziano, il presidente Matteo Orfini, la pensa diversamente: "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un ref…
ROMA - "Non sono d'accordo a fare un governo con i 5 stelle, ma su decisioni importanti potrebbe essere utile una consultazione degli iscritti, anche sulla possibilità eventuale di fare un governo". Lo ha detto Ettore Rosato, capogruppo uscente del Pd alla Camera e inventore del Rosatellum, a 'Un giorno da Pecora'. Nel Pd continua lo scontro sotterraneo sulle strategie per il dopo voto. Con le divisioni che si celano dietro le sfumature. Interpellato su potenziali candidati alla presidenza del Senato e della Camera, Rosato dice di stimare Giorgetti della Lega, mentre sull'ex direttore di Sky Tg24 Emilio Carelli, neoletto M5S a Montecitorio, afferma: "Non lo conosco tranne che per la televisione, ma non possiamo essere pregiudizialmente contro".
Sul referendum un altro renziano, il presidente Matteo Orfini, la pensa diversamente: "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un referendum tra gli iscritti. Non è mai successo nella storia del partito. Se dovesse essere necessario, si potrebbe fare. Io onestamente non credo ce ne sia la necessità in questo caso". Poi chiude nettamente a qualsiasi spiraglio di intesa: "Non ci interessa minimamente. Noi stiamo all'opposizione, vogliamo starci e ci staremo. Con il Movimento 5 Stelle non c'entriamo nulla". Poi ironizza: "E' come se a quello che ti ha rubato la fidanzata chiedi di andare a vivere con loro. Possiamo fare un'orgia e andare con tutti, ma mi pare un'idea strampalata. Quando sento la parola responsabilità mi preoccupo perchè se non avessimo sostenuto così a lungo il governo Monti avremmo evitato alcuni danni al Paese".
Sulla linea dell'opposizione anche il segretario reggente, Maurizio Martina: "Il Pd deve far tesoro del passaggio che sta vivendo, sapendo che il 4 marzo siamo stati sconfitti. Bisogna prepararsi bene a un'attività di minoranza che vuole contribuire dall'opposizione". E ancora: "Mi pare che l'atteggiamento di chi ha vinto sia ancora da campagna elettorale. Sappiano che la campagna elettorale è finita e che il Paese ha bisogno di risposte e non accetterà balletti, tatticismi esasperati come quelli che stiamo vedendo, in queste ore, da parte di chi ha vinto. Dobbiamo sfidarli sul terreno della serietà, delle proposte concrete. La prima proposta che il Pd farà in Parlamento è sull'assegno universale per le famiglie con figli".Anche Matteo Richetti, portavoce del nuovo Pd "plurale", a Circo Massimo su Radio Capital esclude la possibilità di un'apertura ai cinquestelle: "Io penso che sull'Aventino il Pd non ci sia mai salito" ma "la partecipazione a un governo Di Maio è da escludere. Bisogna capire se la proposta sul tavolo è un governo Di Maio con quei ministri e un programma che fatico a comprenderlo, e allora siamo molto lontani, o se si tratta di qualcosa di diverso".
Viceversa per Richetti i dem potrebbero valutare l'ipotesi di partecipare a un "governo di tutti, o di scopo, come lo si voglia chiamare". Ma dubita che "Lega e M5s ci staranno". E non si dice spaventato da un eventuale ritorno al voto.
Sul referendum un altro renziano, il presidente Matteo Orfini, la pensa diversamente: "E' previsto dal nostro statuto che su alcune questioni di grande importanza possa svolgersi un referendum tra gli iscritti. Non è mai successo nella storia del partito. Se dovesse essere necessario, si potrebbe fare. Io onestamente non credo ce ne sia la necessità in questo caso". Poi chiude nettamente a qualsiasi spiraglio di intesa: "Non ci interessa minimamente. Noi stiamo all'opposizione, vogliamo starci e ci staremo. Con il Movimento 5 Stelle non c'entriamo nulla". Poi ironizza: "E' come se a quello che ti ha rubato la fidanzata chiedi di andare a vivere con loro. Possiamo fare un'orgia e andare con tutti, ma mi pare un'idea strampalata. Quando sento la parola responsabilità mi preoccupo perchè se non avessimo sostenuto così a lungo il governo Monti avremmo evitato alcuni danni al Paese".
Sulla linea dell'opposizione anche il segretario reggente, Maurizio Martina: "Il Pd deve far tesoro del passaggio che sta vivendo, sapendo che il 4 marzo siamo stati sconfitti. Bisogna prepararsi bene a un'attività di minoranza che vuole contribuire dall'opposizione". E ancora: "Mi pare che l'atteggiamento di chi ha vinto sia ancora da campagna elettorale. Sappiano che la campagna elettorale è finita e che il Paese ha bisogno di risposte e non accetterà balletti, tatticismi esasperati come quelli che stiamo vedendo, in queste ore, da parte di chi ha vinto. Dobbiamo sfidarli sul terreno della serietà, delle proposte concrete. La prima proposta che il Pd farà in Parlamento è sull'assegno universale per le famiglie con figli".Anche Matteo Richetti, portavoce del nuovo Pd "plurale", a Circo Massimo su Radio Capital esclude la possibilità di un'apertura ai cinquestelle: "Io penso che sull'Aventino il Pd non ci sia mai salito" ma "la partecipazione a un governo Di Maio è da escludere. Bisogna capire se la proposta sul tavolo è un governo Di Maio con quei ministri e un programma che fatico a comprenderlo, e allora siamo molto lontani, o se si tratta di qualcosa di diverso".
Viceversa per Richetti i dem potrebbero valutare l'ipotesi di partecipare a un "governo di tutti, o di scopo, come lo si voglia chiamare". Ma dubita che "Lega e M5s ci staranno". E non si dice spaventato da un eventuale ritorno al voto.