L’incredibile flipper dei seggi: il caos degli eletti a 24 ore dall’avvio
Silvio Buzzanca , di SILVIO BUZZANCARipescaggi, posti vacanti o contesi, ricorsi in arrivo. Per effetto del Rosatellum e degli errori umani la composizione delle Camere è un cantiere aperto
Le aule di Camera e Senato apriranno domani mattina per dare il via alla XVIII legislatura. Ma i funzionari non sono ancora in grado di indicare la composizione delle nuove Camere e lo potranno fare solo quando tutti i proclamati si presenteranno per prendere possesso del loro posto. All'appello mancherebbero ancora una decina di nomi. Al netto di ricorsi e diatribe ancora in corso e dei probabili ricorsi alla Giunta per le elezioni. Un piccolo terremoto dovuto ai complicati meccanismi del Rosatellum, dell'incrocio fra uninominale e proporzionale, dell'effetto "flipper" e di errori umani nel trascrivere i numeri.
Problemi che hanno innescato una sorta di valzer del seggio iniziato il 16 marzo. La Corte di Appello di Catanzaro riconta i voti del collegio Calabria Sud e comunica che il seggio, attribuito in un primo momento alla forzista Maria Tripodi, deve essere invece appannaggio di Fausto Orsomarso, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Orsomarso fes…
Problemi che hanno innescato una sorta di valzer del seggio iniziato il 16 marzo. La Corte di Appello di Catanzaro riconta i voti del collegio Calabria Sud e comunica che il seggio, attribuito in un primo momento alla forzista Maria Tripodi, deve essere invece appannaggio di Fausto Orsomarso, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Orsomarso fes…
Le aule di Camera e Senato apriranno domani mattina per dare il via alla XVIII legislatura. Ma i funzionari non sono ancora in grado di indicare la composizione delle nuove Camere e lo potranno fare solo quando tutti i proclamati si presenteranno per prendere possesso del loro posto. All'appello mancherebbero ancora una decina di nomi. Al netto di ricorsi e diatribe ancora in corso e dei probabili ricorsi alla Giunta per le elezioni. Un piccolo terremoto dovuto ai complicati meccanismi del Rosatellum, dell'incrocio fra uninominale e proporzionale, dell'effetto "flipper" e di errori umani nel trascrivere i numeri.
Problemi che hanno innescato una sorta di valzer del seggio iniziato il 16 marzo. La Corte di Appello di Catanzaro riconta i voti del collegio Calabria Sud e comunica che il seggio, attribuito in un primo momento alla forzista Maria Tripodi, deve essere invece appannaggio di Fausto Orsomarso, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Orsomarso festeggia, si fa un bel selfie a Montecitorio, ringrazia a destra e a manca, cita Mandela: "A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato". A turbare i sogni ci pensano però i forzisti che a perdere quel seggio non ci stanno. L'ufficio della Cassazione riconta i voti è scopre un errore di 4 mila voti a favore di FdI. Quindi Orsomarso resta a casa e a Montecitorio va la Tripodi. Da qui parte una valanga che coinvolge mezza Italia.
Perché, spiega la Cassazione, il computo finale dei seggi a livello nazionale non cambia. Dunque, Fratelli d'Italia ha diritto a una compensazione. Che cercando cercando si trova in Veneto dove si parla di "miracolo calabro": viene ripescato, a rischio di infarto, il meloniano Luca De Carlo rimasto fuori al primo giro. Il seggio però lo perde la Lega che ha diritto alla sua compensazione in Trentino Alto Adige. Ne fa le spese la forzista Michaela Biancofiore: deve lasciare lo scranno alla leghista Stefania Segnana. La giostra infernale non si ferma. La Biancofiore aveva un paracadute proporzionale in Emilia Romagna. E quindi si riprende il seggio a scapito della compagna di partito Francesca Gambarini.
In Campania Peppe De Cristofaro, Leu, lamenta macroscopici errori nelle trascrizioni dei voti che lo hanno lasciato a terra a favore della forzista Giosy Romano. Problemi anche a Torino, collegio Le Vallette, dove la dem Paola Bragantini, deputata uscente, ha perso per soli 159 voti lo scontro uninominale con Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia. In Sicilia i grillini hanno fatto man bassa di seggi. Ma, visto che la legge prevede liste corte, non hanno 25 nomi per coprire i seggi conquistati. Si fermano a 24 e gli manca un senatore. Subito hanno proposto di andarlo a cercare in altre regioni. Ma Forza Italia si oppone: rivendica il posto per il loro candidato Bruno Alicata.
Non è finita. Orsomarso, infatti, come detto, è consigliere regionale calabrese. E al momento della sua "falsa" elezione a deputato aveva lasciato il posto a Giacomo Mancini junior, balzato all'onore delle cronache per essersi candidato con il centrodestra alle regionali e con il Pd alle politiche. Dove è stato bocciato. Il rientro di Orsomarso, adesso lo lascia fuori anche dal Consiglio regionale.
Infine, la Corte di Appello di Roma, a quasi tre settimane dal voto, non ha ancora proclamato gli eletti e i radicali di +Europa sono pronti a presentare un ricorso. Contestano i criteri di assegnazione dei 10 seggi riservati alla lista vincente. Sarebbero 9 per il Pd: loro dicono che sono 6 e che un seggio spetta a loro.
Problemi che hanno innescato una sorta di valzer del seggio iniziato il 16 marzo. La Corte di Appello di Catanzaro riconta i voti del collegio Calabria Sud e comunica che il seggio, attribuito in un primo momento alla forzista Maria Tripodi, deve essere invece appannaggio di Fausto Orsomarso, consigliere regionale di Fratelli d'Italia. Orsomarso festeggia, si fa un bel selfie a Montecitorio, ringrazia a destra e a manca, cita Mandela: "A volte un vincitore è semplicemente un sognatore che non ha mai mollato". A turbare i sogni ci pensano però i forzisti che a perdere quel seggio non ci stanno. L'ufficio della Cassazione riconta i voti è scopre un errore di 4 mila voti a favore di FdI. Quindi Orsomarso resta a casa e a Montecitorio va la Tripodi. Da qui parte una valanga che coinvolge mezza Italia.
Perché, spiega la Cassazione, il computo finale dei seggi a livello nazionale non cambia. Dunque, Fratelli d'Italia ha diritto a una compensazione. Che cercando cercando si trova in Veneto dove si parla di "miracolo calabro": viene ripescato, a rischio di infarto, il meloniano Luca De Carlo rimasto fuori al primo giro. Il seggio però lo perde la Lega che ha diritto alla sua compensazione in Trentino Alto Adige. Ne fa le spese la forzista Michaela Biancofiore: deve lasciare lo scranno alla leghista Stefania Segnana. La giostra infernale non si ferma. La Biancofiore aveva un paracadute proporzionale in Emilia Romagna. E quindi si riprende il seggio a scapito della compagna di partito Francesca Gambarini.
In Campania Peppe De Cristofaro, Leu, lamenta macroscopici errori nelle trascrizioni dei voti che lo hanno lasciato a terra a favore della forzista Giosy Romano. Problemi anche a Torino, collegio Le Vallette, dove la dem Paola Bragantini, deputata uscente, ha perso per soli 159 voti lo scontro uninominale con Augusta Montaruli di Fratelli d'Italia. In Sicilia i grillini hanno fatto man bassa di seggi. Ma, visto che la legge prevede liste corte, non hanno 25 nomi per coprire i seggi conquistati. Si fermano a 24 e gli manca un senatore. Subito hanno proposto di andarlo a cercare in altre regioni. Ma Forza Italia si oppone: rivendica il posto per il loro candidato Bruno Alicata.
Non è finita. Orsomarso, infatti, come detto, è consigliere regionale calabrese. E al momento della sua "falsa" elezione a deputato aveva lasciato il posto a Giacomo Mancini junior, balzato all'onore delle cronache per essersi candidato con il centrodestra alle regionali e con il Pd alle politiche. Dove è stato bocciato. Il rientro di Orsomarso, adesso lo lascia fuori anche dal Consiglio regionale.
Infine, la Corte di Appello di Roma, a quasi tre settimane dal voto, non ha ancora proclamato gli eletti e i radicali di +Europa sono pronti a presentare un ricorso. Contestano i criteri di assegnazione dei 10 seggi riservati alla lista vincente. Sarebbero 9 per il Pd: loro dicono che sono 6 e che un seggio spetta a loro.