Renzi, primo giorno in Senato parlando di tennis e cinema
di GIOVANNA CASADIO
Renzi in Senato (agf)
L'ex premier ed ex segretario dem evita di rispondere alle domande sulla strategia politica. Parla diffusamente di quello che fa da quando è meno impegnato: sport, ma "anche il padre e altre cose"
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Non è una passione nuova, ma il tennis è un vecchio amore. Matteo Renzi nel giorno del suo debutto da senatore a Palazzo Madama dice che "giochicchia". Tutti i giorni? "No, faccio anche il padre e altre cose". Ma almeno una volta alla settimana il senatore Renzi ha intenzione di ritagliarsi un match. E tanto per restare in metafora tennistico-politica predice: "La prossima partita non dura cinque set, dura un punto". Un punto secco. E in questo c'è tutta la previsione della fragilità di questa diciottesima legislatura appena avviata.
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Il Renzi non più segretario dem con i cronisti parla estesamente di film - da Tre manifesti a EbbingMissouri a quello su Churchill - sviando le domande sulla strategia politica e le prossime mosse del Pd ma delle sfide di John McEnroe e di quel libro che gli regalò Alessia Ballini, l'amica assessora scomparsa a soli 41 anni. "Aveva messo una dedica: noi siamo quelli dalle sopracciglia arruffate...". Come McEnroe. Uno stile, una filosofia.
E ancora battute, con accanto Andrea Marcucci - il candidato capogruppo in pectore che Renzi vorrebbe ma un'altra parte del Pd no - e Davide Faraone. "Dopo il brillantissimo risultato avuto in Sicilia, Davide deve pagarci il caffè per tutta la legislatura...", ironizza. La Sicilia è andata male.
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