Crimi: “Non siamo più dei marziani, il governo ci spetta”
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREA"Il reddito di cittadinanza rimane un caposaldo, ma le forme di lotta alla povertà sono tante, compresa la riduzione delle tasse alle imprese"
Cinque anni fa Vito Crimi saliva al Colle per dire a Giorgio Napolitano che il Movimento 5 stelle non avrebbe mai fatto nessuna alleanza di governo. Ieri, il primo capogruppo M5S al Senato è stato nominato presidente della commissione speciale che sarà in carica fino alla formazione del nuovo esecutivo. "Allora la situazione era più complessa, eravamo alieni, marziani in Parlamento. Adesso in campo ci sono tre aree politiche mature. A partire dai temi, la situazione si sbloccherà".
Senatore Crimi, di cosa si occuperà la commissione?
"Dovrà affrontare il decreto legislativo sull'ordinamento penitenziario, un provvedimento criticato perché è stato varato quando la delega era ancora ampiamente aperta".
Alfonso Bonafede, il vostro ministro della Giustizia in pectore, lo ha definito "pericoloso".
"Dal mio punto di vista vararlo è stata una forzatura, ma da presidente farò sì…
Senatore Crimi, di cosa si occuperà la commissione?
"Dovrà affrontare il decreto legislativo sull'ordinamento penitenziario, un provvedimento criticato perché è stato varato quando la delega era ancora ampiamente aperta".
Alfonso Bonafede, il vostro ministro della Giustizia in pectore, lo ha definito "pericoloso".
"Dal mio punto di vista vararlo è stata una forzatura, ma da presidente farò sì…
Cinque anni fa Vito Crimi saliva al Colle per dire a Giorgio Napolitano che il Movimento 5 stelle non avrebbe mai fatto nessuna alleanza di governo. Ieri, il primo capogruppo M5S al Senato è stato nominato presidente della commissione speciale che sarà in carica fino alla formazione del nuovo esecutivo. "Allora la situazione era più complessa, eravamo alieni, marziani in Parlamento. Adesso in campo ci sono tre aree politiche mature. A partire dai temi, la situazione si sbloccherà".
Senatore Crimi, di cosa si occuperà la commissione?
"Dovrà affrontare il decreto legislativo sull'ordinamento penitenziario, un provvedimento criticato perché è stato varato quando la delega era ancora ampiamente aperta".
Alfonso Bonafede, il vostro ministro della Giustizia in pectore, lo ha definito "pericoloso".
"Dal mio punto di vista vararlo è stata una forzatura, ma da presidente farò sì che il parere della commissione sia il più possibile condiviso".
Poi c'è il Def. Che intenzioni avete?
"Dev'essere fatto con un punto di riferimento preciso: i cittadini. Mettendo in campo strategie politiche di riduzione della povertà. Ed evitando che scattino le clausole di salvaguardia".
Una misura chiesta anche dalla Lega.
"Chi è contro la neutralizzazione dell'aumento Iva?".
Il reddito di cittadinanza però conta parecchi contrari. È per questo che ora usate termini più generici?
"No, quello rimane un caposaldo e una priorità assoluta. Ma possono essere tante le forme di lotta alla povertà. Compresa la riduzione delle tasse alle imprese".
Il contratto di governo che chiedete sarà un compromesso: per questo le chiedo se potreste accontentarvi di qualcosa di meno.
"Quando scriveremo questo contratto vedremo. Noi abbiamo un programma chiaro, su quello siamo stati votati con la figura di un candidato premier e da lì partiamo. È chiaro che nel momento in cui dovremo confrontarci con altri, a causa di questa legge elettorale, nello scrivere questo contratto cercheremo di ottenere il più alto risultato possibile".
La commissione sarà un banco di prova di eventuali maggioranze?
"Per com'è composta e per il suo ruolo, non sarà un luogo in cui andare avanti a maggioranza".
Che senso ha dire o il Pd o la Lega? Due forze opposte. È come rifiutarsi di scegliere.
"I nostri elettori hanno votato un programma e una squadra di governo. Partiamo dal fatto che sono gli altri a dover scegliere di trovare insieme i temi da portare avanti. Qualcuno, purtroppo, ha già deciso".
Si riferisce al Pd?
"A Renzi".
Perché vi impuntate sul candidato premier? Lei lo sa che in un sistema proporzionale non ha senso dire che è stato votato.
"Ci siamo presentati agli italiani con un programma, un premier e una squadra. Ferme restando le prerogative del capo dello Stato, mantenere questo caposaldo ci sembra rispettoso del voto di 11 milioni di persone".
Senatore Crimi, di cosa si occuperà la commissione?
"Dovrà affrontare il decreto legislativo sull'ordinamento penitenziario, un provvedimento criticato perché è stato varato quando la delega era ancora ampiamente aperta".
Alfonso Bonafede, il vostro ministro della Giustizia in pectore, lo ha definito "pericoloso".
"Dal mio punto di vista vararlo è stata una forzatura, ma da presidente farò sì che il parere della commissione sia il più possibile condiviso".
Poi c'è il Def. Che intenzioni avete?
"Dev'essere fatto con un punto di riferimento preciso: i cittadini. Mettendo in campo strategie politiche di riduzione della povertà. Ed evitando che scattino le clausole di salvaguardia".
Una misura chiesta anche dalla Lega.
"Chi è contro la neutralizzazione dell'aumento Iva?".
Il reddito di cittadinanza però conta parecchi contrari. È per questo che ora usate termini più generici?
"No, quello rimane un caposaldo e una priorità assoluta. Ma possono essere tante le forme di lotta alla povertà. Compresa la riduzione delle tasse alle imprese".
Il contratto di governo che chiedete sarà un compromesso: per questo le chiedo se potreste accontentarvi di qualcosa di meno.
"Quando scriveremo questo contratto vedremo. Noi abbiamo un programma chiaro, su quello siamo stati votati con la figura di un candidato premier e da lì partiamo. È chiaro che nel momento in cui dovremo confrontarci con altri, a causa di questa legge elettorale, nello scrivere questo contratto cercheremo di ottenere il più alto risultato possibile".
La commissione sarà un banco di prova di eventuali maggioranze?
"Per com'è composta e per il suo ruolo, non sarà un luogo in cui andare avanti a maggioranza".
Che senso ha dire o il Pd o la Lega? Due forze opposte. È come rifiutarsi di scegliere.
"I nostri elettori hanno votato un programma e una squadra di governo. Partiamo dal fatto che sono gli altri a dover scegliere di trovare insieme i temi da portare avanti. Qualcuno, purtroppo, ha già deciso".
Si riferisce al Pd?
"A Renzi".
Perché vi impuntate sul candidato premier? Lei lo sa che in un sistema proporzionale non ha senso dire che è stato votato.
"Ci siamo presentati agli italiani con un programma, un premier e una squadra. Ferme restando le prerogative del capo dello Stato, mantenere questo caposaldo ci sembra rispettoso del voto di 11 milioni di persone".