Politica

Consultazioni, quel predominio maschile nelle delegazioni e l'eccezione di Forza Italia

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Grisaglia e left wing, cravatte e riformismo. La due giorni di colloqui delle delegazioni dei partiti al Quirinale è una specie di andirivieni in gran parte al maschile, con soprattutto i partiti più strutturati che si mostrano senza donne o quasi: Pd e Lega, per dire subito i più "barbudos", quattro esponenti dem su quattro tutti uomini (Martina, segretario reggente, Orfini, presidente, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, capigruppo di Camera e Senato) e semmai con accompagnatrici che restano tutte un passo indietro, defilate, basso profilo.  E anche la Lega tre su tre con giacche e calzoni: insieme a Salvini candidato premier, a disagio con la cravatta, i capigruppo Giancarlo Giorgetti e Gianmarco Centinaio.
Una spruzzata di parità di sessi arriva con la delegazione M5s, almeno una su tre è donna, con Luigi Di Maio e Danilo Toninelli c'è anche Giulia Grillo. Viceversa largo alle donne, in casa Forza Italia, con Berlusconi capofamiglia affiancato dalle capigruppo di Camera e Senato Mariastella Gelmini e Anna Maria Bernini. E finisce che proprio a lui, il Cavaliere finito sotto accusa per le Olgettine, va dato il premio virtuale della delegazione con più equilibrio di genere. Divertente ma anche preoccupante, si potrebbe dire.

Tutto ciò non è piaciuto a molti, e su twitter se la sono presa soprattutto col Partito democratico. Ad aprire il fuoco di fila anche Giulia Blasi, la freelance italiana dell'hashtag #quellavoltache, il #meToo italiano contro le molestie e le discriminazioni sessuali
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