Incarico a Casellati, 48 ore per svelare le carte di Lega e M5S
Carmelo Lopapa , di CARMELO LOPAPAIl mandato lampo concesso dal capo dello Stato Mattarella alla presidente del Senato serve a stringere i tempi e arrivare la prossima settimana al vero tentativo, che potrebbe anche rimettere in campo il Pd
Esplorazione sì, ma lampo. Il Quirinale spariglia tutte le previsioni e delude le speranze di centrodestra e 5 stelle che confidavano in consultazioni assai diluite, magari a tal punto da scavallare non solo il voto in Molise ma - ci contava soprattutto Matteo Salvini - perfino quello in Friuli Venezia Giulia del 29 aprile. Fantascienza. Al Colle non stanno a guardare. E i tempi imposti alla presidente incaricata, Elisabetta Alberti Casellati, ovvero la chiusura e il consuntivo entro la giornata di venerdì, denotano la volontà di chiudere questo capitolo in tempi rapidi. Più rapidi del previsto.
Ma quale capitolo? La singolarità del mandato affidato alla seconda carica dello Stato sta nei confini (non solo temporali) già fissati dal Quirinale alla esplorazione: accertare se sussistono ancora le condizioni per una maggioranza centrodestra-M5s. È un supplemento di disponibilità che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha deciso d…
Ma quale capitolo? La singolarità del mandato affidato alla seconda carica dello Stato sta nei confini (non solo temporali) già fissati dal Quirinale alla esplorazione: accertare se sussistono ancora le condizioni per una maggioranza centrodestra-M5s. È un supplemento di disponibilità che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha deciso d…
Esplorazione sì, ma lampo. Il Quirinale spariglia tutte le previsioni e delude le speranze di centrodestra e 5 stelle che confidavano in consultazioni assai diluite, magari a tal punto da scavallare non solo il voto in Molise ma - ci contava soprattutto Matteo Salvini - perfino quello in Friuli Venezia Giulia del 29 aprile. Fantascienza. Al Colle non stanno a guardare. E i tempi imposti alla presidente incaricata, Elisabetta Alberti Casellati, ovvero la chiusura e il consuntivo entro la giornata di venerdì, denotano la volontà di chiudere questo capitolo in tempi rapidi. Più rapidi del previsto.
Ma quale capitolo? La singolarità del mandato affidato alla seconda carica dello Stato sta nei confini (non solo temporali) già fissati dal Quirinale alla esplorazione: accertare se sussistono ancora le condizioni per una maggioranza centrodestra-M5s. È un supplemento di disponibilità che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha deciso di concedere ai due leader delle forze che hanno "quasi" vinto le elezioni del 4 marzo marzo. Tempi supplementari che Di Maio e Salvini saranno costretti in qualche modo a sfruttare in queste 48 ore, se vorranno tentare di trasformare il conclamato feeling in intesa politica. Feeling scemato per la verità nell'ultima settimana per via del "terzo incomodo", Silvio Berlusconi, che il leghista ha deciso di non abbandonare e che i grillini considerano "il male assoluto" (Di Battista dixit).
Ma quale capitolo? La singolarità del mandato affidato alla seconda carica dello Stato sta nei confini (non solo temporali) già fissati dal Quirinale alla esplorazione: accertare se sussistono ancora le condizioni per una maggioranza centrodestra-M5s. È un supplemento di disponibilità che il capo dello Stato Sergio Mattarella ha deciso di concedere ai due leader delle forze che hanno "quasi" vinto le elezioni del 4 marzo marzo. Tempi supplementari che Di Maio e Salvini saranno costretti in qualche modo a sfruttare in queste 48 ore, se vorranno tentare di trasformare il conclamato feeling in intesa politica. Feeling scemato per la verità nell'ultima settimana per via del "terzo incomodo", Silvio Berlusconi, che il leghista ha deciso di non abbandonare e che i grillini considerano "il male assoluto" (Di Battista dixit).
Il fatto è che anche anche in queste ore i veti del Movimento non sono venuti meno, anzi. Né l'asse Lega-Fi ha dato segni di cedimento: figurarsi, a ridosso delle due elezioni regionali e delle amministrative del 10 giugno. Allora, non resterebbe che conclamare il fallimento di questa opzione, la prima dalla quale Mattarella doveva necessariamente partire. Prima di voltare pagina. Trascorrerà a quel punto il fine settimana, ma già da lunedì le campane suoneranno per i 5 stelle. Si capirà solo tra qualche giorno se per il presidente della Camera Roberto Fico o proprio per l'aspirante premier Luigi Di Maio. Lo scenario sarà del tutto mutato. E la campana o meglio il fischio dell'arbitro allora suonerà anche per il Pd, chiamato a decidere se restare in panchina o indossare la maglia da titolare.