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(lapresse)

Salvini pensa allo strappo e tratta con Di Maio: “Avanti anche senza Silvio”

Messaggi e colloqui telefonici con il leader pentastellato. "Piuttosto che riportare al governo i dem mi muovo io"
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È frutto di un caso. Solo una pura coincidenza. Ma destinata a cambiare la storia di M5S e del futuro governo. S'incrociano, nella stessa giornata, il lunghissimo cammino del processo sulla trattativa Stato-mafia e la strada breve, ma tormentata, dei tentativi di dare all'Italia un nuovo inquilino per palazzo Chigi. E in poco più di un'ora, orologio alla mano, cambia l'intero scenario. La sentenza, chiosata dal pm Di Matteo, produce tra i vertici dei 5stelle un effetto singolare, sembra il bacio del principe sulle labbra di Biancaneve addormentata. Uno shock. Che, nell'ordine, colpisce Di Maio, Fico, Di Battista, Fraccaro. Solo per citare i maggiori esponenti del movimento.

"Il verdetto sul processo arriva al Berlusconi politico" sottolinea a Palermo il magistrato. E a Roma M5S sembra svegliarsi all'improvviso. E giunge perfino a dimenticare che appena ventiquattr'ore prima, nell'ansia di fare un governo a tutti i costi, superan…
È frutto di un caso. Solo una pura coincidenza. Ma destinata a cambiare la storia di M5S e del futuro governo. S'incrociano, nella stessa giornata, il lunghissimo cammino del processo sulla trattativa Stato-mafia e la strada breve, ma tormentata, dei tentativi di dare all'Italia un nuovo inquilino per palazzo Chigi. E in poco più di un'ora, orologio alla mano, cambia l'intero scenario. La sentenza, chiosata dal pm Di Matteo, produce tra i vertici dei 5stelle un effetto singolare, sembra il bacio del principe sulle labbra di Biancaneve addormentata. Uno shock. Che, nell'ordine, colpisce Di Maio, Fico, Di Battista, Fraccaro. Solo per citare i maggiori esponenti del movimento.

"Il verdetto sul processo arriva al Berlusconi politico" sottolinea a Palermo il magistrato. E a Roma M5S sembra svegliarsi all'improvviso. E giunge perfino a dimenticare che appena ventiquattr'ore prima, nell'ansia di fare un governo a tutti i costi, superando le palesi ostilità dei berlusconiani, Di Maio aveva ipotizzato un appoggio esterno di Forza Italia e di Fratelli d'Italia. "Un suicidio politico per M5S, una normalizzazione" come l'ha definita lo storico dell'arte Tomaso Montanari. Offerta peraltro sdegnosamente respinta. E che ha prodotto lo "schiaffo" immediato dell'ex Cavaliere, "a Mediaset non pulirebbero nemmeno i cessi".

Ma adesso tutto cambia. Adesso c'è Di Matteo. E quel macigno sulla strada delle trattative, perché "questa sentenza per la prima volta mette in correlazione la mafia con Berlusconi politico". È il segnale di una liberazione. Che trapela dallo staff di M5S prima come indiscrezione, in cui già prende piede lo stop a Forza Italia, la "pietra tombale" su ogni possibile interlocuzione con loro, e poi con il tweet di Luigi Di Maio. "La trattativa Stato-mafia c'è stata, con le condanne di oggi muore definitivamente la seconda Repubblica" scrive il candidato premier grillino. E con la fine annunciata della Seconda Repubblica "muore" anche qualsiasi apertura a Berlusconi, mentre parte un tam tam verso il leader della Lega Salvini perché si smarchi dal suo alleato e faccia un passo avanti.

Non c'è ancora, nelle parole di Di Maio, il nome proprio del leader di Forza Italia. Perché nei momenti convulsi del dopo sentenza c'è ancora chi, ai vertici di M5S, raccomanda una minima prudenza e chiede di non personalizzare sull'ex Cavaliere il no a un accordo di governo con i forzisti. Ma ci pensa Alessandro Di Battista, in campagna elettorale in Molise, a rompere qualsiasi indugio ed esitazione. Addirittura lo chiama Caimano. "Con la storica sentenza sulla trattativa Stato-mafia si dimostra, una volta per tutte, che pezzi delle istituzioni sono scesi a patto con Cosa nostra. Tra i contraenti c'è Dell'Utri, braccio destro di Berlusconi. Ora il Caimano sarà ancora più nervoso" dice Di Battista. Che conferma la lettura di Di Maio: "Finalmente e definitivamente oggi finisce la Seconda Repubblica".

"Bella giornata, bella sentenza, che riavvicina tanti cittadini allo Stato. E io sono contento da cittadino". È sempre Di Battista a ringraziare pubblicamente i magistrati di Palermo, come aveva fatto anche Di Maio, e a invitare chi conduce il confronto politico sul governo a tenerne conto. Sarà impossibile per M5S non farlo, a questo punto tornare politicamente indietro rispetto a un pomeriggio di invettive anti berlusconiane. Come la chiusura netta e senza sconti del neo presidente della Camera Roberto Fico che parla di "valore civile e morale straordinario" di questa giornata. Fico non cita Berlusconi, ma istituzionalmente, soprattutto se sarà il prossimo incaricato da Mattarella per tentare un nuovo governo, il suo giudizio conta. Quell'invito "a fare luce sulle pagine buie della nostra storia per sentirci Stato" equivale a una netta chiusura per chi, secondo la sentenza, ha violato le regole basiche dello Stato stesso.

La sentenza, in un solo pomeriggio, ha liberato tutto l'anti berlusconismo di M5S, tant'è che un fedelissimo di Di Maio come Riccardo Fraccaro, consegna alle agenzie parole durissime: "È un macigno su un sistema di potere che tenta ancora di avvinghiare il Paese nei suoi tentacoli. Politicamente è una pietra tombale".