Salvini: "A maggio spero di essere premier". E nei 5Stelle riaffora il derby di Maio-Fico
Roberto Fico e Luigi Di Maio (ansa)
Il leader della Lega parla a Monfalcone, a sostegno del candidato governatore Fedriga. Chiede ancora qualche giorno "per non sbagliare". E torna alla carica sulla premiership. Intanto il presidente della Camera dovrebbe ricevere il mandato esplorativo dal capo dello Stato. E il nuovo mandato fa riemergere le divergenze tra ortodossi e pragmatici
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"Spero di tornare i primi di maggio a Monfalcone per festeggiare Fedriga governatore, per farlo da presidente del Consiglio". Il leader della Lega, Matteo Salvini, parla in un comizio per la campagna elettorale delle regionali in Friuli. E torna a evocare il tema della premiership. A dimostrazione che la contesa con di Maio su Palazzo Chigi è sempre viva. Non solo. Il leader del centrodestra chiede ancora qualche giorno, la prova che il rush finale per la formazione del governo è ancora irto di difficoltà. "Datemi ancora qualche giorno, preferisco attendere ancora un poco piuttosto che sbagliare e dover poi chiedere scusa per anni". "È passato molto tempo dal 4 marzo, ma vi chiedo ancora qualche giorno", ha aggiunto. Poi ha lanciato un messaggio ai 5 Stelle, scegliendo le stesse parole usate ieri da Di Maio nei confronti del Carroccio: "Sono contento perché non vedo l'ora di fare ma c'è un programma, un voto da rispettare, anche io ritengo che con i 5Stelle si possa lavorare bene, però patti chiari e amicizia lunga".
Governo, Salvini: "A maggio spero di essere premier"
Ma nella partita della crisi ora la mossa tocca, di nuovo, a Mattarella. E, con ogni probabilità, a Roberto Fico. Sarà quasi certamente il presidente della Camera a ricevere il mandato esplorativo dal presidente della Repubblica domani. E gli altri partiti potrebbero chiedere a Fico la rinuncia di Di Maio a Palazzo Chigi. L'ipotesi viene vista dai Cinquestelle come il peggiore degli incubi, ma Di Maio si dice sicuro del fatto che la gestione delle consultazioni da parte del suo collega - storico punto di riferimento degli ortodossi - non nasconda trappole sul punto della premiership. Ospite del Salone del mobile, ieri, Di Maio ha peraltro pronunciato parole al miele nei confronti del presidente della Camera, lodando la sua imparzialità.
L'incarico a Fico, però, potrebbe riaccendere le rivalità nel Movimento, con l'ala più barricadera tentata dalla contestazione all'asse M5S-Lega. E non a caso uno scontro interno è nato in giornata sul tema della flat tax, cavallo di battaglia del Carroccio. Uno degli ortodossi, Nicola Morra, ha lanciato l'attacco alla flat tax su Twitter: "E se poi si innesca una competizione fra Stati ad abbassare l'aliquota, con i Paperoni che godranno ed i poveri cristi che verranno sempre più "dimenticati"?
E se poi si innesca una competizione fra stati ad abbassare l’aliquota, con i Paperoni che godranno ed i poveri cristi che verranno sempre più “dimenticati”? https://t.co/ewro1VVy7h
Immancabile la risposta di un fedelissimo di Luigi Di Maio, Danilo Toninelli, che prova a scongiurare qualsiasi attrito con il Carroccio e loda la flat tax: "La semplificazione della tassazione è nel nostro programma. Se c'e' un meccanismo per cui la flat tax è costituzionale e non svantaggia i poveri, noi siamo d'accordo".
Intanto, sul fronte di centrodestra, la rottura tra Salvini e Berlusconi, al momento, appare lontana. In una telefonata al Cavaliere, Giancarlo Giogetti avrebbe comunicato il suo apprezzamento per le parole con cui l'ex premier ha escluso un accordo con il Pd rassicurandolo sull'unità del centrodestra. Ma fino a quando? La Lega, nei prossimi giorni, potrebbe sedersi al tavolo del M5S da partito leader della coalizione, concordare le priorità programmatiche e mettere così Berlusconi di fronte alla scelta di aderirvi o meno. E' una via stretta e complicato ma, al momento, sembra l'unica percorribile per la nascita di un governo giallo-verde. Con un nodo, che resta irrisolto: quello della premiership, come dimostrano le parole di Salvini.