Di Maio punta a svuotare il Pd
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREAQuando si tornerà alle urne, non saranno annunciati prima i possibili nomi del governo
ROMA. L'occupazione delle radio e delle tv è già cominciata. Il "rally", come lo chiama di nuovo Luigi Di Maio in un messaggio inviato a tutti i parlamentari, partirà a giorni. Da Parma, città simbolo di una nemesi grillina (è stato rieletto senza il simbolo del Movimento il sindaco cacciato Federico Pizzarotti), ma tappa essenziale di un tour che toccherà tutto il nord.
Con un obiettivo preciso: erodere consensi alla Lega. O comunque, non consentirle di sfondare. "Ora sembra rafforzata da questa situazione, ma quando spiegheremo bene come sono andate le cose non sarà così", dice Di Maio ai suoi quando, di primo mattino, detta la strategia che prevede urne subito, il prima possibile. Tanto da aver messo l'ufficio legislativo a lavoro su un decreto che possa anticipare il voto addirittura a giugno, bypassando il problema degli italiani all'estero. Ad approvarlo, secondo i piani grillini. dovrebbe e…
Con un obiettivo preciso: erodere consensi alla Lega. O comunque, non consentirle di sfondare. "Ora sembra rafforzata da questa situazione, ma quando spiegheremo bene come sono andate le cose non sarà così", dice Di Maio ai suoi quando, di primo mattino, detta la strategia che prevede urne subito, il prima possibile. Tanto da aver messo l'ufficio legislativo a lavoro su un decreto che possa anticipare il voto addirittura a giugno, bypassando il problema degli italiani all'estero. Ad approvarlo, secondo i piani grillini. dovrebbe e…
ROMA. L'occupazione delle radio e delle tv è già cominciata. Il "rally", come lo chiama di nuovo Luigi Di Maio in un messaggio inviato a tutti i parlamentari, partirà a giorni. Da Parma, città simbolo di una nemesi grillina (è stato rieletto senza il simbolo del Movimento il sindaco cacciato Federico Pizzarotti), ma tappa essenziale di un tour che toccherà tutto il nord.
Con un obiettivo preciso: erodere consensi alla Lega. O comunque, non consentirle di sfondare. "Ora sembra rafforzata da questa situazione, ma quando spiegheremo bene come sono andate le cose non sarà così", dice Di Maio ai suoi quando, di primo mattino, detta la strategia che prevede urne subito, il prima possibile. Tanto da aver messo l'ufficio legislativo a lavoro su un decreto che possa anticipare il voto addirittura a giugno, bypassando il problema degli italiani all'estero. Ad approvarlo, secondo i piani grillini. dovrebbe essere una maggioranza Lega-5 stelle una volta insediato il governo del presidente.
"Noi non facciamo altre trattative, se Lega e Berlusconi hanno novità le comunichino al Colle", dice il leader. Un modo per levarsi dal pantano che lo ha infiacchito, ma anche - e non è una subordinata da poco - di non rinunciare a quello che i suoi stessi fedelissimi definiscono "il sogno di Di Maio premier". La tesi che i 5 stelle cominciano a diffondere mira a far male al Carroccio di Matteo Salvini (trattato ancora come un amante che non ha avuto il coraggio di lasciare la moglie, con frasi tipo "la nostra è una relazione complicata"), ma soprattutto al Pd: "Renzi ha garantito al Quirinale l'appoggio dei dem a un governo M5S - è la tesi fatta filtrare - mentre con Salvini si accordava per farlo fallire".
I vertici hanno commissionato sondaggi che hanno studiato a fondo. E che, già oggi, vedono Movimento e Lega in crescita e Pd e Forza Italia in caduta libera. "A quello che ho visto dai nostri analisti, noi possiamo recuperare oltre l'8 per cento dal Pd e dalle forze politiche che non si ripresenteranno perché sono andate sotto soglia", diceva ieri sera Di Maio nel salotto ormai familiare di Di Martedì. I suoi collaboratori sono convinti di poter fare anche di più. Crescere del 10 per cento. Nell'analisi arrivata sul tavolo del leader c'è una domanda precisa, "Sta pensando di cambiare il suo voto verso il M5S?", con un risultato altissimo. Che ha convinto i vertici: tanto vale ritentare. Se poi andasse male, c'è un dialogo con Salvini già avviato. L'importante è che il centrodestra non abbia i voti per governare da solo.
In tutto questo, ieri due "ministri ombra" come i neodeputati Lorenzo Fioramonti ed Eleonora Del Re si scambiavano opinioni su un divanetto di Montecitorio. Nessuno ha detto loro nulla. I parlamentari saranno riconfermati. Ma i ministri? Quella squadra di governo presentata in pompa magna all'Eur non c'è più. Non nella testa del leader. Che infatti, da settimane, fa come non fosse mai esistita.
Con un obiettivo preciso: erodere consensi alla Lega. O comunque, non consentirle di sfondare. "Ora sembra rafforzata da questa situazione, ma quando spiegheremo bene come sono andate le cose non sarà così", dice Di Maio ai suoi quando, di primo mattino, detta la strategia che prevede urne subito, il prima possibile. Tanto da aver messo l'ufficio legislativo a lavoro su un decreto che possa anticipare il voto addirittura a giugno, bypassando il problema degli italiani all'estero. Ad approvarlo, secondo i piani grillini. dovrebbe essere una maggioranza Lega-5 stelle una volta insediato il governo del presidente.
"Noi non facciamo altre trattative, se Lega e Berlusconi hanno novità le comunichino al Colle", dice il leader. Un modo per levarsi dal pantano che lo ha infiacchito, ma anche - e non è una subordinata da poco - di non rinunciare a quello che i suoi stessi fedelissimi definiscono "il sogno di Di Maio premier". La tesi che i 5 stelle cominciano a diffondere mira a far male al Carroccio di Matteo Salvini (trattato ancora come un amante che non ha avuto il coraggio di lasciare la moglie, con frasi tipo "la nostra è una relazione complicata"), ma soprattutto al Pd: "Renzi ha garantito al Quirinale l'appoggio dei dem a un governo M5S - è la tesi fatta filtrare - mentre con Salvini si accordava per farlo fallire".
I vertici hanno commissionato sondaggi che hanno studiato a fondo. E che, già oggi, vedono Movimento e Lega in crescita e Pd e Forza Italia in caduta libera. "A quello che ho visto dai nostri analisti, noi possiamo recuperare oltre l'8 per cento dal Pd e dalle forze politiche che non si ripresenteranno perché sono andate sotto soglia", diceva ieri sera Di Maio nel salotto ormai familiare di Di Martedì. I suoi collaboratori sono convinti di poter fare anche di più. Crescere del 10 per cento. Nell'analisi arrivata sul tavolo del leader c'è una domanda precisa, "Sta pensando di cambiare il suo voto verso il M5S?", con un risultato altissimo. Che ha convinto i vertici: tanto vale ritentare. Se poi andasse male, c'è un dialogo con Salvini già avviato. L'importante è che il centrodestra non abbia i voti per governare da solo.
In tutto questo, ieri due "ministri ombra" come i neodeputati Lorenzo Fioramonti ed Eleonora Del Re si scambiavano opinioni su un divanetto di Montecitorio. Nessuno ha detto loro nulla. I parlamentari saranno riconfermati. Ma i ministri? Quella squadra di governo presentata in pompa magna all'Eur non c'è più. Non nella testa del leader. Che infatti, da settimane, fa come non fosse mai esistita.