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Governo, tre incontri M5s-Lega ma non c'è l'intesa sul premier. Di Maio: "Siamo pronti a riferire a Mattarella"

Fumata nera dopo il vertice al Pirellone, poi due nuovi incontri nel pomeriggio e in nottata. Ma sul nome terzo per il presidente del Consiglio non c'è ancora l'accordo. Oggi nuova riunione a Roma

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MILANO - Slitta ancora l'accordo tra Lega e M5s sul contratto che dovrebbe essere la base del programma di governo sostenuto dalla maggioranza giallo verde. Lega e M5s si incontrano prima al Pirellone, per la seconda volta, poi di nuovo, nel pomeriggio, nello studio di un commercialista. Al termine Salvini garantisce: "Entro stasera chiameremo il Colle". Ma è solo l'annuncio dell'annuncio. Chiamano sì il Quirinale ma per dire "siamo pronti a riferire". Poco prima, Salvini aveva parlato di "un solo nome", Di Maio aveva precisato "sarà un premier sempre politico e mai tecnico". Intanto il leader M5s ha annullato la partecipazione al programma di Fabio Fazio Che tempo che fa prevista domenica sera. Anche nella tarda serata di domenica i due leader hanno avuto un nuovo incontro, il terzo della giornata a Milano, per discutere sul nome del premier. Un vertice di quasi tre ore in una sala riservata di un albergo nel pieno centro di Milano, a poche centinaia di metri dal Palazzo di giustizia. Alla riunione, terminata intorno alle 23,30, ha partecipato anche il vice di Salvini, Giancarlo Giorgetti. Alcune fonti non escludono che fosse presente anche la figura "sondata" per il ruolo di premier terzo di un governo M5s-Lega. I leghisti hanno lasciato in auto l'hotel Nh collection Milano President, utilizzando il passo carraio. "L'incontro con Salvini è andato bene, è servito a rifinire gli ultimi dettagli di questo governo", ha affermato Di Maio al termine del vertice notturno con il leader della Lega Matteo Salvini. "Domani (lunedì) andiamo al Colle, lo spero, ci deve convocare il presidente", ha aggiunto. Prossimo incontro fra Di Maio e Salvini alle 14.30 presso il gruppo del Carroccio alla Camera.

Governo, Di Maio: "Premier? Un nome solo e sarà politico, mai tecnico"


Nonostante l'ottimismo di Salvini e di Di Maio non è bastata la seconda giornata di trattative per raggiungere un'intesa. Né sui 22 punti del "contratto" , sui quali le convergenze sarebbero però molte, ma soprattutto sul "nome terzo" che dovrebbe guidare l'esecutivo formato da Lega e Cinque stelle. 


Per tutta la domenica si sono rincorse notizie e indiscrezioni di possibili incontri riservati e contatti tra Salvini e Di Maio con eventuali candidati. Tutte né confermate, ma nemmeno smentite. "Il clima è ottimo e affrontiamo temi importantissimi - aveva detto lasciando il Pirellone all'ora di pranzo Di Maio - Stiamo scrivendo la storia, ci vuole un po' di tempo". Salvo poi ammettere: "Andiamo avanti sull'accordo, ma manca ancora il nome del premier". Salvini, invece, aveva lasciato il grattacielo Pirelli senza fare dichiarazioni e da un ingresso laterale". Nel frattempo, il Quirinale continua ad attendere una risposta dai due leader che si erano impegnati a comunicare una soluzione entro stasera.

Governo, Castelli: "Nel contratto reddito di cittadinanza e accordo sulla legge Fornero"


Lo stallo sul nome del candidato per la guida del governo giallo-verde fa passare in secondo piani i passi avanti compiuti dalla trattativa sul contratto di governo. Su buona parte dei 22 punti previsti dalla prima bozza sarebbe infatti stata ormai raggiunta l'intesa. Tra gli argomenti, la flat tax, la revisione della legge Fornero, l'immigrazione, più un punto che riguardarebbe il comportamenti che i parlamentari si impegnerebbero a tenere sui provvedimenti del futuro governo. La deputata grillina Laura Castelli dice di "non essere preoccupata" e conferma che "il reddito di cittadinanza è nel programma".
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