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(ansa)

Il contratto M5s-Lega in 29 punti

Non c’è più l’uscita dall’euro, ma resta la revisione dei Trattati. Ora parola ai militanti. I 5S ottengono di “riconvertire” l’Ilva, la Lega taglia il redditometro, rilancio per Alitalia 
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ROMA. Quaranta pagina, 29 punti, compresi flat tax, reddito di cittadinanza (a ieri notte non si sapeva se con un limite di due anni o no), fine delle sanzioni alla Russia, superamento della legge Fornero, ma anche - a sorpresa - revisione della Tav, contrasto alla legge sull'obbligo dei vaccini, possibilità di fare manovre in deficit, norme dure contro i migranti, misure ad hoc per Roma Capitale e perfino l'introduzione del vincolo di mandato in Costituzione e l'abolizione del Cnel. 

Il contratto di programma per un governo tra Movimento 5 stelle e Lega è stato chiuso dal tavolo degli sherpa e rivisto dai leader per il via libera definitivo. Questo week end sarà votato dai gazebo del Carroccio e dagli attivisti M5S (che preparano banchetti informativi in tutt'Italia) sulla piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio. "A questo punto questo governo s'ha da fare", ha scritto trionfante Luigi Di Maio sul blog delle stelle, prim…
ROMA. Quaranta pagina, 29 punti, compresi flat tax, reddito di cittadinanza (a ieri notte non si sapeva se con un limite di due anni o no), fine delle sanzioni alla Russia, superamento della legge Fornero, ma anche - a sorpresa - revisione della Tav, contrasto alla legge sull'obbligo dei vaccini, possibilità di fare manovre in deficit, norme dure contro i migranti, misure ad hoc per Roma Capitale e perfino l'introduzione del vincolo di mandato in Costituzione e l'abolizione del Cnel. 

Il contratto di programma per un governo tra Movimento 5 stelle e Lega è stato chiuso dal tavolo degli sherpa e rivisto dai leader per il via libera definitivo. Questo week end sarà votato dai gazebo del Carroccio e dagli attivisti M5S (che preparano banchetti informativi in tutt'Italia) sulla piattaforma Rousseau di Davide Casaleggio. "A questo punto questo governo s'ha da fare", ha scritto trionfante Luigi Di Maio sul blog delle stelle, prima di chiudersi con Matteo Salvini a trattare ancora sul nome del premier. 

La possibilità di uscire dall'euro attraverso un referendum, prevista nella bozza di lunedì scorso, non c'è più. Ma resta una dicitura ambigua perché si parla di "tornare allo spirito dell'epoca pre-Maastricht". Si prevede poi di chiedere una revisione dei trattati e si fa esplicito riferimento alla possibilità di fare riforme in deficit. Ma anche, di attivarsi "in sede europea per proporre che i titoli di Stato di tutti i Paesi dell'area euro già acquistati dalla banca centrale europea con il quantitative easing siano esclusi pro quota dal calcolo del rapporto debito-pil". 

La flat tax "a due aliquote" (uno dei punti sub iudice fino alla fine) e il reddito di cittadinanza, che non partirà prima del 2019 perché prima bisogna riformare i centri per l'impiego, saranno quindi finanziati anche "attraverso il recupero di risorse derivanti dal taglio agli sprechi, la gestione del debito e un appropriato ricorso al deficit". È uno dei punti su cui ha vinto la Lega, che ha però concesso al M5S di inserire misure bandiera come l'acqua pubblica, la riconversione dell'Ilva eliminando le fonti inquinanti (non è chiaro come possa farsi "salvaguardando i livelli occupazionali"), il rilancio di Alitalia perché "serve un vettore nazionale", la revisione del progetto della Tav, il taglio delle pensioni sopra i 5mila euro netti. Il Carroccio ha anche sposato l'abolizione del redditometro e dello spesometro, considerati strumenti vessatori (ma c'è il "carcere vero" per i grandi evasori) e il pacchetto delle norme anti-corruzione tanto caro ad Alessandro Di Battista, che ieri interveniva dicendo a Lega e 5 stelle "Siate patrioti!" e invitando a resistere contro "il complotto dello spread" che, sostiene ora Dibba, avrebbe fatto cadere il governo Berlusconi. 

Il capitolo conflitto di interessi rimane vago come il primo giorno e non prevede il divieto di politica per i proprietari di media minacciato da Di Maio nei giorni della trattativa col Pd. È talmente generico, che ieri alla Camera alcuni deputati chiedevano: "Ma non è che riguarda anche i 300 euro al mese che dobbiamo dare a Casaleggio per Rousseau?". Nella parte sulla cultura si dice poco, ma c'è un passaggio che piacerà a Beppe Grillo: "Tra le varie forme d'arte lo spettacolo dal vivo rappresenta senz'altro una delle migliori eccellenze del Paese" e quindi si chiede che vadano lì più fondi. Si salvaguarda l'asse atlantico, ma la Russia è vista come potenziale alleato cui togliere "immediatamente" le sanzioni. Impressionante la stretta anti-migranti, con l'accento sui rimpatri immediati verso i Paesi d'origine, la creazione di Cie in ogni regione (era in predicato la frase "nel rispetto dei diritti umani"), la possibilità di non concedere gli asili nido gratis ai figli di stranieri, seppure regolari da cinque anni, una "verifica" delle missioni nel Mediterraneo (in particolare sulla necessità di portare i migranti soccorsi nei porti italiani), la creazione di un registro dei ministri di culto che devono devono fare prediche solo in italiano. C'è anche la chiusura dei campi nomadi e la patria potestà tolta ai rom che non mandano i figli a scuola (in una versione precedente si prescriveva un non meglio specificato "rimpatrio" di rom che commettono crimini). Il leader di Casapound, Simone Di Stefano, tifa: "Il governo lega-5stelle ha grandi potenzialità".