Giuseppe Conte e l’incontro segreto con lo staff per gestire il caso curriculum
Annalisa Cuzzocrea , di ANNALISA CUZZOCREAIl M5S prepara il suo premier prima del colloquio con Mattarella
Giuseppe Conte usa i fogli del discorso appena preparato, e concordato, per coprirsi il volto, quasi a volersi nascondere. Mezz'ora prima di entrare al Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica, il professore scelto dalla maggioranza giallo-verde esce da un appartamento segreto nel centro di Roma. Ad aspettarlo ci sono solo Repubblica e una cronista di Matrix, ma il futuro premier non ha voglia di farsi vedere. Non ancora. Provato dalla lettura dei giornali del mattino, dal caso dei curricula gonfiati ad arte, dal timore che tutto potesse svanire nel giro di 48 ore, fa per alzare i fogli bianchi accanto al viso. Poi qualcuno della comunicazione M5S - per un giorno al suo servizio - gli dice no, meglio di no, a questo punto bisogna farsi vedere. E lui li abbassa. È emozionato? "Buon lavoro". Sarà autonomo? "Buon lavoro".
Conte è rimasto un'ora e mezza con il gotha della comunicazione del Movimento: ci sono il…
Conte è rimasto un'ora e mezza con il gotha della comunicazione del Movimento: ci sono il…
Giuseppe Conte usa i fogli del discorso appena preparato, e concordato, per coprirsi il volto, quasi a volersi nascondere. Mezz'ora prima di entrare al Quirinale per ricevere l'incarico dal presidente della Repubblica, il professore scelto dalla maggioranza giallo-verde esce da un appartamento segreto nel centro di Roma. Ad aspettarlo ci sono solo Repubblica e una cronista di Matrix, ma il futuro premier non ha voglia di farsi vedere. Non ancora. Provato dalla lettura dei giornali del mattino, dal caso dei curricula gonfiati ad arte, dal timore che tutto potesse svanire nel giro di 48 ore, fa per alzare i fogli bianchi accanto al viso. Poi qualcuno della comunicazione M5S - per un giorno al suo servizio - gli dice no, meglio di no, a questo punto bisogna farsi vedere. E lui li abbassa. È emozionato? "Buon lavoro". Sarà autonomo? "Buon lavoro".
Conte è rimasto un'ora e mezza con il gotha della comunicazione del Movimento: ci sono il capo Rocco Casalino, Pietro Dettori (braccio destro di Davide Casaleggio prima in azienda e ora nell'associazione Rousseau, oltre che alla Camera), Silvia Virgulti, la "coach tv" che in questi anni ha preparato Di Maio, di cui è stata fidanzata. Il modo di parlare, le pause, gli slogan, come muoversi, come gestire l'obiettivo. Sono le cose di cui Virgulti è esperta, e non è un caso che fosse lì. Così come non è un caso che ci fosse Dario Adamo, l'uomo dei social (il profilo Facebook ufficiale del presidente incaricato è apparso nel pomeriggio). E che al Colle abbia portato un "claim" di quelli cari a Casaleggio: "Sarò l'avvocato difensore del popolo".
Adesso la macchina organizzativa che ha "costruito" Luigi Di Maio serve al premier che i 5 stelle non si aspettavano. Ma che difendono facendo quadrato. Fino a chiedere, al mattino presto, sotto il cannoneggiamento dei giornali internazionali per i quali gonfiare un curriculum è tutt'altro che un peccato veniale, l'intervento del fondatore Beppe Grillo. "Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile - scrive il garante sul suo blog - è il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia. È la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza". È la prova che il Movimento non intende abbandonare il professore scelto per eseguire il contratto di governo. Confermata dal post in cui Alessandro Di Battista quasi intima al Quirinale di conferirgli l'incarico.
È un momento di nervosismo e di mosse spericolate, ma quando - alle quindici - Conte lascia casa sua per raggiungere il rifugio segreto, tutto è ormai dietro le spalle. Perché la convocazione è arrivata. Sarà il primo premier meridionale dopo Ciriaco De Mita, 30 anni fa. Con lui c'è il deputato Alfonso Bonafede. Colui che lo ha presentato a Luigi Di Maio, difendendolo senza cedimenti. A un certo punto arriva un altro dipendente della comunicazione con una cartellina sotto braccio, telefona per farsi aprire. Il discorso è concordato con Salvini e Di Maio, con cui si è sentito. Ma quello che leggerà al Quirinale contiene una leggera variazione: un passaggio sulla collocazione internazionale ed europea, forse chiesto dal presidente Mattarella. All'appuntamento con la sua nuova vita, però, Conte rischia di far tardi. Esce alle 17. "Non riusciamo a trovare un taxi", dice allarmato lo staff. Ce n'è uno per strada. Lo fermano al volo. "Il Quirinale? So dov'è", risponde Emanuele, 28 anni. Il prof ce la fa per miracolo. Dopo due giorni, il primo sospiro di sollievo.
Conte è rimasto un'ora e mezza con il gotha della comunicazione del Movimento: ci sono il capo Rocco Casalino, Pietro Dettori (braccio destro di Davide Casaleggio prima in azienda e ora nell'associazione Rousseau, oltre che alla Camera), Silvia Virgulti, la "coach tv" che in questi anni ha preparato Di Maio, di cui è stata fidanzata. Il modo di parlare, le pause, gli slogan, come muoversi, come gestire l'obiettivo. Sono le cose di cui Virgulti è esperta, e non è un caso che fosse lì. Così come non è un caso che ci fosse Dario Adamo, l'uomo dei social (il profilo Facebook ufficiale del presidente incaricato è apparso nel pomeriggio). E che al Colle abbia portato un "claim" di quelli cari a Casaleggio: "Sarò l'avvocato difensore del popolo".
Adesso la macchina organizzativa che ha "costruito" Luigi Di Maio serve al premier che i 5 stelle non si aspettavano. Ma che difendono facendo quadrato. Fino a chiedere, al mattino presto, sotto il cannoneggiamento dei giornali internazionali per i quali gonfiare un curriculum è tutt'altro che un peccato veniale, l'intervento del fondatore Beppe Grillo. "Il maligno gossip-check-up sul professor Conte imperversa, futile - scrive il garante sul suo blog - è il brulicame di microscopici colpi di coda, davvero un brutto spettacolo, inscenato senza alcuna regia. È la casta che decade, che si agita per puro istinto di sopravvivenza". È la prova che il Movimento non intende abbandonare il professore scelto per eseguire il contratto di governo. Confermata dal post in cui Alessandro Di Battista quasi intima al Quirinale di conferirgli l'incarico.
È un momento di nervosismo e di mosse spericolate, ma quando - alle quindici - Conte lascia casa sua per raggiungere il rifugio segreto, tutto è ormai dietro le spalle. Perché la convocazione è arrivata. Sarà il primo premier meridionale dopo Ciriaco De Mita, 30 anni fa. Con lui c'è il deputato Alfonso Bonafede. Colui che lo ha presentato a Luigi Di Maio, difendendolo senza cedimenti. A un certo punto arriva un altro dipendente della comunicazione con una cartellina sotto braccio, telefona per farsi aprire. Il discorso è concordato con Salvini e Di Maio, con cui si è sentito. Ma quello che leggerà al Quirinale contiene una leggera variazione: un passaggio sulla collocazione internazionale ed europea, forse chiesto dal presidente Mattarella. All'appuntamento con la sua nuova vita, però, Conte rischia di far tardi. Esce alle 17. "Non riusciamo a trovare un taxi", dice allarmato lo staff. Ce n'è uno per strada. Lo fermano al volo. "Il Quirinale? So dov'è", risponde Emanuele, 28 anni. Il prof ce la fa per miracolo. Dopo due giorni, il primo sospiro di sollievo.