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(ansa)

Salvini resiste su Savona: “Subito sfida all’Europa con flat tax e Fornero”

Di Maio fa asse con il leader leghista per avere l’economista anti-euro in squadra. La Lega vuole misure shock nei primi 100 giorni. “Ce ne faranno di tutti i colori”
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L'asse anti Bruxelles si salda attorno al nome del ministro all'Economia Paolo Savona. È l'ultima trincea che Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno deciso di difendere a oltranza. Sull'altro fronte c'è il Quirinale che pretende garanzie sui rapporti con l'Europa. Perché se si sfondano i conti entra in gioco la stessa permanenza del Paese nell'area Euro, se non la sopravvivenza della moneta unica. E quelle garanzie un economista anti-Ue come l'ottantenne Savona non può fornirle. Lo scontro è aspro, forse l'ultimo vero ostacolo prima che inizi a marciare il governo dei "barbari".

Salvini e Di Maio se lo dicono chiaramente nell'incontro di metà giornata fuori da Montecitorio, secondo alcuni alla presenza del futuro premier Giuseppe Conte, nelle ore che precedono il faccia a faccia dell'incaricato allo Studio alla Vetrata. I due se lo ripeteranno in un ulteriore consulto telefonico in serata: S…
L'asse anti Bruxelles si salda attorno al nome del ministro all'Economia Paolo Savona. È l'ultima trincea che Matteo Salvini e Luigi Di Maio hanno deciso di difendere a oltranza. Sull'altro fronte c'è il Quirinale che pretende garanzie sui rapporti con l'Europa. Perché se si sfondano i conti entra in gioco la stessa permanenza del Paese nell'area Euro, se non la sopravvivenza della moneta unica. E quelle garanzie un economista anti-Ue come l'ottantenne Savona non può fornirle. Lo scontro è aspro, forse l'ultimo vero ostacolo prima che inizi a marciare il governo dei "barbari".

Salvini e Di Maio se lo dicono chiaramente nell'incontro di metà giornata fuori da Montecitorio, secondo alcuni alla presenza del futuro premier Giuseppe Conte, nelle ore che precedono il faccia a faccia dell'incaricato allo Studio alla Vetrata. I due se lo ripeteranno in un ulteriore consulto telefonico in serata: Savona va difeso finché sarà possibile. "Io e Salvini siamo d'accordo su tutto - racconta infatti il capo dei 5stelle lasciando la Camera alle 21.30 - Per entrambi Savona è una persona all'altezza della situazione". La barricata è eretta. Salvini ne fa una questione di bandiera, come annuncia agli ottanta tra deputati e senatori leghisti riuniti a Montecitorio nel pomeriggio. "Sui nostri uomini al governo non accettiamo veti, ne va della linea della Lega". Il presidente Mattarella, mai citato nei 20 minuti di comizio davanti ai parlamentari, è avvertito: "I veti sulla composizione del governo bisognerà spiegarli a 18 milioni di italiani che ci hanno votati".

Ma entrambi, sia lui che Di Maio, sanno bene che questa partita è ad alto rischio. Del piano B parleranno questa mattina nel nuovo faccia a faccia in programma: porta dritto a Giancarlo Giorgetti all'Economia. Il numero due della Lega al quale invece il partito vorrebbe affidare la poltrona alle Infrastrutture per arginare le tentazioni no-Tav dei grillini. Se ne saprà di più nelle prossime ore.

Quel che invece si dipana con maggiore chiarezza, nell'ottantesima giornata post voto, è il piano dei primi cento giorni. Il segretario del Carroccio lo snocciola a beneficio delle sue truppe. "Ci concentreremo nei primi tre mesi sulla cancellazione della legge Fornero, sull'autonomia delle Regioni, sulla legittima difesa, su un piano di riduzione delle tasse".

E il reddito di cittadinanza, che è invece in cima alle priorità del loro partner Di Maio, chiedono alcuni? Il segretario taglia corto: "Non è una nostra priorità". Segue un lungo sfogo: "Non pensiate che non abbia dubbi su questa operazione, ne ho parecchi, ma il gioco a questo punto vale la candela". La contraerea del resto è già partita in tutta Europa. "Faranno di tutto per ostacolarci sull'immigrazione - incalza da futuro inquilino del Viminale - Vedrete, organizzeranno un'invasione di barconi pur di metterci in crisi". Poi avverte i parlamentari che "purtroppo al governo non ci saranno che pochi posti, molti saranno tecnici, ma poi troverete spazio al gruppo, nelle commissioni". Di Berlusconi e Meloni che ormai gli danno a chiare lettere del "traditore" non si vuole più curare, "se è così posso pure smettere di sentirli ogni giorno come ho fatto finora".

In mattinata c'è stato il tempo per un caffè al bar con l'avversario interno Roberto Maroni. Sarebbe stato l'ex governatore a chiedergli un incontro per dargli qualche dritta, forte dei trascorsi al Viminale. "Se mi ha dato dei suggerimenti? Una persona che ha fatto bene il ministro dell'Interno, il ministro del Lavoro e il governatore della Regione Lombardia non può che dare suggerimenti utili", racconta Salvini col sorriso. Nessun impegno nel futuro governo, nessuno lo ha offerto a Maroni che del resto detesta i 5stelle. "Lo invidio molto, ha una vita molto più bella della mia", liquida l'ex amico Matteo.