Di Maio e Salvini non si aspettavano che Sergio Mattarella avrebbe preso la parola al Quirinale con i termini e i contenuti usati ieri sera. Non se lo aspettavano perché non conoscono la natura dell'uomo, il carattere di un uomo tranquillo solo fino al punto limite. Hollywood ne ha narrate tante di storie simili. Invece il presidente della Repubblica li ha come sfidati raccontando lui tutti i retroscena: l'incarico che voleva dare al leader dei 5 stelle, il favore totale alla nomina di Giancarlo Giorgetti ministro dell'Economia, l'attesa irrituale della consultazione degli iscritti per far contenti due leader capricciosi. Così facendo ha svelato il fondamento della drammatica rottura di ieri sera: cercavano un pretesto per far saltare tutto, Paolo Savona era solo una pedina del grande gioco a mandare tutto per aria,
"Ho fatto le cose secondo coscienza". Se è il presidente della Repubblica a pronunciare queste parole significa anche "…
"Ho fatto le cose secondo coscienza". Se è il presidente della Repubblica a pronunciare queste parole significa anche "…
Di Maio e Salvini non si aspettavano che Sergio Mattarella avrebbe preso la parola al Quirinale con i termini e i contenuti usati ieri sera. Non se lo aspettavano perché non conoscono la natura dell'uomo, il carattere di un uomo tranquillo solo fino al punto limite. Hollywood ne ha narrate tante di storie simili. Invece il presidente della Repubblica li ha come sfidati raccontando lui tutti i retroscena: l'incarico che voleva dare al leader dei 5 stelle, il favore totale alla nomina di Giancarlo Giorgetti ministro dell'Economia, l'attesa irrituale della consultazione degli iscritti per far contenti due leader capricciosi. Così facendo ha svelato il fondamento della drammatica rottura di ieri sera: cercavano un pretesto per far saltare tutto, Paolo Savona era solo una pedina del grande gioco a mandare tutto per aria,
"Ho fatto le cose secondo coscienza". Se è il presidente della Repubblica a pronunciare queste parole significa anche "secondo la Costituzione", non a caso citata a più riprese nel discorso di fronte alla stampa, una volta bruciato l'incarico a Conte. Lo spread in crescita ha imposto il ricorso all'articolo 47 della Carta per "tutelare i risparmi degli italiani". Il potere di nomina del capo dello Stato non poteva essere prevaricato e anche quello è scritto nella Costituzione. Possono mettere in piedi tutta la propaganda che vogliono, ma le consultazioni al Colle sono verbalizzate virgola per virgola dal giovane consigliere che siede accanto a Mattarella, Daniele Cabras. Perciò "ho detto che sarei intervenuto su alcune caselle chiave dell'esecutivo senza ricevere obiezioni" né da Di Maio né da Salvini, ha ricordato il presidente. E' tutto scritto. Come dire: sappiatelo. E pensare che i "ministri" prescelti e i sottosegretari con delega pari a quella ministeriale avevano già un gruppo whatsapp chiamato "Gli incaricati" dove fantasticavano sul futuro al potere.
Nessun dettaglio è stato tralasciato dal presidente. Che ha potuto misurare il grado di indipendenza del "premier di maggio", pari a zero. "Non mi sono state fatte proposte alternative", nemmeno la più semplice, il leghista Giorgetti all'Economia. Era così che Conte voleva governare l'Italia? Poi li ha smascherati di nuovo: volevano uscire dall'euro "ma non vi erano accenni a questa soluzione nei programmi in campagna elettorale". Quindi stavano ingannando gli elettori, al di là della volontà popolare tanto invocata.
Mattarella aveva messo in conto anche i toni successivi alla sua decisione. Gli attacchi di Salvini e persino il rilancio di Di Maio per l'impeachment del presidente. "Una buffonata", dicono al Colle. Pura propaganda. Posizionamento in vista di nuove elezioni. Provassero a farlo sul serio, vediamo se la Corte costituzionale giudica i passaggi di questa crisi men che perfetti. "Sapevo che sarei stato criticato", dice Mattarella.
Ma non per i motivi che pensano i grillini. Semmai per aver concesso spazio e tempo alla piattaforma Rousseau e ai gazebo del Carroccio. Alla maggioranza giallo-verde, legittimamente e numericamente forte in Parlamento, il Quirinale voleva dare tutto: premier e dicastero del Tesoro. Cosa volevano di più?
Il problema ora è che il 4 marzo non ha ancora trovato una fine. Mattarella non ha preso a cuor leggero l'iniziativa di revocare il mandato a Conte. Ma adesso deve pensare al futuro. La convocazione di Carlo Cottarelli per assumere il ruolo di premier lascia immaginare che l'oriz- zonte sul quale si affaccia il Colle sia corto, se non cortissimo. E' stato scelto un economista, invece di una diplomatica come Elisabetta Belloni, per mandare immediatamente un segnale ai mercati e all'Europa frenando lo spread.
Con questo clima la fiducia all'esecutivo del presidente va esclusa a priori. La sua vita può essere molto breve. Misurando in 60 giorni il tempo minimo pet tornare alle urne, le elezioni anticipate a settembre sono l'ipotesi più probabile, ma anche questo è un rebus perché bisogna tirare fino agli inizi di luglio per scavalcare agosto. Nel governo, in modo da dargli un po' di ossigeno e un po' di credibilità, entrerebbero nomi di peso come Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato, Raffaele Cantone, Paola Severino. L'assedio al Quirinale è un'altra variabile.
Il lungo resoconto di Mattarella aveva anche l'obiettivo di rendere trasparente la gestione della crisi agli occhi dell'opinione pubblica, senza chiudersi nel palazzo. Poi c'è la preoccupazione per come vedrà la luce la legge di bilancio a ottobre, per una legge elettorale che rischia di produrre un risultato confuso ancora una volta (e una soluzione, la più politica, forse definitivamente bruciata). Però, quando ormai è tardissimo al Quirinale, Mattarella ripete: "Ho fatto tutto secondo coscienza".
"Ho fatto le cose secondo coscienza". Se è il presidente della Repubblica a pronunciare queste parole significa anche "secondo la Costituzione", non a caso citata a più riprese nel discorso di fronte alla stampa, una volta bruciato l'incarico a Conte. Lo spread in crescita ha imposto il ricorso all'articolo 47 della Carta per "tutelare i risparmi degli italiani". Il potere di nomina del capo dello Stato non poteva essere prevaricato e anche quello è scritto nella Costituzione. Possono mettere in piedi tutta la propaganda che vogliono, ma le consultazioni al Colle sono verbalizzate virgola per virgola dal giovane consigliere che siede accanto a Mattarella, Daniele Cabras. Perciò "ho detto che sarei intervenuto su alcune caselle chiave dell'esecutivo senza ricevere obiezioni" né da Di Maio né da Salvini, ha ricordato il presidente. E' tutto scritto. Come dire: sappiatelo. E pensare che i "ministri" prescelti e i sottosegretari con delega pari a quella ministeriale avevano già un gruppo whatsapp chiamato "Gli incaricati" dove fantasticavano sul futuro al potere.
Nessun dettaglio è stato tralasciato dal presidente. Che ha potuto misurare il grado di indipendenza del "premier di maggio", pari a zero. "Non mi sono state fatte proposte alternative", nemmeno la più semplice, il leghista Giorgetti all'Economia. Era così che Conte voleva governare l'Italia? Poi li ha smascherati di nuovo: volevano uscire dall'euro "ma non vi erano accenni a questa soluzione nei programmi in campagna elettorale". Quindi stavano ingannando gli elettori, al di là della volontà popolare tanto invocata.
Mattarella aveva messo in conto anche i toni successivi alla sua decisione. Gli attacchi di Salvini e persino il rilancio di Di Maio per l'impeachment del presidente. "Una buffonata", dicono al Colle. Pura propaganda. Posizionamento in vista di nuove elezioni. Provassero a farlo sul serio, vediamo se la Corte costituzionale giudica i passaggi di questa crisi men che perfetti. "Sapevo che sarei stato criticato", dice Mattarella.
Ma non per i motivi che pensano i grillini. Semmai per aver concesso spazio e tempo alla piattaforma Rousseau e ai gazebo del Carroccio. Alla maggioranza giallo-verde, legittimamente e numericamente forte in Parlamento, il Quirinale voleva dare tutto: premier e dicastero del Tesoro. Cosa volevano di più?
Il problema ora è che il 4 marzo non ha ancora trovato una fine. Mattarella non ha preso a cuor leggero l'iniziativa di revocare il mandato a Conte. Ma adesso deve pensare al futuro. La convocazione di Carlo Cottarelli per assumere il ruolo di premier lascia immaginare che l'oriz- zonte sul quale si affaccia il Colle sia corto, se non cortissimo. E' stato scelto un economista, invece di una diplomatica come Elisabetta Belloni, per mandare immediatamente un segnale ai mercati e all'Europa frenando lo spread.
Con questo clima la fiducia all'esecutivo del presidente va esclusa a priori. La sua vita può essere molto breve. Misurando in 60 giorni il tempo minimo pet tornare alle urne, le elezioni anticipate a settembre sono l'ipotesi più probabile, ma anche questo è un rebus perché bisogna tirare fino agli inizi di luglio per scavalcare agosto. Nel governo, in modo da dargli un po' di ossigeno e un po' di credibilità, entrerebbero nomi di peso come Alessandro Pajno, presidente del Consiglio di Stato, Raffaele Cantone, Paola Severino. L'assedio al Quirinale è un'altra variabile.
Il lungo resoconto di Mattarella aveva anche l'obiettivo di rendere trasparente la gestione della crisi agli occhi dell'opinione pubblica, senza chiudersi nel palazzo. Poi c'è la preoccupazione per come vedrà la luce la legge di bilancio a ottobre, per una legge elettorale che rischia di produrre un risultato confuso ancora una volta (e una soluzione, la più politica, forse definitivamente bruciata). Però, quando ormai è tardissimo al Quirinale, Mattarella ripete: "Ho fatto tutto secondo coscienza".